Bonus in busta paga fino a 800 euro, ecco per chi

Bonus in busta paga fino a 800 euro, riservato ai lavoratori dipendenti, come funziona e quando scade. Può essere erogato dalle aziende sotto forma di fringe benefit ai lavoratori per sostenere le spese energetiche. Molte imprese lo hanno già adottato.

6' di lettura

Bonus in busta paga, c’è quello da 600 euro da distribuire ai dipendenti per attenuare le conseguenze del caro bollette e dell’inflazione e quello da 200 euro per le spese di carburante. Molto simili e cumulabili. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Li erogano le aziende in favore dei propri dipendenti. Non si tratta di un obbligo ma è pur vero che sono tante le imprese che hanno deciso di adottare queste possibilità e dare un aiuto concreto ai lavoratori.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega come avere il bonus benzina, tutte le istruzioni; spieghiamo anche come dovrebbe essere il bonus bollette più ricco senza tetto Isee; e infine, bollette luce e gas, nuovo governo, nuovo bonus.

Bonus in busta paga, 600 euro (+200)

Il Bonus 600 euro è stato varato dal governo Draghi e successivamente convertito in legge. Questa misura, come detto, consente di erogare un contributo ai dipendenti delle aziende private per le utenze domestiche.

Il provvedimento resta fino al 31 dicembre del 2022. Il governo Meloni sta valutando se rinnovarlo anche per il 2023. Potrebbe rientrare tra le misure previste per il sostegno alle famiglie, ma bisognerà aspettare ancora qualche settimana, forse meno, per sapere se si andrà verso una conferma. 

Tutto lascia supporre di sì: il centrodestra ha infatti dichiarato di puntare in modo consistente sul welfare aziendale (e questo è un esempio concreto).

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Bonus in busta paga, come funziona

Il funzionamento di questo bonus è stato spiegato nel dettaglio dalla circolare numero 35 del 4 novembre dell’Agenzia delle Entrate.

In realtà non è un vero bonus, ma un fringe benefit. Ci spieghiamo: è una somma esentasse che l’azienda versa ai dipendenti per utilizzare beni e servizi nell’ambito del welfare aziendale.

Bonus in busta paga, quali aziende lo erogano?

Il bonus 600 euro per il pagamento delle utenze domestiche può essere erogato solo dalle aziende che operano nel settore privato. Non è dunque previsto per la pubblica amministrazione.

Bonus in busta paga, per quali utenze?

Il bonus 600 euro, come spiega la circolare dell’Agenzia delle Entrate, riguarda queste utenze domestiche:

  • servizio idrico;
  • fornitura di energia elettrica;
  • fornitura di gas naturale.

Bonus in busta paga, per quali immobili

Rientrano in questa agevolazioni le utenze degli immobili a uso abitativo che sono posseduti o detenuti “sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari”.

Non ha importanza, si legge ancora nella circolare del 4 novembre dell’Agenzia delle Entrate, se il dipendente o i suoi familiari via abbiano stabilito o meno la residenza o il domicilio.

In pratica, l’unica cosa che conta è che i beneficiari del bonus sostengano effettivamente le relative spese

Bonus in busta paga, i familiari

Possono rientrare tra i fringe benefit anche i beni ceduti e i servizi prestati al coniuge del lavoratore o ai familiari che sono indicati nell’articolo 12 del Tuir.

Questi benefit possono essere anche erogati ad personam, riguardano sia i titolari di redditi da lavoro dipendente, sia i redditi che possono essere assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Bonus in busta paga, anche spese condominiali?

La circolare dell’Agenzia delle Entrate chiarisce anche un altro punto: nel contributo rientrano anche le utenze a uso domestico che sono intestate al condominio, come possono essere quelle per il servizio idrico o il riscaldamento (quando è centralizzato) e tutte quelle che anche se intestate al proprietario dell’immobile, sono poi attribuite in forma di addebito non forfetario a carico del lavoratore (in questo caso il locatario) o del proprio coniuge o dei familiari. Ma sempre con la stessa condizione: che queste persone sostengano effettivamente le spese.

Bonus in busta paga, come averlo?

Per certificare le spese sostenute (anche in previsione di eventuali controlli), il datore di lavoro deve acquisire e conservare fatture e bollette

Questa documentazione serve per giustificare la somma spesa e l’inclusione nel limite che è stato sancito dall’articolo 51, comma 3 del Tuir.

C’è anche un’alternativa: il datore di lavoro può infatti anche acquisire dal dipendente una autocertificazione con la quale il lavoratore che fa richiesta del bonus 600 euro, attesta di essere in possesso della documentazione che prova il pagamento delle utenze domestiche.

Nella autocertificazione devono essere riportati gli elementi necessari per identificare le utenze domestiche:

  • intestatario della fattura;
  • numero della fattura (se è diverso dal lavoratore bisogna attestare il rapporto che intercorre tra loro);
  • la tipologia dell’utenza:
  • l’importo pagato;la data;
  • la modalità di pagamento.

In pratica, come viene spiegato nella circolare, questa documentazione serve a evitare “che si fruisca più volte del beneficio in relazione alle medesime spese, è necessario che il datore di lavoro acquisisca anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la circostanza che le medesime fatture non siano già state oggetto di richiesta di rimborso, totale o parziale, non solo presso il medesimo datore di lavoro, ma anche presso altri”.

Bonus in busta paga: nessuna imposta

Il lavoratore che riceve il contributo non dovrà pagare imposte sul bonus. Il motivo? Non viene ritenuto reddito imponibile.

L’azienda al contrario può dedurre l’importo del bonus completamente dal proprio reddito.

Bonus in busta paga, quando scade

Le somme possono essere erogate dal datore di lavoro al dipendente nel 2022 e fino al 2023. Sono valide anche le fatture emesse nel 2023 ma che si riferiscono a consumi del 2022.

Bonus 200 euro, cumulabile

Questo contributo per le bollette di luce e gas può essere cumulabile con un altro bonus dello stesso tipo, quello da 200 euro, introdotto lo scorso luglio ed erogato per i carburanti. Significa che i due bonus non concorreranno insieme per il raggiungimento del limite di spesa massimo per le erogazioni di beni e servizi, fringe benefit, da parte dell’azienda.

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Bonus benzina, come funziona

Il bonus benzina 2022 (o bonus carburante) è un contributo del tutto simile al bonus 600 euro. Oltre al settore privato sono compresi anche gli studi professionali. La misura è stata introdotta  nel Decreto Energia e prevede uno stanziamento di 497 milioni di euro per l’anno in corso.

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