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Bonus 200 euro: novità, ritardi, dubbi

Scopri le ultime novità sul Bonus 200 euro: chi deve restituirlo, chi può ancora fare domanda e chi non lo ha ricevuto.

di Chiara Del Monaco

Aprile 2023

Anche se il Bonus 200 euro è stato introdotto parecchi mesi fa e dovrebbe essere arrivato a tutti i destinatari, ci sono ancora alcune questioni in sospeso per chi è in attesa del contributo una tantum. In questo approfondimento vediamo le ultime novità sul Bonus 200 euro (scopri le ultime notizie sul bonus 150 euro e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Come sappiamo, il Bonus 200 euro è stato introdotto a maggio 2022 con il Decreto Aiuti per fornire un aiuto economico temporaneo contro l’inflazione e la crisi energetica. A questo Bonus è seguito poi quello da 150 euro, inserito nel Decreto Aiuti ter.

Anche se è passato molto tempo e il pagamento dei 200 euro dovevano essere completati entro il 30 novembre, ci sono ancora diverse persone che non hanno percepito il contributo una tantum. Altri, invece, hanno ricevuto la segnalazione dell’INPS per restituire il Bonus ricevuto indebitamente.

Dall’altro lato, invece, c’è anche una fetta di cittadini che può ancora fare domanda per richiedere l’indennità una tantum.

Per evitare una confusione generale in merito al contributo economico, nei prossimi paragrafi chiariamo le ultime novità del Bonus 200 euro.

Indice

Ultime novità sul Bonus 200 euro: i cittadini ancora in attesa

Anche se i pagamenti del Bonus 200 euro dovevano chiudersi entro la fine di novembre 2022, ad oggi ci sono ancora alcune categorie di destinatari che non hanno ricevuto il Bonus una tantum. Ricordiamo che una parte di questi ha percepito l’indennità in automatico, tra cui pensionati e lavoratori dipendenti, mentre un’altra parte ha dovuto fare domanda entro la fine di ottobre 2022.

Per accedere al contributo economico, è necessario possedere un reddito annuale riferito al 2021 non superiore a 35.000 euro. Poi, a seconda delle singole categorie, il Decreto Aiuti ha previsto anche dei requisiti specifici.

La notizia dei ritardi dell’INPS nell’erogazione del Bonus 200 euro è stata confermata proprio a febbraio 2023, quando l’Istituto ha disposto i pagamenti per queste categorie di persone:

In merito ai lavoratori autonomi e liberi professionisti con Partita IVA, ricordiamo che questa categoria ha dovuto aspettare fino a settembre prima di poter fare domanda. Infatti, le modalità di richiesta e i requisiti previsti sono stati definiti con un apposito decreto ministeriale approvato ad agosto. Una buona parte dei lavoratori autonomi è ancora in attesa dei Bonus da 200 e 150 euro una tantum.

Un’altra categorie poco fortunata è quella dei collaboratori sportivi, che ha iniziato a ricevere i 200 euro in automatico solo da febbraio 2023.

A questi cittadini in attesa, poi, si aggiungono anche coloro che hanno ricevuto i 200 euro ma devono percepire il Bonus 150 euro, anche questo in ritardo rispetto al previsto.

Scopri i pagamenti del Bonus 200 euro di dicembre e leggi anche cosa fare se lo hai ricevuto due volte. Dai un’occhiata alle nuove date del Bonus 150 euro di dicembre 2022 e gennaio 2023 e scopri tutti i passaggi per fare domanda del Bonus 150 euro, nonché le categorie che devono richiedere l’indennità una tantum.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

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Ultime novità sul Bonus 200 euro: come chiedere il riesame

Nel paragrafo precedente abbiamo visto le ultime novità sul Bonus 200 euro per quanto riguarda i cittadini che ancora devono ricevere il contributo una tantum.

Tuttavia, un’altra situazione comune che si è presentata negli ultimi tempi riguarda i destinatari che hanno fatto domanda nei tempi prestabiliti, ma l’esito dell’INPS è risultato negativo.

Secondo il messaggio INPS 317/2013 dello scorso gennaio, l’Istituto ha spiegato che tutti i beneficiari del Bonus che si sono visti rifiutare la domanda, possono richiedere un riesame entro 90 giorni dalla data di comunicazione di rigetto della domanda.

Ciò vuol dire che se un cittadino non è d’accordo con il rigetto della domanda perché ritiene di possedere tutti i requisiti, può chiedere un ricorso giudiziario all’Istituto di Previdenza Sociale. Per farlo, basta accedere alla procedura della richiesta online che si trova nella propria area riservata del sito INPS.

Nella sezione Indennità una tantum, bisogna cliccare su Chiedi riesame e allegare i documenti necessari per dimostrare di avere diritto al Bonus. Dopo aver cliccato su Allega documentazione, si deve solo aspettare che la richiesta venga presa in carico.

Ultime novità sul Bonus 200 euro: in foto, diverse banconote da 200 euro.

Ultime novità sul bonus 200 euro: chi deve restituirlo

Tra le ultime novità del Bonus 200 euro che salgono a galla solo dopo l’erogazione del beneficio, ce n’è una che non farà molto piacere agli interessati. Si tratta del caso di restituzione dell’indennità una tantum all’INPS.

Secondo la normativa, se in seguito ad alcuni accertamenti risulta che un cittadino ha ricevuto i 200 euro in maniera indebita, questo è tenuto a restituirlo entro un anno dalla segnalazione dell’Istituto.

Un esempio recente di Bonus 200 euro da restituire ha coinvolto circa 100.000 insegnanti, che hanno di poco superato la soglia dei 35mila euro di reddito prevista, a causa dell’aumento dello stipendio o dei pagamenti arretrati arrivati tardi in busta paga.

Un altro caso di restituzione del Bonus 200 euro riguarda anche tutti coloro che lo hanno ricevuto due volte. A tale proposito, ricordiamo che il Bonus si chiama una tantum perché spetta una sola volta per beneficiario. In questa situazione si sono trovati soprattutto alcuni lavoratori dipendenti che hanno ricevuto l’indennità da 200 euro da due datori di lavoro diversi.

Ecco la guida per restituire il Bonus 200 euro al datore di lavoro.

Infine, tra i cittadini a rischio restituzione ci sono anche i titolari di pensione. Il motivo è che l’indennità una tantum è stata erogata a questa categoria i maniera provvisoria in attesa dei dati reddituali definitivi in arrivo dopo la dichiarazione dei redditi.

Ultime novità sul bonus 200 euro: chi può fare ancora domanda

Il capitolo “Bonus 200 euro” è rimasto aperto anche per una platea composta da circa 80mila destinatari che solo da poco ha avuto la possibilità di presentare la domanda all’INPS.

Si tratta dei cittadini che non sono rientrati né nei Decreti Aiuti né nel decreto per lavoratori autonomi, ossia coloro che appartengono ai liberi professionisti e lavoratori autonomi ma non hanno la Partita IVA. In questa categoria rientrano per esempio gli specializzandi in Medicina e Chirurgia.

Solo di recente, con la circolare INPS n.30/2023, questi destinatari sono stati inclusi nel decreto ministeriale per lavoratori autonomi e l’INPS ha finalmente indicato le modalità di richiesta e i requisiti da rispettare.

Per accedere al contributo una tantum, i lavoratori autonomi senza Partita IVA devono possedere questi requisiti:

Per questi 80.000 cittadini, il Bonus 200 euro deve essere richiesto online entro il 30 aprile. Ecco una guida per fare domanda del Bonus 200 euro entro aprile 2023.

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