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Bonus barriere architettoniche, addio sconto fattura: novità

Bonus barriere architettoniche: addio allo sconto in fattura. Le novità del Governo e la preoccupazione della FISH, che propone insieme ad alcuni parlamentari un emendamento, quantomeno per una proroga. Ecco cosa sta succedendo.

di Romina Cardia

Maggio 2024

FISH esprime forte preoccupazione per il decreto 39 del 2024, che contiene provvedimenti urgenti su agevolazioni fiscali e rimozione delle barriere architettoniche. Questo decreto impedisce lo sconto del 75% sulle spese previste dal Bonus barriere architettoniche. Tutti i dettagli in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Bonus barriere architettoniche: addio allo sconto in fattura

Il recente decreto legge numero 39 del 2024 porta con sé misure urgenti riguardanti agevolazioni fiscali e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Questa normativa implica la cessazione dello sconto in fattura del 75% sulle spese relative al Bonus barriere architettoniche.

Questa decisione segue un precedente intervento normativo, il decreto del 29 dicembre 2023, che già limitava la possibilità di ottenere lo sconto in fattura solo per interventi su scale condominiali o in abitazioni monofamiliari, e solo se occupate da individui con disabilità certificata o reddito inferiore a 15.000 euro.

La nuova restrizione avrà un impatto significativo sull’accessibilità dei lavori di rimozione delle barriere architettoniche per i singoli cittadini desiderosi di rendere le proprie abitazioni più accessibili, ad esempio attraverso l’installazione di montascale.

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La preoccupazione della FISH sullo stop allo sconto in fattura

La cessazione dello sconto applicato in fattura per il Bonus barriere architettoniche ha suscitato vive preoccupazioni da parte di FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’handicap) riguardo alla mancanza di una pianificazione economica che potrebbe ostacolare notevolmente l’accesso ai diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

La FISH ha seguito da vicino questo sviluppo e ha avviato un dialogo serrato con il Governo e vari parlamentari per proporre un emendamento al Disegno di Legge Senato 1092, che almeno proroghi la sospensione fino al 31 dicembre 2024.

FISH ha presentato una sua proposta di emendamento alla VI Commissione del Senato, auspicando una valutazione attenta delle misure indicate nella proposta, al fine di garantire un’autentica inclusione e equità per le persone con disabilità.

La proposta di emendamento della FISH

Quindi, la FISH ha comunicato di aver elaborato una proposta di modifica per la trasformazione dello sconto in fattura in relazione al Bonus barriere architettoniche.

Tale proposta è il frutto di un lavoro di collaborazione interno all’intera rete associativa, scaturito dalla richiesta di audizione presso la commissione VI (Finanze) del Senato della Repubblica, che sta esaminando l’Atto Senato 1092.

Nella sua proposta, la FISH pone in evidenza i principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, manifestando gravi preoccupazioni riguardo alla mancanza di disposizioni finanziarie che limiterebbero significativamente l’applicabilità dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Prima di avanzare richieste di emendamento specifiche, la FISH sottolinea l’importanza di adottare politiche volte a ridurre le disuguaglianze sociali che ancora gravano pesantemente sulle persone con disabilità.

In questo contesto, la Federazione evidenzia che in Italia le famiglie con almeno un membro disabile sono oltre 3 milioni, corrispondenti a poco più del 12% delle famiglie totali.

Secondo i dati forniti dal Rapporto ISTAT 2022, circa un quinto di queste famiglie vive in condizioni di privazione, molte sono emarginate e alcune addirittura segregate, anche a causa della diffusa presenza di barriere architettoniche e sensoriali, anche negli edifici privati, che limitano effettivamente il loro pieno godimento dei diritti di cittadinanza, come ribadito dalla FISH.

Considerando ciò, la FISH ritiene che l’eliminazione degli incentivi, come le cessioni dei crediti o lo sconto in fattura del 75%, a partire dal 30 marzo 2024, per interventi finalizzati alla rimozione delle barriere architettoniche negli edifici privati, possa aumentare ulteriormente il divario economico e sociale tra le persone con disabilità e il resto della popolazione, privando le famiglie e le persone con disabilità di una significativa opportunità di riduzione dei costi immediati che le altre agevolazioni attualmente in vigore non permettono.

Per questo motivo, la FISH chiede di prorogare fino al 31 dicembre 2024 il periodo di validità degli incentivi, come previsto dal comma 1-bis, secondo periodo, del Decreto Legge n. 11/2023, convertito con modifiche nella Legge 38 dell’11 aprile 2023, a partire dal 30 marzo 2024.

Solo in questo modo, sostiene la FISH, le famiglie a basso reddito o con limitate risorse economiche potranno pianificare adeguatamente interventi finalizzati alla rimozione delle barriere architettoniche negli edifici privati, in un lasso di tempo ragionevole.

Solo così sarà possibile garantire dignità e pari opportunità a tutti, conclude la Federazione.

Bonus barriere architettoniche
Bonus barriere architettoniche. In foto un uomo davanti al PC.

Il testo dell’emendamento della FISH

Di seguito, il testo dell’emendamento proposto dalla FISH:

“All’articolo 1 sostituire il comma 4 con il seguente: “4. Le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 1-bis, secondo periodo, del citato decreto-legge n. 11 del 2023, si applicano in relazione alle spese sostenute fino alla data del 31 dicembre 2024; le stesse disposizioni continuano ad applicarsi alle spese sostenute successivamente a tale data soltanto in relazione agli interventi per i quali in data antecedente al 31 dicembre 2024:
a) risulti presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario;
b) siano già iniziati i lavori oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, se per gli interventi non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.”

FAQ sul Bonus barriere architettoniche 2024

Quali sono le nuove regole del bonus barriere architettoniche 2024?

Le nuove regole del Bonus barriere architettoniche 2024 prevedono che le spese sostenute dal 30 dicembre 2023, per l’agevolazione al 75%, siano limitate agli interventi relativi a scale, rampe, ascensori e piattaforme elevatrici. Gli infissi e i rifacimenti dei servizi igienici sono esclusi da questa agevolazione.

Come cambiano gli aiuti per l’abbattimento delle barriere architettoniche?

Gli aiuti per l’abbattimento delle barriere architettoniche sono stati ridotti nel 2024, concentrando l’agevolazione solo su determinati interventi, come scale, rampe, ascensori e piattaforme elevatrici, escludendo altri lavori precedentemente coperti.

Cosa prevede il decreto “salva-spese” per il bonus barriere architettoniche?

Il decreto “salva-spese” per il Bonus barriere architettoniche prevede un meccanismo di salvaguardia per coloro che hanno iniziato i lavori ma non li hanno conclusi entro il 29 dicembre 2023. Questo decreto mantiene le vecchie agevolazioni per chi ha presentato il titolo abilitativo entro questa data o ha iniziato i lavori in assenza di tale titolo, con la stipula di un accordo vincolante e il versamento di un acconto. Tuttavia, lo sconto in fattura non è più disponibile.

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