Bonus 600 euro, come funziona e perché conviene

Bonus 600 euro, come funziona e perché conviene: con una piccola innovazione la busta paga diventa più pesante. La strada è stata tracciata dal governo Draghi, si tratta dell'erogazione di retribuzione esente. Vediamo come funziona e perché sarebbe vantaggiosa per i lavoratori dipendenti. Analoghe misure potrebbero essere studiate anche per gli autonomi.

7' di lettura

Bonus 600 euro, come funziona e perché conviene: è l’innovazione prevista dal governo Draghi, potrebbe essere la strada che percorreranno anche i partiti che vinceranno le elezioni per aumentare la busta paga degli italiani. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Ricevi tutte le news sempre aggiornate su bonus e lavoro.

Aumentare gli stipendi in Italia è una urgenza ormai avvertita. Non solo per la crisi energetica e l’inflazione. Da tempo è ben noto che negli ultimi 40 anni il valore reale di salari e redditi è calato in Italia del 2,9%.

Significa uno stipendiato nel nostro Paese ha meno potere d’acquisto di un pari livello (di reddito) degli anni ’80. Un dato pessimo.

Scopri la pagina dedicata a tutti bonus attualmente attivi e disponibili.

Il governo Draghi ha tracciato una strada: è possibile incrementare il potere d’acquisto degli stipendi senza aumentare la spesa pubblica. Ma per farlo sarà necessario rendere più moderni i contratti di lavoro. E ignorare le tante e irrealizzabili promesse fatte in campagna elettorale, che non prevedono riforme strutturali e definitive, ma un insostenibile incremento della spesa pubblica. Cosa improponibile per il Paese che ha il più alto debito pubblico rispetto al Pil nel mondo.

Sui programmi dei partiti al voto potresti essere interessato a sapere quali sono le formazioni politiche che intendono cancellare l’Rdc; quali sono le proposte per le famiglie e le persone con disabilità; e cosa pensano di fare le diverse coalizioni su fisco e tasse.

Bonus 600 euro: cuneo fiscale

Il cambio di paradigma riguarda il cuneo fiscale, ovvero il costo del lavoro. Sindacati e Confindustria si sono battuti per anni per questo obiettivo. Sbagliando, anche perché nel frattempo il mercato del lavoro è cambiato radicalmente sotto i loro occhi (davvero sconcertante che non se ne siano accorti). E infatti il cuneo fiscale di fatto non esiste per il 70% dei redditi degli italiani. Era quindi una battaglia inutile o di rilevanza piuttosto modesta.

Aggiungiti al gruppo Telegram sulla finanza personale, la gestione del credito e dei debiti. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Bonus 600 euro: sgravi fiscali, un fallimento

Si è perseguita in questi anni una politica di sgravi contributivi che avrebbe dovuto avere come effetto un aumento delle assunzioni. Sono stati spesi 168 miliardi, con risultati a dir poco scarsi. Basta un dato: in Italia è occupato solo il 39% delle persone in età da lavoro. In altri Paesi europei quella percentuale è superiore al 50%.

Al Sud la decontribuzione totale è durata 25 anni. Poi l’Ue ci ha imposti di eliminarla perché si trattava di aiuti di Stato. Sono costati centinaia di miliardi. Sono serviti a qualcosa? Niente, la misura non ha prodotto posti di lavoro.

Gli sgravi imposti dal governo Renzi hanno avuto qualche effetto positivo, ma solo quando l’economia era in salute. Finito quel ciclo il tasso di occupazione è tornato al livello precedente. In tre anni sono stati spesi altri 17 miliardi. Per niente.

Bonus 600 euro: come si ottiene

Sì, ok, ma come aumentare la busta paga fino a 600 euro al mese senza incidere sui conti dello Stato e sulle future pensioni dei lavoratori.

La strada, come accennato, è stata tracciata dal governo Draghi con il decreto Aiuti Bis (articolo 12 del decreto legge numero 115 numero 2022).

