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Bonus infissi 2023 senza ristrutturazione causale bonifico

Bonus infissi 2023 senza ristrutturazione, vediamo quale è la causale del bonifico per usufruire dell'agevolazione.

di Alda Moleti

Agosto 2023

Nell’articolo di oggi parleremo di Bonus infissi 2023 senza ristrutturazione e causale bonifico, per vedere come effettuare il pagamento (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona il Bonus infissi 2023?

Inizialmente, è fondamentale chiarire e spiegare che non esiste un vero e proprio Bonus infissi 2023. Tuttavia, esistono numerose agevolazioni destinate alle ristrutturazioni edilizie, alcune delle quali consentono di includere tra le spese agevolabili anche la sostituzione delle finestre.

In effetti, il concetto di Bonus infissi rappresenta solo una porzione delle ampie agevolazioni disponibili. Di conseguenza, il Bonus infissi varia a seconda dell’agevolazione principale a cui è collegato.

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Tabella delle detrazioni del Bonus infissi 2023

La tabella sottostante presenta le diverse varianti del Bonus infissi che possono essere richieste, a seconda dell’agevolazione principale cui ci si avvale.

Tipologia del Bonus finestreAgevolazione principalePercentuale di detrazioneRequisiti dei nuovi infissiSconto e cessione ammessi
Bonus finestre 50%Bonus casa50% dei costi su una spesa massima di 96.000 euronessuno in particolareNo
Bonus finestre 75%Bonus barriere architettoniche75% dei costi su una spesa massima di 50.000 eurorequisiti specifici pensati per i disabiliSi
Bonus finestre 90%Superbonus90% dei costirequisiti specifici pensati per l’efficienza energeticaNo
Tabella delle detrazioni del Bonus infissi 2023

Bonus infissi 2023 senza ristrutturazione: quando è possibile?

Delle tre agevolazioni che includono un Bonus infissi, solo il Superbonus 90% presuppone che l’intervento sia realizzato nel contesto di lavori più ampi di ristrutturazione.

Diversamente, se si utilizza il Bonus infissi 75%, all’interno del Bonus barriere architettoniche, che ammette anche lo sconto in fattura, non è richiesta alcuna altra ristrutturazione dell’immobile.

In questo caso si può avere il 75% di sconto o detrazione semplicemente sostituendo gli infissi, se questi rispettano alcune caratteristiche, cioè sono pensati per un disabile.

Se si usa il Bonus infissi con detrazione Irpef al 50%, cioè all’interno del più ampio Bonus casa 50%, anche in questo caso la spesa è agevolabile da sola, ovvero se non è inserita in un contesto generale di ristrutturazione dell’immobile.

La sostituzione degli infissi rientra infatti tra le opere di manutenzione straordinaria, che sono sempre coperte da questa agevolazione.

Come funziona il Bonus infissi 75% con sconto in fattura

È possibile effettuare la sostituzione degli infissi sfruttando il Bonus barriere architettoniche; in questa situazione, si fa riferimento al Bonus finestre 75% o Bonus infissi 75%.

Il Bonus infissi 75%, all’interno del Bonus barriere architettoniche è l’unico a permettere ai beneficiari di avere direttamente lo sconto in fattura.

Tuttavia, il fulcro principale di questa tipologia di agevolazione è concentrato sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Di conseguenza, per poter usufruire del Bonus finestre al 75%, è essenziale che i nuovi infissi rispettino determinati criteri, delineati nei seguenti termini:

Come funziona il Bonus Infissi 50% con detrazione Irpef

Il Bonus infissi 50%, ottenibile tramite l’utilizzo del Bonus casa per le operazione di manutenzione straordinaria, costituisce una detrazione fiscale pari al 50% delle spese ammesse e distribuita nell’arco di un decennio. Questa agevolazione non ammette la cessione del credito, necessaria per convertire il bonus in uno sconto direttamente in fattura.

In altre parole, il beneficiario dell’agevolazione affronta inizialmente i costi dei lavori, per poi inserire le spese nella dichiarazione dei redditi, ottenendo una riduzione dell’imposta pari all’ammontare delle spese coperte.

Per essere più specifici, l’importo delle spese agevolabili verrà frazionato in dieci quote di pari importo, da utilizzare nel corso di dieci anni. Ogni anno, sarà possibile beneficiare di uno “sconto” sull’imposta Irpef da versare, equivalente all’importo annuale della detrazione.

In compenso, il Bonus infissi 50% non ha restrizioni riguardo il tipo di infissi nuovi che si possono installare e la spesa è sempre coperta.

Bonus infissi 2023 senza ristrutturazione: causale bonifico

Come effettuare il bonifico per il Bonus infissi 75% con sconto in fattura?

Solo il Bonus infissi 75%, inserito nel più ampio Bonus barriere architettoniche, ammette la possibilità di ottenere uno sconto in fattura.

