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Bonus caregiver, l’ONU striglia l’Italia: che succede ora?

L’ONU accoglie il ricorso di una caregiver ed «esorta interventi in modo da evitare violazioni future». Si va verso un bonus caregiver?

di Valerio Pisaniello

Ottobre 2022

Bonus caregiver. Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili ha accolto un ricorso promosso da una caregiver italiana (scopri le ultime notizie su agevolazioni economiche e diritti per la famiglia. Leggi su Telegram le novità su educazione, cura e salute dei figli, gravidanza, consigli per neo-mamme e relazioni familiari. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

La caregiver sosteneva che i diritti suoi e dei suoi familiari, ai sensi della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, erano stati violati. Verrà introdotto quindi un bonus caregiver?

Indice

Bonus caregiver: il ricorso

Bonus caregiver. In Italia mancano politiche a supporto dei caregiver familiari delle persone con disabilità, e manca una legge per i caregiver: purtroppo è cosa ben nota.

Ma ora al riguardo si è espresso anche il Comitato delle Nazioni Unite, rilevando come la mancanza di sostegni finanziari e sociali alle famiglie delle persone con disabilità configura una violazione dei diritti umani.

E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto di un parere che il Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità (il più alto organismo riconosciuto a livello mondiale per la tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie) ha emesso il 3 ottobre 2022, in merito al ricorso presentato presso l’ONU nel 2017 dall’allora presidente di Confad, Maria Simona Bellini, attraverso il quale veniva denunciata l’insostenibile condizione di vita dei caregiver familiari in Italia, a causa di un ingiustificato vuoto legislativo, con conseguente violazione di importanti diritti della persona.

Il ricorso era stato presentato dallo Studio Saccucci & Partners su iniziativa e con il supporto di CONFAD.

La donna si era rivolta ll’ONU esponendo la sua situazione: caregiver di figlia e partner, poiché l’ordinamento italiano non prevede alcuna tutela giuridica per i caregiver familiari in materia di pensione assistenziale, indennità o malattia, la stessa non aveva diritto a ricevere alcun compenso o sostegno economico dopo che aveva dovuto lasciare il lavoro per assistere i suoi cari.

M.S.B. ha quindi portato il suo caso alla commissione, sostenendo che la mancanza di riconoscimento e sostegno legale esporrebbe lei, in quanto caregiver familiare, e la sua famiglia, a rischio di conseguenze negative e pesanti per la loro salute, le loro finanze e la loro vita personale e sociale.

Il Comitato ha concluso che il diritto dei familiari può essere collegato alla protezione delle persone con disabilità, a determinate condizioni. “Il Comitato ha affermato di essere a conoscenza di casi in cui i diritti delle persone con disabilità non possono essere realizzati senza la protezione dei caregiver familiari e ha concluso che, nel ristretto ambito dell’articolo 28, la Convenzione riconosce il diritto dei caregiver familiari alla protezione dello Stato, a condizione che questo riconoscimento sia indissolubilmente legato alla protezione dei diritti dei familiari con disabilità”, ha affermato Markus Schefer, relatore del Comitato sulle comunicazioni.

Il Comitato ha riscontrato che l’incapacità da parte dello Stato italiano di fornire alla famiglia un sostegno adeguato, compresa l’assistenza per le spese relative alla disabilità, una formazione adeguata, consulenza, assistenza finanziaria e cure di sollievo, equivaleva a una violazione dei diritti della figlia di M.S.B. e partner ai sensi della Convenzione.

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Bonus caregiver: le motivazioni

Bonus caregiver. In merito al caso, in una nota, Confad dichiara: Le misure adottate sino a oggi dallo Stato italiano in favore dei Caregiver Familiari sono state giudicate insufficienti e ritenute largamente inadeguate a garantire una qualità di vita accettabile. 

Il Comitato, infatti, si è pronunciato in termini di sostegni economicimaggiore accesso all’alloggioattenzione al mantenimento del nucleo familiare, servizi di assistenza economicamente accessibili, regime fiscale agevolato, orario di lavoro flessibile, fino al riconoscimento dello status di Caregiver Familiare nel sistema pensionistico.

In conclusione, il Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità richiede allo Stato italiano, e in maniera uguale in tutte le regioni, l’adozione di misure appropriate al fine di dare piena attuazione alla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Conformemente a tale dispositivo, il Comitato ONU esorta l’Italia non solo a fornire un adeguato compenso alla donna, ma anche ad anche adottare misure affinchè la famiglia della ricorrente abbia accesso ad adeguati servizi di supporto individualizzati, e a prevedere interventi atti a prevenire simili violazioni in futuro.

Lo Stato italiano dovrà presentare al Comitato, entro sei mesi, una risposta scritta in relazione a quanto porrà in essere per colmare queste gravi lacune. Ci sarà un bonus caregiver anche in Italia?

Bonus caregiver: la panoramica italiana

Bonus caregiver. Per la legge italiana si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado.

Oppure (nei casi previsti dalla legge n.104 del 1992) di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata o sia titolare di indennità di accompagnamento.

Tuttavia, non esiste un dato ufficiale su quanti siano i caregiver in Italia. Si tratta di un lavoro volontario, non retribuito e non inquadrato – ad eccezione dell’Emilia Romagna – in alcuna legge che garantisca diritti e doveri. Tuttavia, possiamo ricavare alcuni dati da indagini affini.

Secondo un’indagine Istat sulla conciliazione tra lavoro e famiglia riferita al 2018, in Italia oltre 12 milioni di persone sono impegnate in attività di cura (il 34,6% della popolazione).

Tra queste sono però compresi coloro che si occupano di minori di 15 anni, mentre i caregiver familiari che si prendono cura di persone con più di 15 anni non autosufficienti sono 2,8 milioni. Vi sono poi 646 mila persone si occupano sia dei figli che di familiari non autosufficienti.

Precedenti indagini avevano dato risultati un po’ diversi in termini di numeri assoluti, ma quello che possiamo dire è che quello dei caregiver in Italia è un fenomeno dai numeri importanti e in crescita.

Diverse ricerche realizzate su gruppi specifici di caregiver in Italia concordano poi su alcune tendenze: sono soprattutto donne, superano i 45 anni di età, sono per la maggioranza non occupate e hanno un livello di scolarizzazione medio-basso.

Secondo uno studio svolto su un campione di 226 familiari di pazienti ricoverati nei reparti di riabilitazione neuro-motoria degli istituti lombardi della Fondazione Salvatore Maugeri, il 56,2% dei e delle caregiver risulta non occupato, e più di uno su due ha un diploma di scuola elementare o media.

Uno studio realizzato su 100 famiglie di persone con sclerosi tuberosa mostra che le madri sono coinvolte nell’attività di cura, da sole o con altri familiari, nel 93% dei casi contro il 53% dei padri, e che solo il 37% di loro è occupata contro il 71% dei padri.

Bonus caregiver anche in Italia?
Bonus caregiver anche in Italia?

Bonus caregiver: l’Italia verso una legge

Bonus caregiver. Ad oggi le leggi italiane non prendono in considerazione in modo diretto la figura del caregiver come entità destinataria di tutela previdenziale, retributiva e di diritti legati alla funzione svolta. Occorre fare riferimento alle leggi sulla disabilità, come la 104 del 1992, oppure alle disposizioni regionali.

In questo ambito, a livello europeo, l’Italia si pone in una posizione di arretratezza: le legislazioni di Francia, Spagna, Gran Bretagna, Polonia, Romania e Grecia prevedono delle tutele specifiche per i caregiver, come vacanze assistenziali, benefici economici e contributi previdenziali.

Dal 2016 ad oggi sono stati presentati al Parlamento ben sei diversi disegni di legge, con l’obiettivo di riformare la materia. Nel corso dei lavori le proposte sono state unificate e nell’agosto 2019 è stato depositato in Senato il disegno di legge 1461 (pdf), a prima firma Simona Nocerino (M5S).

Bonus caregiver. Il DDL, molto discusso e criticato, è composto da 11 articoli. Di seguito i punti a nostro parere più rilevanti:

Questi i punti cardine del disegno di legge sui caregiver in Italia. Il suo percorso non è ancora terminato e alcuni dei suoi contenuti andrebbero certamente rimodulati prima che diventi legge a tutti gli effetti. L’attesa dei caregiver continua, quindi, insieme alla loro fatica quotidiana.

Nell’attesa che la legge arrivi a compimento, colpisce che il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) non affronti il tema. Pur occupandosi infatti di disabilità e non autosufficienza, destinando cifre importanti ad esempio ai servizi domiciliari e all’autonomia dei disabili, il Piano non cita direttamente i e le caregiver in Italia.

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