In quel provvedimento il governo Draghi ha previsto che le somme versate dal datore di lavoro ai lavoratori siano esentate dal pagamento dei contributi sociali e dalle imposte che sono previste dall’articolo 51, comma 3 del Testo Unico delle imposte sui redditi. Il limite è stato elevato a 600 euro.

Questi fondi per i lavoratori saranno versati come «rimborsi da parte del datore di lavoro per il pagamento delle bollette di acqua, luce e gas». Quindi zero burocrazia, sarà tutto molto semplice e immediato.

I 600 euro saranno detratti dal datore di lavoro e netti per il lavoratore (su quella cifra non si genera però una crescita del montante contributivo per la pensione).

Bonus 600 euro: welfare aziendale e bonus trasporti

Se questa innovazione venisse poi estesa anche al welfare aziendale (riducendo il carico burocratico) e portandolo a 2.000 euro netti l’anno, la crescita dei redditi che sono compresi tra 15.000 e 25.000 euro l’anno sarebbe del 14,7 e dell’8,8%.

Il governo Draghi ha anche introdotto in via sperimentale il bonus trasporti che è di 60 euro l’anno. L’idea è valida, ma quella Svizzera è anche migliore: lì la quota del rimborso è di 600 euro l’anno con le stesse esenzioni.

Ma non solo, se in sostituzione del buono pasto (cartaceo o elettronico), si aumentasse la cifra prevista a 12 euro (oggi non supera gli 8), sempre a carico del datore di lavoro, la cifra netta in busta paga aumenterebbe di altri 900 euro l’anno.

Bonus 600 euro: erogazione di retribuzione esente

In conclusione cerchiamo di essere ancora più chiari. C’è in pratica una netta differenza tra la decontribuzione e le erogazioni di retribuzione esente (per le quali non ci sono né imposte né contributi).

La decontribuzione ha un costo elevato per lo Stato:

  • contributi figurativi da versare agli enti previdenziali;
  • la rivalutazione di questi contributi;
  • il pagamento successivo delle pensioni (aumentata dai contributi versati dallo Stato).

La retribuzione esente viene invece recuperata con la tassazione diretta e indiretta quando le somme aggiuntive allo stipendio vengono spese (Iva, accise, Ires e Irpef) ed è completamente a carico delle imprese (non generando quindi costi per lo Stato).

Bonus 600 euro: 3.500 euro in più l’anno

Di contro l’aumento in busta paga sarebbe di 3.500 euro l’anno. Il 10% per chi riceve uno stipendio lordo di 35mila euro e il 17,5% per chi ne riceve 20.000.

In questo modo gli stipendi netti degli italiani sarebbero allo stesso livello di quello dei Paesi europei economicamente più forti.

Bonus 600 euro: autonomi

E per gli autonomi? Ovviamente non dovrebbero essere esclusi da queste innovazioni, per i lavoratori che non sono dipendenti si possono studiare delle misure compensative.

Bonus 600 euro, come funziona e perché conviene

Bonus 600 euro: conclusioni

Il governo Draghi ha tracciato una strada percorribile (valida non solo per questo periodo di crisi), i partiti non ne hanno fatto accenno in campagna elettorale. Probabilmente una riforma di questo tipo non avrebbe potuto essere spiegata agli italiani con un semplice slogan. Ma sembra una via d’uscita sostenibile ed efficace per far crescere gli stipendi.

Per la pensione, se non siamo stati chiari lo ribadiamo, varranno gli stessi contributi che si versano oggi. Non saranno invece previsti sulle somme “aggiuntive” che verranno versate in busta paga. Non cambia nulla da quel punto di vista rispetto a oggi, ma sale il netto per i lavoratori. E non di poco.

Una riforma di questo tipo può avere pregi e difetti, ma indica una possibile soluzione. Sarà ora eventualmente compito del governo e delle parti sociali valutare gli effetti benefici per i cittadini e quelli sui quali mediare. Ma al momento altre soluzioni per incrementare il potere d’acquisto degli italiani senza gravare sulle già ridotte risorse dello Stato non se ne intravedono.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti su mutui, prestiti e risparmio personale:

Entra nei gruppi offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie