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Bonus anziani 850 euro: a chi spetta e quando potrai averlo

Bonus anziani da 850 euro: cos'è, a chi spetta, quando verrà pagato e a cosa servirà? Scopriamo tutto in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo approfondimento vi parleremo di Bonus anziani da 850 euro: ecco a chi spetta e quando viene pagato (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Bonus anziani da 850 euro: di cosa si tratta?

Lo scorso 18 marzo, con la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto legislativo numero 29 del 15 marzo 2024, è stato ufficializzato il Bonus anziani da 850 euro.

Di cosa si tratta? E’ una “prestazione universale” rivolta alle persone anziane non autosufficienti, per il momento solo in forma sperimentale.

La misura assistenziale va ad aggiungersi all’indennità di accompagnamento già percepita per un totale di circa 1.400 euro al mese (531,76 euro di accompagnamento più 850 euro di Bonus).

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Bonus anziani da 850 euro: a chi spetta?

Ma a chi spetterà la nuova prestazione? La platea di beneficiari sarà piuttosto ristretta, non più di 25.000 potenziali richiedenti, quelli che riescono a rispettare i rigidi paletti imposti dal decreto Anziani.

Per poter richiedere il Bonus 850 euro occorrerà:

Di conseguenza, a fronte di circa 4 milioni di anziani non autosufficienti, solo un anziano su 160 avrà diritto alla prestazione. Motivo per cui sono piovute critiche, mosse dall’opposizione nei confronti dei criteri stabiliti dal governo Meloni.

In questo video vedremo insieme quali sono i requisiti e gli obblighi per ricevere l’Assegno di inclusione se si è single e over 60:

Bonus anziani da 850 euro: come verrà pagato?

Il Bonus anziani da 850 euro può essere erogato tramite pagamento diretto oppure attraverso servizi alla persona.

L’importo non fa reddito ed è composto da due quote:

Gli 850 euro di Bonus, quindi, vanno utilizzati per richiedere un certo tipo di servizi. La parte di credito non utilizzata va restituita.

In questo video scopriamo insieme chi ha diritto all’Assegno di inclusione in misura massima (1.449 euro):

Bonus anziani da 850 euro: quando sarà in vigore?

La misura assistenziale sarà in vigore, in forma sperimentale, dal 1° gennaio 2025 sino al 31 dicembre 2026.

Non è ancora possibile presentare domanda per il Bonus 850. Il via libera dovrebbe arrivare entro fine 2024.

Con molta probabilità la richiesta potrà essere inoltrata all’INPS in modalità telematica, con modalità rese note dall’istituto soltanto nei prossimi mesi.

Vi aggiorneremo costantemente sugli sviluppi e sull’entrata in vigore del Bonus 850: continuaci a seguire su The Wam.net.

Bonus anziani da 850 euro
Bonus anziani da 850 euro: in foto le mani di una donna stringono quelle di un anziano.

Faq su anziani e non autosufficienza

Da quando decorre l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità. Inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. In alcuni casi la data di decorrenza può essere indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale per il riconoscimento dell’invalidità civile. Il pagamento dell’indennità di accompagnamento viene sospesa in caso di ricovero dell’assistito, per un periodo superiore a 29 giorni, in una struttura a totale carico dello Stato.

Cosa è incompatibile con l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili che sono state concesse per invalidità contratte a causa di guerra, lavoro o servizio. Il cittadino ha però la facoltà di scegliere il trattamento che ritiene più favorevole.

Cosa è compatibile con l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, dipendente o autonoma. L’assistito può anche essere titolare di una patente speciale. L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto, ma solo se le due indennità sono state concesse per delle distinte minorazioni, ognuna delle quali deve essere relativa a differenti stati di invalidità (pluriminorati).

Qual è l’età per richiedere l’accompagnamento per anziani?

La prestazione spetta con un’età minima di 67 anni, per un importo di 530,27 euro al mese, per 12 mensilità (tredicesima esclusa). Ma il requisito anagrafico è solo uno dei due parametri da soddisfare per ricevere l’indennità.

La prestazione spetta a chi, compiuti 67 anni, è stato riconosciuto invalido al 100%. Non c’è bisogno di rispettare alcun limite reddituale, poiché l’indennità è esente da IRPEF.

In presenza di questi requisiti, l’anziano può presentare domanda per l’accompagnamento: se la procedura dovesse essere accolta dall’INPS, il primo assegno verrà erogato il mese successivo al recepimento del verbale di invalidità.

A chi spetta l’accompagnamento per anziani?

L’accompagnamento per anziani spetta agli invalidi totali con difficoltà a deambulare autonomamente o a svolgere azioni, come mangiare, camminare o lavarsi senza un’assistenza permanente. Inoltre, è necessario che il richiedente abbia la residenza stabile e abituale sul territorio italiano.

L’indennità può essere richiesta anche dai cittadini stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza e dai cittadini stranieri extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno di almeno un anno, a patto che vivano stabilmente in Italia.

Come presentare domanda per l’accompagnamento anziani?

La domanda di accompagnamento per anziani va presentata tramite patronati o da associazioni di categoria (Anmic, Uic, Ens, Anfass).

La procedura per la richiesta dell’accompagnamento per anziani inizia con l’inoltro all’INPS di un certificato introduttivo, da parte del proprio medico curante. Successivamente il patronato invierà la documentazione con i redditi del richiedente.

Una volta presentata la domanda per la visita medica, il richiedente verrà sottoposto all’accertamento sanitario e, riconosciuta l’invalidità totale, otterrà il prezioso certificato di invalidità totale, redatto dalla commissione medica esaminatrice.

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