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Bonus acqua potabile 2023, partono le domande

Bonus acqua potabile 2023, partono le domande per avere le agevolazioni fiscali, si possono inviare fino al 28 febbraio.

di The Wam

Febbraio 2023

Bonus acqua potabile 2023, partono le domande: sarà possibile inviarle fino al 28 febbraio. Vediamo di cosa si tratta, chi ne ha diritto, a quanto ammonta e come presentare la richiesta. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Il Bonus acqua potabile 2023 consente di avere un credito di imposta del 50 per cento per l’acquisto di impianti e sistemi che migliorino la qualità dell’acqua da bere della nostra rete idrica. Si tratta quindi di un agevolazione per l’installazione di sistemi di filtraggio.

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Bonus acqua potabile 2023: la domanda

Come avere questa agevolazione? Si deve comunicare all’Agenzia delle Entrate la spesa sostenuta nel 2022. Il modello da compilare e inoltrare si trova nell’area riservata o sui canali telematici dell’ente.

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La domanda sarà valutata e dopo aver ricevuto l’ok, quel credito di imposta si potrà utilizzare in compensazione tramite F24. Oppure, per le persone fisiche con non hanno attività d’impresa o lavoro autonomi, inserita nella dichiarazione dei redditi. In questo caso sarà riferita all’anno della spesa sostenuta e in quelli successivi, fino all’uso completo del contributo.

La misura è stata introdotta dal governo Draghi e confermata nella legge di bilancio 2023 anche dall’esecutivo Meloni.

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Bonus acqua potabile 2023: a cosa serve

Prima di continuare con i dettagli relativi a questo contributo, quindi anche con l’importo massimo e le modalità richiesta per avere diritto allo sconto, vediamo cos’è e a cosa serve il filtraggio dell’acqua e per quale motivo potrebbe essere un’opzione da prendere in considerazione.

L’acqua della nostra rete idrica è ovviamente potabile, ma contiene comunque cloro, calcare, ferro, altri metalli pesanti, composti volatili cancerogeni e residui di nitrati e pesticidi. Anche per questo motivo nel nostro Paese è diffuso il consumo di acqua minerale in bottiglia. Che però ha una controindicazione immediata: la diffusione quasi illimitata di bottiglie di plastica e il conseguente inquinamento ambientale.

Senza dimenticare i vantaggi economici: la spesa per l’acqua minerale ha una incidenza non irrilevante nel corso dell’anno.

I sistemi più diffusi per migliorare la qualità dell’acqua sono:

Bonus acqua potabile 2023: importo massimo

L’agevolazione ha un tetto massimo di 1.000 euro per ogni immobile per le abitazioni residenziali. Sale a 5.000 euro per gli immobili che ospitano attività commerciali o istituzionali, per le attività di impresa, arti e professioni e per gli enti non commerciali.

Possono chiedere il bonus acqua potabile anche gli enti del terzo settore e quelli religiosi che sono civilmente riconosciuti.

Bonus acqua potabile 2023: documentazione

L’importo delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione dell’impianto di filtraggio devono essere documentate con una fattura elettronica o un altro certificato commerciale. All’interno deve essere riportato il codice fiscale di chi ha richiesto il credito.

Per i privati che intendono accedere a questo contributo, il pagamento deve essere effettuato con un versamento bancario o postale. O comunque con sistemi diversi dal contante e quindi tracciabili.

Ricordiamo che le spese agevolabili del 2022 devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio 2023.

Bonus acqua potabile 2023: i migliori sistemi di depurazione

I sistemi di depurazione e filtraggio che eliminano dall’acqua sostanze nocive sono di tre tipi in particolare:

Bonus acqua potabile 2023: filtri a carbone attivo

I filtri più diffusi sono quelli a carbone attivo. L’acqua che li attraversa viene ripulita da impurità, minerali e contaminanti.

La capacità di filtraggio si misura in micron. Questi filtri vanno cambiati periodicamente.

Bonus acqua potabile 2023: osmosi inversa

Il sistema dell’osmosi inversa viene utilizzato in particolare negli impianti industriali. Ma ci sono anche degli apparecchi per uso domestico.

Il metodo usa delle pompe ad alta pressione che sono in grado di separare dall’acqua sali e altri minerali oltre a filtrare metalli pesanti e detriti.

Anche in questo caso la capacità di filtraggio viene misurata in micron: più sono piccoli e più trattengono le sostanze.

Bonus acqua potabile 2023: filtri a scambio ionico

I filtri a scambio ionico usano resine e ioni per separare i metalli pesanti dall’acqua. Gli ioni positivi, negativi o misti scambiano le sostanze nocive con sostanze innocue.

Nella foto una donna sorseggia un bicchiere di acqua

Bonus acqua potabile 2023: costi

Per l’acquisto di un impianti di filtraggio bisogna diffidare da quelli che costano troppo poco (200/300 euro), la qualità non può essere adeguata. Meglio virare sugli impianti certificati dal ministero della Salute, prodotti con materiali sicuri e seguendo le direttive Ue.

Ma non si deve spendere neppure tanto. Un impianto ad accumulo, compresa anche l’installazione, non costa più di 900/1000 euro.

Gli esperti invitano anche a diffidare e a valutare con attenzione le offerte all inclusive, che annullano il costo del sistema di depurazione in cambio di una spesa annuale di manutenzione. O meglio, più che diffidare, prima di accettare quelle condizioni fate bene i vostri conti.

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