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Bonus mamma, vantaggio per i redditi più alti

Il Bonus mamma offre vantaggi economici più rilevanti alle lavoratrici con un reddito più alto. Vediamo tre casi emblematici. Sono escluse dagli incentivi per la natalità le donne che aspirano ad avere il primo figlio.

di The Wam

Febbraio 2024

Il Bonus mamma darà vantaggi superiori alle donne che hanno il reddito più alto. Tre esempi per capire come e perché. Ma vediamo anche come dalle misure del governo per aumentare la natalità siano state escluse le mamme che aspirano ad avere il primo figlio. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Bonus mamma, cos’è e per chi

Il bonus mamma è dunque una agevolazione economica introdotta dal governo per promuovere la natalità nel Paese. Il beneficio si rivolge in particolare alle famiglie numerose, offrendo un sostegno concreto per affrontare le difficoltà economiche legate alla crescita dei figli.

Vantaggi specifici

Possono beneficiare di un’esenzione dalla contribuzione previdenziale le madri che hanno almeno due figli. Questo vantaggio si traduce in una riduzione del 9,19% sulle tasse previdenziali, con un risparmio massimo di 3.000 euro all’anno, ovvero 250 euro al mese.

A chi è destinato il bonus

Requisiti per l’accesso

Non tutte le madri lavoratrici possono accedere a questo bonus. Oltre ad avere almeno due figli è indispensabile avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Di conseguenza, sono escluse:

Impatto sui diversi livelli di reddito

Il bonus ha un impatto diverso a seconda del reddito della beneficiaria:

Gli esperti ritengono che, per essere veramente efficaci, queste misure dovrebbero essere disponibili per tutte le famiglie, indipendentemente dal loro reddito. Tuttavia, nella pratica, il bonus mamma tende a favorire di più le famiglie con redditi più elevati.

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Bonus mamma, vantaggio ai redditi più alti: i casi

Il bonus mamma, in combinazione con altre misure fiscali, risulta particolarmente vantaggioso per chi ha uno stipendio più alto. Questo vantaggio è amplificato dal taglio del cuneo fiscale, una misura introdotta dal governo Draghi e confermata dal governo Meloni, che si applica alle buste paga fino a 35.000 euro lordi.

Esempi pratici

Per capire meglio, esaminiamo alcuni esempi forniti dalla Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil:

Caso di reddito basso: 700 euro al mese

Caso di reddito medio: 2.000 euro al mese

Caso di reddito alto: 2.720 euro al mese

E le mamme che desiderano il primo figlio?

Uno dei punti critici del bonus mamma è che, nelle sue attuali condizioni, tende ad escludere le madri che desiderano il primo figlio. Una esclusione che solleva evidenti preoccupazioni: limita l’accessibilità della misura a un segmento specifico della popolazione.

L’impatto sociale e occupazionale

La situazione lavorativa e sociale delle donne è un altro tema caldo della discussione: attualmente, solo il 52% delle donne lavora in Italia, un tasso di occupazione tra i più bassi in Europa.

Considerazioni critiche

Il governo, nella legge di bilancio, ha dovuto affrontare vincoli di finanza pubblica stringenti. Questo aspretto potrebbe aver influenzato le decisioni sul bonus mamma, limitando la sua portata e efficacia.

Per gli esperti la misura introdotta dal governo è più orientata verso le famiglie già numerose piuttosto che verso l’incentivazione della natalità.

Ma non solo: la legge tende a dimenticare i giovani e le coppie che non hanno ancora avuto il primo figlio.

Bonus mamma, privilegiate le lavoratrici con stipendi alti.
Nell’immagine una mamma accudisce il suo bambino.

FAQ (domande e risposte)

Che cos’è il “bonus mamma” e a chi è destinato?

Il bonus mamma è una misura governativa italiana creata per sostenere la natalità e, in particolare, le famiglie numerose. È specificamente destinato alle donne che hanno almeno due figli e prevede un esonero dalla contribuzione previdenziale del 9,19%, fino a un massimo di 3.000 euro all’anno. Tuttavia, per accedervi è necessario avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, escludendo così lavoratrici autonome, precarie e domestiche.

Quali sono i vantaggi del “bonus mamma” per redditi alti?

Il bonus mamma offre vantaggi maggiori alle donne con redditi più alti. Questo è dovuto al fatto che tali redditi, fino a 35.000 euro lordi, beneficiano già del taglio del cuneo fiscale. Di conseguenza, per queste fasce di reddito, il bonus mamma si traduce in un vantaggio finanziario più significativo, poiché possono sfruttare pienamente l’esonero contributivo.

Il “bonus mamma” esclude le madri senza figli?

Sì, il bonus mamma esclude le madri senza figli. La misura è specificamente rivolta alle madri di almeno due figli, lasciando fuori quelle che aspirano ad avere il loro primo figlio. Questa limitazione ha sollevato dubbi sull’efficacia della misura nel promuovere una più ampia natalità.

Come il “bonus mamma” influenza i redditi più bassi?

Per i redditi più bassi, l’influenza del bonus mamma è meno significativa. Le donne con stipendi inferiori spesso non riescono ad assorbire completamente il vantaggio dell’esonero contributivo di 3.000 euro annui. Di conseguenza, il beneficio è meno tangibile per questa categoria rispetto alle donne con redditi più alti.

Chi è escluso dall’accesso al “bonus mamma”?

Sono escluse dall’accesso al bonus mamma le donne senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo include lavoratrici autonome, precarie e domestiche. Pertanto, nonostante il loro bisogno di supporto finanziario, queste categorie non possono beneficiare del bonus.

Il “bonus mamma” favorisce la natalità o le famiglie numerose?

Il bonus mamma, nella sua attuale forma, sembra favorire più le famiglie numerose piuttosto che incentivare la natalità in generale. Gli esperti hanno espresso preoccupazioni sul fatto che la misura, concentrata sulle famiglie con almeno due figli, trascuri di incoraggiare la nascita del primo figlio, limitando così il suo impatto sulla natalità complessiva.

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