Bonus 200 euro sul reddito di cittadinanza: niente ricorso

Niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza? Scopri come mai non è possibile farlo.

6' di lettura

Che significa niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza? In questo approfondimento facciamo un po’ di chiarezza in base al contenuto del messagio dell’INPS sul ricorso per il bonus una tantum (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Alla fine di novembre l’INPS ha pubblicato un messaggio sul suo sito ufficiale in merito alla possibilità di presentare ricorso per non aver ricevuto il bonus 200 euro introdotto dal Decreto Aiuti lo scorso maggio 2022.

Tuttavia, tra i casi previsti per presentarlo, l’Istituto non fa menzione dei percettori di Reddito di cittadinanza che hanno diritto all’indennità in automatico. Nei prossimi paragrafi cerchiamo di capire a cosa si deve questa mancanza e perché niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza.

Indice

Niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza: perché?

Il nostro articolo prende spunto da alcune perplessità che si sono generate da uno degli ultimi messaggi dell’INPS. In particolare, si tratta del messaggio 4314 del 30 novembre 2022 basato sui ricorsi per il bonus 200 euro.

All’interno del messaggio sono indicate le modalità per presentare ricorso tramite il sito dell’INPS nel caso in cui qualcuno non abbia ricevuto l’indennità pur avendone diritto. Tuttavia, tra le categorie menzionate nel messaggio non sono presenti le famiglie che percepiscono il Rdc. Ecco perché viene spontaneo chiedersi: niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza?

Da un lato, il fatto che i percettori di Rdc non siano nominati può essere dovuto alla modalità di erogazione prevista per questi cittadini, in quanto il bonus spetta in automatico sul Rdc.

Dall’altro lato, però, il mancato riferimento ai pagamenti non ricevuti del bonus 200 euro su Rdc significa che la gestione automatizzata non tiene in considerazione i mancati pagamenti e non fornisce tempistiche esatte per chi deve ancora ricevere l’indennità.

Infatti, non sono poche le persone che si sono recate personalmente presso le sedi territoriali dell’INPS, ma che non hanno ricevuto delle risposte chiare sulle tempistiche o su eventuali problemi con l’accredito del bonus su Rdc.

Per questo motivo, consigliamo a chi non ha ancora ricevuto il contributo economico di segnalare comunque questo disagio tramite i vari canali di comunicazione dell’Istituto.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

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Nel video di seguito illustriamo le date di accredito dell’assegno unico niversale e parliamo anche del Reddito di cittadinanza in ritardo per molti cittadini.

Niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza: chi può farlo secondo l’INPS

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, l’INPS non ha fornito dettagli rilevanti sulla possibilità di presentare ricorso per il mancato pagamento del bonus 200 euro su Rdc, che doveva arrivare a luglio. Ma allora a chi si riferisce il messaggio dell’INPS?

Dunque, l’Istituto spiega innanzitutto che possono presentare ricorso coloro che si sono ritrovati con la domanda dell’indennità una tantum “respinta” perché secondo il sistema centralizzato non venivano rispettati i requisiti normativi per accedere al beneficio.

Ovviamente, la possibilità di riesaminare la domanda è riferita a chi sa di rientrare nei requisiti e ha la documentazione necessaria per provarlo.

In particolare, l’Istituto menziona alcune categorie di lavoratori inseriti nell’art 32, commi 11, 13, 14, 15 e 16, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50 (Decreto Aiuti) e cioè questi cittadini:

  • lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 409 del c.p.c., dottorandi e assegnisti di ricerca;
  • lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori autonomi occasionali privi di partita IVA;
  • lavoratori incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.

Come si può notare, tra queste categorie non sono presenti i percettori di Rdc. Nel prossimo paragrafo vediamo insieme come devono presentare ricorso le persone che rientrano nelle categorie sopra menzionate.

Niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza: vediamo i motivi

Niente ricorso per il bonus 200 euro sul Reddito di cittadinanza: come fare ricorso

Secondo le indicazioni del messaggio dell’INPS sui ricorsi per il bonus 200 euro, il termine per proporre l’istanza del riesame (quindi per fare ricorso) è di 90 giorni dalla data di pubblicazione del suddetto messaggio, quindi 90 giorni dal 30 novembre 2022.

Per presentare ricorso il cittadino in questione deve accedere alla sezione del sito in cui è stata presentata la domanda, ossia “Indennità una tantum 200 euro”. Per farlo, è necessario entrare nell’area riservata del sito INPS attraverso le credenziali digitali SPID, CIE o CNS.

Una volta dentro la sezione dell’indennità una tantum, è possibile vedere i motivi per cui l’esito della domanda è “Respinta” e il tasto “Chiedi riesame“. Cliccando su questa voce si possono inserire le motivazioni per cui si sta facendo richiesta di ricorso e allegare i documenti previsti per il riesame attraverso la funziona “Allega documentazione“. Tali documenti sono specificati nelle sezioni riferite a ciascuna categoria all’interno del messaggio.

Inoltre, l’Istituto conclude questa comunicazione ufficiale spiegando che il chiarimento su come si presenta il ricorso vale anche per il riconoscimento dell’indennità una tantum prevista dal decreto-legge n. 144 del 23 settembre 2022, anche noto come Decreto Aiuti ter.

Fonti e approfondimenti

A tal proposito, se sei in attesa del bonus 150 euro introdotto dal Decreto Aiuti ter, ecco alcuni articoli che potrebbero interessarti:

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