Bonus matrimoni 2021 per imprese e sposi: come ottenerlo

Bonus matrimoni 2021 per imprese e sposi: un forte incentivo sia per le imprese sia per i giovani che si apprestano a sposarsi. Per le aziende del wedding è stato previsto è stato previsto un contributo del 30% sulla perdita di fatturato. Gli sposi possono detrarre il 25% di tutte le spese sostenute. Ma c'è anche il congedo matrimoniale dell'Inps.

5' di lettura

Il Bonus matrimoni 2021 è un contributo a fondo perduto destinato alle imprese del settore ma anche agli sposi. Un incentivo per risollevare uno dei settori più colpiti dalla crisi sanitaria.

Per le aziende il contributo è parti al 30% della differenza tra il fatturato registrato nel 2020 e quello del 2019.

Se le imprese sono invece state avviate nel 2019 o nel 2020, e quindi non c’è un confronto con le fatturazioni annuali precedenti, il contributo a fondo perduto previsto dal Bonus matrimoni 2021 è di 5.000 euro.

Bonus Matrimoni 2021: aiuti alle aziende

Come le aziende del settore wedding possono accedere al Bonus Matrimoni 2021?

La prima cosa da fare è compilare una autocertificazione. Il documento sarà valutato dall’Agenzia delle Entrate. La verifica riguarda in particolare il calo del fatturato e il codice Ateco che l’Istat ha assegnato all’intero comparto.

Bisogna comunque fare molta attenzione: ci sono i fari puntati su queste dichiarazioni (come su tutte quelle presentate in questi mesi): gli autori di documentazioni che si riveleranno non rispondenti al vero rischiano una denuncia penale.

Il Bonus Matrimoni 2021 potrebbe comunque rappresentare una boccata d’ossigeno per le tante attività rimaste ferme per la pandemia. Il settore sta dando dei segnali di ripresa, nonostante i rigidi protocolli.

Bonus Matrimoni 2021: aiuti agli sposi

Ma le buone notizie del Bonus Matrimoni 2021 riguardano anche gli sposi.

A partire dalle detrazioni di imposta sulle spese sostenute per organizzare le nozze. Saranno possibili per il 2021, 2022 e 2023. Si potrà detrarre il 25% del totale spese, fino a un massimo di 25mila euro. Anche questo è un contributo di una certa consistenza.

Bonus matrimoni 2021: tutte le detrazioni

La detrazione, che viene ripartita in cinque rate annuali di pari importo, riguarda queste servizi:

  • catering e ristorazione
  • affitto dei locali
  • servizio di wedding planner
  • addobbi floreali
  • abiti degli sposi
  • servizi fotografici
  • trucco e acconciatura

Il Bonus Matrimoni 2021 come abbiamo visto centra due obiettivi:

risolleva un settore importante della nostra economia, che vanta un indotto notevole ed è stato praticamente fermo per quasi due anni (con conseguenze facilmente immaginabili);

aiuta le giovani coppie ad organizzare la festa delle nozze consentendo con le detrazioni fiscali il risparmio secco di un quarto delle spese sostenute. Non è poco.

Bonus Matrimoni 2021 e congedo matrimoniale

Se al Bonus Matrimonio 2021 si aggiunge anche l’assegno per congedo matrimoniale emesso dall‘Inps il quadro positivo per chi si accinge a sposarsi diventa più completo.

L’assegno per congedo matrimoniale viene concesso per alcune tipologie di lavoratori e se ne può usufruire entro i trenta giorni successivi alle nozze.

Vediamo a chi è rivolto.

Congedo matrimoniale: chi ne ha diritto

L’assegno per congedo matrimoniale è destinato a entrambi i coniugi se uno dei due ne ha diritto.

Il beneficio spetta a queste categorie:

  • operai
  • apprendisti
  • lavoratori a domicilio
  • marittimi di bassa forza
  • dipendenti di aziende industriali, artigiane e cooperative

Questi sono i requisiti:

  • contraggono matrimonio civile, religioso o unione civile
  • possono far valere un rapporto di lavoro da almeno uno settimana
  • fruiscono del congedo entro 30 giorni dalla celebrazione del matrimonio/unione civile
  • siano in grado, anche se disoccupati, di dimostrare che nei 90 giorni precedenti al matrimonio/unione civile hanno lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative
  • non siano in servizio per malattia, sospensione del lavoro, richiamo alle armi, fermo restando l’esistenza del rapporto di lavoro.

Congedo matrimoniale: chi non è ha diritto

L’assegno spetta a entrambi i coniugi che non siano dipendenti di queste attività:

  • aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti;
  • aziende agricole;
  • commercio, credito e assicurazioni;
  • enti locali e statali;
  • aziende che non versano il relativo contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari (CUAF).

L’assegno non sarà erogato a chi contrae solo matrimonio religioso.

I lavoratori extracomunitari, se il matrimonio viene celebrato all’estero, hanno diritto alla prestazione solo se residenti in Italia prima del matrimonio/unione civile. Devono allegare alla domanda una certificazione che dimostri come il richiedente si sia sposato con la persona indicata sul certificato di matrimonio/unione civile rilasciato dall’Autorità estera.

Congedo matrimoniale: quanto spetta

Vediamo quanto spetta con il congedo matrimoniale:

  • sette giorni di retribuzione per gli operai e apprendisti. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • sette giornate di guadagno medio giornaliero per i lavoratori a domicilio. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • otto giornate di salario medio giornaliero per i marittimi. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • i giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti dal contratto di lavoro part-time verticale da cui si detrae sempre la percentuale a carico del lavoratore.

Congedo matrimoniale: la domanda

I lavoratori occupati devono presentare la domanda al datore di lavoro alla fine del congedo e non oltre 60 giorni dalla data del matrimonio/unione civile.

I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi devono presentare domanda all’INPS entro un anno dalla data del matrimonio/unione civile.

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