Se si utilizza il Bonus infissi 75% con sconto in fattura e si sceglie di pagare con bonifico, la causale non è un grosso problema per voi, poiché lo sconto è applicato direttamente sul prezzo finale.

In questo caso sarà la ditta o il rivenditore, che ha eseguito i lavori e da cui avete comprato gli infissi, che si occuperà di applicare lo sconto ed eventualmente di dirvi se il bonifico richiede una causale particolare.

In pratica, essendo l’impresa ad applicare lo sconto e ad occuparsi di tutta la prassi burocratica che riguarda la modalità di pagamento, tutto quello che dovrete fare è seguire eventuali istruzioni.

Come effettuare il bonifico per il Bonus infissi 50% con detrazione Irpef

Nel caso in cui vogliate usare il Bonus infissi senza sconto in fattura, ma con detrazione Irpef, cioè scaricando la spesa dalla dichiarazione dei redditi, allora dovete fare estrema attenzione al bonifico e alla causale dello stesso. Questo perché gli adempimenti fiscali sono a carico vostro e un bonifico fatto male vi impedirà di scaricare eventuali spese dall’Irpef.

Prima di tutto per essere idonei alla detrazione del Bonus infissi 50%, non è sufficiente un semplice “bonifico ordinario“, ma è necessario utilizzare un “bonifico parlante“. La distinzione tra queste due modalità di pagamento è esclusivamente legata ai dati richiesti per eseguire la transazione.

Che cos’è il bonifico parlante?

Nel caso di un bonifico ordinario, è sufficiente fornire il nome, il cognome e l’indirizzo della persona a cui è destinato il pagamento, insieme all’IBAN del conto corrente; la causale non è neppure obbligatoria.

Tuttavia, se si desidera usufruire delle detrazioni fiscali, diventa necessario effettuare un bonifico parlante. In questo caso, è richiesto di fornire ulteriori dettagli, come il codice fiscale del beneficiario, il codice fiscale o la Partita IVA di chi ha svolto i lavori, oltre alla causale.

Differenze tra bonifico parlante e bonifico ordinario

La tabella sottostante espone chiaramente i dati da includere nel bonifico parlante per poter usufruire del Bonus infissi con detrazione Irpef e di altre agevolazioni fiscali, oltre a mettere in evidenza le differenze rispetto al bonifico ordinario.

Bonifico ordinarioBonifico parlante
Nome, cognome e indirizzo della persona a cui è destinato il pagamentoNome, cognome e indirizzo della persona a cui è destinato il pagamento
Codice IBAN del conto corrente su cui si invia il denaroCodice IBAN del conto corrente su cui si invia il denaro
Causale, qui va indicato il motivo per cui si effettua il pagamento e la norma di riferimento dell’agevolazione fiscale che si vuole utilizzare
Codice fiscale beneficiario della detrazione
Codice fiscale o Partita IVA di chi ha eseguito i lavori
Differenze tra bonifico parlante e bonifico ordinario

Quale causale includere nel bonifico parlante?

Quando si effettua un bonifico per il pagamento di una spesa agevolabile con il Bonus infissi 50%, per usufruire della detrazione è necessario fare attenzione alla causale. Nella causale va indicato il motivo per cui si effettua il pagamento e la norma di riferimento dell’agevolazione fiscale che si vuole utilizzare.

Nello specifico, la causale da usare per il Bonus infissi, se usato all’interno del Bonus casa con detrazione al 50%, è la seguente: “Lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16-Bis DPR 917-1986 – Pagamento fattura n° … del ….. a favore di ………. P.IVA …………….” (nel caso di lavori condominiali il riferimento è alla “Legge 449/1997”)“.

La causale da usare è indicata nella guida ufficiale all’agevolazione redatta dall’Agenzia delle Entrate. Ad ogni modo, il consiglio migliore per non commettere errori è chiedere una conferma al commercialista o al CAF che si occupa della vostra dichiarazione dei redditi.

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In foto, la causale del bonifico per il Bonus infissi 50%.

FAQ: Domande frequenti sul Bonus infissi

Posso usufruire del Bonus infissi per un edificio condominiale?

Sì, il Bonus infissi è esteso anche agli interventi su edifici condominiali, a condizione che gli stessi soddisfino i requisiti stabiliti dalle normative delle singole agevolazioni.

Come posso ottenere il Bonus infissi?

Per ottenere il Bonus infissi con detrazione Irpef in 10 o 5 anni le spese dei lavori devono essere inserite nella dichiarazione dei redditi. Se invece si utilizza il Bonus infissi 75% è possibile richiedere alla ditta che installa gli infissi di applicare lo sconto in fattura.

Qual è il periodo di validità del Bonus infissi?

Non esiste una scadenza fissa, ma la data varia in base a quale agevolazione si sceglie per usare il Bonus infissi. Ovvero, se viene richiesto all’interno del Bonus casa 50%, del Bonus barriere architettoniche 75% o del Superbonus.

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