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Bonus Maroni 2023: come funziona e quanto spetta

Come funziona il Bonus Maroni 2023 per i pensionati? Scopriamolo insieme.

6' di lettura

Nell’articolo di oggi vedremo che cos’è il Bonus Maroni 2023 per i pensionati e se conviene davvero (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Perché il Bonus Maroni 2023 si chiama così

Il Bonus maroni è stato introdotto dalla legge di bilancio 2023 (art. 1, comma 286) e di recente il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha emanato il Decreto attuativo (21 marzo 2023), che illustra come l’agevolazione sarà applicata.

In verità, con il nome di Bonus Maroni, si intende l’“Incentivo al posticipo del pensionamento”. Si tratta di un’agevolazione a cui hanno diritto tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati iscritti all’INPS, che hanno i requisiti per la pensione anticipata.

Bonus-Maroni-2023-Decreto
Il Decreto attuativo del Bonus Maroni 2023.

Per spiegarlo brevemente, questo contributo è destinato a quei lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata con Quota 103 (62 anni di età + 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2023. A questi lavoratori, se rimandano il pensionamento, viene offerto un incentivo in busta paga, dovuto ad un esonero dai contributi, che fa salire lo stipendio netto.

La misura è stata ribattezzata con il nome di Bonus Maroni, poiché l’agevolazione è simile ad un’altra introdotta dal 2004 al 2007 quando Roberto Maroni, leader della Lega scomparso l’anno scorso, era il Ministro per il Welfare.

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Che cos’è il Bonus Maroni 2023 e come richiederlo

Il Bonus Maroni sarà in vigore quest’anno in via sperimentale e consiste in un incentivo per il posticipo del pensionamento. Ne hanno diritto quanti maturano i requisiti per andare in pensione con Quota 103 (62 anni + 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2023.

Chi si trova in queste condizioni, solo per quest’anno, avrà infatti a due opzioni. La prima è il pensionamento anticipato con Quota 103, anche detta “pensione flessibile“, e la decurtazione immediata dell’assegno che questo comporta.

La seconda invece è usufruire del Bonus Maroni 2023, che è un incentivo per la prosecuzione dell’attività lavorativa. In pratica raggiunti i requisiti per Quota 103 al posto di andare in pensione il lavoratore sceglie di rimanere al lavoro e chiede il Bonus Maroni. In compenso ottiene, fino alla pensione di vecchiaia (67 anni + 20 di contributi), un esonero contributivo parziale.

L’esonero contributivo riguarda solo la quota a carico del lavoratore e non quella a carico del datore di lavoro. Al momento infatti i lavoratori dipendenti versano il 33% di contributi all’INPS, di cui il 23,81% a carico del datore di lavoro e il 9,19% al loro carico.

Con il Bonus Maroni il lavoratore non è più tenuto a versare il 9,19% che corrisponde alla sua quota e l’importo confluisce nella busta paga.

In pratica è un esonero contributivo che fa salire lo stipendio del 9,19% fino al pensionamento vero e proprio. Infatti il lavoratore, che al posto di andare pensione utilizza il Bonus Maroni, non è più tenuto a versare la sua parte di contributi all’INPS e quindi avrà uno stipendio più alto.

I lavoratori che hanno i requisiti per usufruire del Bonus Maroni dovranno fare domanda all’INPS. A questo proposito a breve l’Istituto fornirà tutte le istruzioni attraverso una circolare.

Chi ha diritto al Bonus Maroni 2023 e chi è escluso

Al Bonus Maroni hanno diritto tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, in qualunque regime pensionistico, purché iscritti all’INPS e non ad una delle casse di previdenza private.

Altro requisito è che i lavoratori maturino i requisiti per la pensione anticipata con Quota 103 entro il 31 dicembre 2023, poiché l’agevolazione è temporanea.

Gli unici esclusi da Quota 103 e quindi dal Bonus Maroni, come chiarisce la legge di bilancio 2023 (art. 1, comma 283), sono:

  • il personale militare delle Forze armate;
  • il personale delle Forze di polizia a ordinamento civile (ivi compreso il Corpo di polizia penitenziaria);
  • il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Quando conviene il Bonus Maroni 2023: esempio pratico

Come si sul dire non esiste rosa senza spine e il Bonus Maroni non fa eccezione, anzi ha più spine che petali.

La prima cosa su cui bisogna fare chiarezza è sugli importi del Bonus Maroni 2023, che spesso viene pubblicizzato con un “maxi-aumento sullo stipendio netto”.

In realtà il Bonus Maroni è un incentivo in busta paga pari al 9,19% della retribuzione imponibile lorda ai fini fiscali. In pratica questo 9,19% si somma allo stipendio lordo, su cui però vanno pagate le varie imposte, prima fra tutte l’Irpef.

Di conseguenza, l’aumento dello stipendio netto sarà molto più basso del 9,19%. In verità anche se l’aumento netto fosse del 10%, saremmo comunque ben lontani dal dire che si tratta di un “maxi-aumento”.

Altra cosa a cui bisogna fare attenzione è il calcolo dell’assegno pensionistico. Se da un lato rinviando il pensionamento e usufruendo di questa agevolazione si ottiene per qualche anno uno stipendio più alto del 9,1%, dall’altro pagando meno contributi il calcolo dell’assegno pensionistico resta invariato.

In pratica, quando il lavoratore andrà in pensione, dopo aver usufruito del Bonus Maroni, il calcolo dell’assegno avverrà come se fosse andato in pensione con Quota 103 e non come se fosse andato in pensione con la regolare pensione di vecchiaia.

Uno dei problemi delle pensioni anticipate (Quota 102, Quota 103, ecc.) è sempre stato infatti l’enorme decurtazione dell’assegno rispetto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Questa riduzione dell’assegno pensionistico resta se si sceglie il Bonus Maroni.

Per fare un esempio, raggiunti 41 anni di contributi e compiuti 62 anni di età il lavoratore richiede il Bonus Maroni e ottiene il 9,1% in più sullo stipendio fino a che non compie 67 anni e va in pensione. Tuttavia, al momento di andare in pensione, l’assegno sarà calcolato in base ai contributi versati fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata con Quota 103.

Gli anni extra che il dipendente ha lavorato con il Bonus Maroni non saranno conteggiati ai fini della pensione, visto che gode di un esonero contributivo, e non accresceranno in alcun modo l’assegno pensionistico.

In parole povere, o si va subito in pensione con Quota 103 o si utilizza il Bonus Maroni, nell’assegno pensionistico non ci sono differenze di calcolo e l’importo resterà invariato e ridotto come si fosse andati in pensione anticipata appena raggiunti i requisiti.

Di conseguenza bisogna fare attenzione perché se il Bonus Maroni 2023 garantisce uno stipendio più alto per qualche tempo, dopo ci sarà un importo della pensione nettamente ridotto rispetto alla classica pensione di vecchiaia.

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