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Bonus 50% ristrutturazione, ultime notizie: cosa rimane

Bonus ristrutturazione al 50%: ecco le ultime notizie sull'agevolazione fiscale, a chi spetta e per quali lavori.

di Carmine Roca

Luglio 2023

Oggi vi parliamo di Bonus ristrutturazione al 50%: ecco le ultime notizie e cosa rimane dell’agevolazione fiscale (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Bonus ristrutturazione al 50%: cosa è rimasto?

È ancora possibile usufruire del Bonus ristrutturazione al 50%: l’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’articolo 16-bis del Dpr 917/86, che in origine fissò la detrazione al 36%, con un limite di spesa non superiore a 48.000 euro.

Per le spese sostenute a partire dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2024, spetta una detrazione dall’IRPEF al 50%, entro un limite massimo di spesa di 96.000 euro, spalmabile in 10 quote annuali di pari importo.

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Bonus ristrutturazione al 50%: cessione del credito e sconto in fattura

Non è, però, più possibile ricorrere alla cessione del credito e allo sconto in fattura, previsto fino al decreto legge “in materia di cessione di crediti d’imposta relativi agli incentivi fiscali”, disposto dal governo Meloni, per i lavori avviati dopo il 16 febbraio (data in cui è entrato in vigore il decreto legge).

Lo sconto in fattura e la cessione del credito possono essere applicati solo per gli interventi realizzati al 16 febbraio 2023, per un totale di 5 cessioni di credito.

Bonus ristrutturazione al 50%: chi può richiederlo?

Il Bonus ristrutturazioni 2023 può essere richiesto da:

Possono anche richiederlo, ma a patto che sostengano le spese e siano intestatati di fatture e bonifici:

La detrazione IRPEF fino a un massimo di spesa di 96.000 euro spetta anche a chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.

Come riporta l’Agenzia delle Entrate, “la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo”.

Bonus ristrutturazione al 50%: per quali lavori spetta?

Dopo aver elencato requisiti e beneficiari, passiamo ora all’elenco dei lavori per i quali spetta il Bonus ristrutturazione del 50%:

Bonus ristrutturazione al 50%: elenco di spese

Nell’elenco delle spese detraibili con il Bonus ristrutturazione al 50% includiamo anche:

Bonus ristrutturazione al 50%: quali spese non sono detraibili?

La detrazione al 50% per il Bonus ristrutturazione non spetta per il semplice acquisto di strumenti, anche volti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.

Parliamo di computer, schermi touch, telefoni viva voce, tastiere espanse, che rientrano nell’elenco dei sussidi tecnici e informatici per i quali è prevista la detrazione IRPEF del 19%.

Non si ha diritto alla detrazione neppure se si acquistano apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza (ad esempio una cucina a spegnimento automatico in sostituzione di una tradizionale cucina a gas).

Non è possibile detrarre neppure il costo del contratto stipulato con un istituto di vigilanza.

Bonus ristrutturazione al 50%
Bonus ristrutturazione al 50%: in foto un locale sottoposto a ristrutturazione.

Faq sul Bonus ristrutturazione al 50%

Quali sono gli interventi per i quali è riconosciuto il bonus ristrutturazione 2023?

Il bonus ristrutturazione 2023 riconosce una serie di lavori di manutenzione ordinaria, inclusi: sostituzione d’infissi esterni e serramenti, installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, rifacimento di scale e rampe, interventi finalizzati al risparmio energetico, recinzione dell’area privata, e costruzione di scale interne. L’agevolazione può diventare un bonus ristrutturazione per il bagno, la cucina, o per un restyling straordinario di una casa.

Quali sono le agevolazioni extra possibili oltre al bonus ristrutturazione 2023?

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, oltre al bonus ristrutturazioni 2023, è possibile usufruire dell’aliquota IVA ridotta al 10%. Questo si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei beni.

Il bonus ristrutturazione 2023 prevede detrazioni per interventi antisismici?

Sì, il bonus ristrutturazioni 2023 include una detrazione del 50% per spese sostenute per interventi antisismici su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3. Questa agevolazione è da calcolare su un importo complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e è fruibile in 5 rate annuali di pari importo. La detrazione può salire al 70% o 80% in caso di riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore.

Il bonus ristrutturazione 2023 è cumulabile con la detrazione per risparmio energetico?

No, la detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalla detrazione per risparmio energetico. Se gli interventi realizzati rientrano in entrambe le categorie, il contribuente può fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio.

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