Bonus 200 euro ogni mese: la proposta al governo

Bonus 200 euro ogni mese: la proposta della CGIL al Governo Draghi per alzare lo stipendio dei dipendenti.

6' di lettura

Bonus 200 euro ogni mese e non una tantum: ecco la proposta che è stata avanzata al Governo Draghi per contrastare il caro vita. Andiamo a scoprire di cosa si tratta (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Bonus 200 euro ogni mese, un sostegno una tantum non basta

Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini ha avanzato una proposta interessante all’esecutivo guidato dal professor Draghi: un bonus strutturale, mensile di 200 €. Insomma, il leader della CGIL ha proposto di aumentare le buste paga dei lavoratori di 200 € al mese per affrontare l’inflazione al galoppo e il carovita, dunque l’aumento sproporzionato dei prezzi. I costi dell’energia, infatti, hanno avuto un aumento del 91%, mentre i costi del gas segnano un + 70%.

Il 17 maggio 2022, per questi motivi, è stato approvato ufficialmente, attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge Aiuti, il bonus 200 euro per diverse categorie di lavoratori, compresi gli autonomi, oltre che per i pensionati e disoccupati.

Landini si è espresso a riguardo durante il convegno del sindacato “Il Lavoro interroga”. Secondo il leader della CGIL le persone stentano ad arrivare a fine mese e, con il carovita, hanno già perso degli importi pari a quelli di una tredicesima. Per questo motivo, occorre darsi una mossa ed intervenire quanto prima.

La proposta è quella di aumentare i salari dei lavoratori, non con un bonus 200 euro una tantum, ma con un incremento di 200 euro netti in busta paga che diventi strutturale (un secondo bonus 200 euro), per fronteggiare la crisi economica e l’aumento dei prezzi di beni di prima necessità, come il grano, i latticini e la benzina, che ormai sembra fissa sopra i 2 euro al litro.

Ecco le sue parole: “Il governo ha deciso per una tantum di 200 euro mentre per poter reggere questa situazione, tra inflazione e costi di energia, ai lavoratori servirebbero che nei rinnovi i contratti prevedessero un aumento di almeno 200 euro netti al mese“.

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Bonus 200 euro in busta paga, il taglio del cuneo fiscale

Da un po’ di tempo, inoltre, si sta parlando di un bonus 200 euro in busta paga. Si tratta di una proposta avanzata dal Segretario del Partito Democratico Enrico Letta. In realtà Letta non ha proposto un bonus 200 euro bis, quanto più un taglio del cuneo fiscale, per aumentare gli stipendi dei lavoratori.

Secondo le ultime novità, questo nuovo meccanismo, che non è altro che un nuovo taglio del cuneo fiscale di quattro punti percentuali che andrebbe ad aumentare l’importo netto in busta paga, dovrebbe partire con il prossimo mese di settembre 2022.

Il provvedimento su questo nuovo simil bonus 200 euro dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella prima metà del mese di luglio e interesserebbe le mensilità da settembre a dicembre 2022. A dicembre, invece, la misura diventerebbe a tutti gli effetti strutturale con l’inserimento nella Legge di Bilancio 2023 (con ipotesi di quattordicesima rafforzata).

Ancora oggi, però, non sappiamo né dove l’esecutivo recupererà i fondi, né se è una misura attuabile tutti gli effetti. Anche su questo punto si è espresso il segretario generale della CGIL, secondo il quale tutti i benefici di questo taglio del cuneo fiscale di quattro punti percentuali dovrebbero andare nelle tasche dei lavoratori e non in quelle delle aziende:

non è più il momento del ‘dividere un pochino’ con le aziende e senza abbassare la guardia sul sistema pensionistico. Se infatti tagliare il cuneo per aumentare i salari finisce con il tagliare anche i contributi che servono a una pensione di dignità è un problema“.

Bonus 200 euro ogni mese: la proposta al governo
Bonus 200 euro ogni mese: la proposta al governo

Ecco a chi sarà destinato il nuovo bonus 200 euro per il taglio del cuneo fiscale

Prima di parlare della platea dei beneficiari del taglio del cuneo fiscale previsto da inizio settembre fino a fine anno, oltre che quello previsto per l’anno prossimo, ripassiamo brevemente chi sono i percettori della misura del bonus 200 euro di luglio introdotto con il decreto-legge n. 50.

Questo sostegno economico una tantum è stato destinato a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico (in automatico) che privato (con autocertificazione), ma anche ai lavoratori autonomi, ai pensionati, ai disoccupati e ai percettori di reddito di cittadinanza. Inoltre, il sostegno dei 200 € di luglio potrà essere percepito anche dai lavoratori stagionali, dai lavoratori del settore dello spettacolo, dai lavoratori domestici, i Co.co.co., gli intermittenti e dagli incaricati di vendite a domicilio.

I requisiti per ottenere il Bonus 200 euro sono due: avere redditi non superiori ai 35.000 € e percepirlo una sola volta per nucleo familiare.

I futuri percettori di quello che sarà il nuovo bonus 200 euro, o meglio, il taglio del cuneo fiscale di 4 punti percentuali, saranno tutti quei lavoratori subordinati che avranno un totale di reddito annuo che non superi i 35.000 € e che siano esonerati dallo 0,8% dei contributi, dunque, tutti quelli che hanno stipendi non superiori a 2.692 € al mese.

A differenza del precedente bonus 200 euro, con il taglio del cuneo fiscale saranno esclusi tutti i disoccupati e i pensionati, mentre ancora tutto tace per quanto riguarda le partite IVA.

Possiamo ipotizzare insieme qualche incremento in busta paga:

  • ad esempio, con 1.000 € al mese di stipendio, il nuovo sistema del taglio del cuneo fiscale porterebbe un aumento di circa 40 €, per un totale di 160 € fino alla fine dell’anno (settembre, ottobre, novembre e dicembre);
  • con 1.200 € al mese, invece, l’aumento sarà di 50 €, pari a 250 € per quattro mesi;
  • con 1.500 € al mese, l’aumento toccherà i 75 € mensili, ossia 300 € per il quadrimestre;
  • infine, chi percepisce 2.000 € al mese potrà beneficiare di un aumento 320 € nel quadrimestre di (80 € al mese).

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