In questo articolo vedremo quali sono i principali Bonus per chi non lavora nel 2024 e come richiederli - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Tabella dei Bonus per chi non lavora nel 2024
La tabella riportata di seguito illustra le principali caratteristiche dei Bonus per chi non lavora nel 2024.
| Bonus | Destinatari | Requisiti Principali | Importo |
|---|---|---|---|
| Naspi | Lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro | 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, disoccupazione per cause specifiche | Fino a 1.550,42 euro/mese, riduzione del 3% dal 6° mese |
| Dis-Coll | Lavoratori autonomi, Co.co.co., assegnisti e dottorandi con borsa di studio | Iscrizione Gestione Separata INPS, perdita involontaria del lavoro | Segue schema Naspi, durata fino a 12 mesi |
| Indennità di disoccupazione agricola | Operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, piccoli coloni, compartecipanti familiari, piccoli coltivatori diretti | Iscrizione negli elenchi nominativi, 2 anni di anzianità nell’assicurazione, 102 contributi giornalieri nel biennio | 40% della retribuzione di riferimento, 30% per operai a tempo indeterminato |
| Assegno di inclusione | Famiglie con almeno un membro disabile, minore, anziano oltre 60 anni o seguito dai servizi sociali | ISEE inferiore o uguale a 9.360 euro, specifici criteri di reddito familiare e patrimonio | Contributo mensile variabile |
| Supporto per la formazione e il lavoro | Persone tra 18 e 59 anni | ISEE inferiore o uguale a 6.000 euro, specifici criteri di reddito familiare e patrimonio | Contributo mensile di 350 euro |
Come funzionano i Bonus per chi non lavora nel 2024
Ora vedremo in modo più dettagliato come funzionano i Bonus per chi non lavora nel 2024 elencati nel paragrafo precedente.
Naspi
La Naspi rappresenta un sostegno economico per chi ha perso il lavoro e aveva un contratto di lavoro subordinato. L’accesso a questo aiuto richiede che lo stato di disoccupazione sia dovuto a motivi specifici, tra cui:
- le dimissioni per giusta causa;
- le dimissioni nel periodo protetto di maternità;
- la fine consensuale del rapporto di lavoro in sede di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro;
- la fine consensuale del rapporto a seguito del diniego del lavoratore di traslocare in un’altra sede dell’azienda oltre i 50 km di distanza dalla sua abitazione;
- il licenziamento con l’accettazione di una proposta di conciliazione;
- il licenziamento per motivi disciplinari.
È inoltre richiesto che nel quadriennio precedente siano stati versati almeno 13 settimane di contributi.
Per ciò che riguarda gli importi erogabili, se la media mensile delle retribuzioni non eccede i 1.425,21 euro, il beneficiario riceve il 75% di tale somma. Per retribuzioni maggiori, a questo 75% si aggiunge il 25% dell’importo che supera i 1.425,21 euro.
L’importo massimo erogabile di Naspi nel 2024 ammonta a 1.550,42 euro mensili, diminuendo del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di erogazione. La domanda per ottenere la Naspi deve essere inoltrata online tramite il sito dell’INPS, seguendo le istruzioni contenute nell’articolo su come fare domanda per la Naspi.
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Dis-Coll
La Dis-Coll è l’indennità per i lavoratori autonomi, simile alla Naspi ma specificamente pensata per determinate categorie di professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS, quali:
- Collaboratori coordinati e continuativi (Co.co.co.), compresi quelli con contratti a progetto;
- Assegnisti e dottorandi di ricerca che ricevono una borsa di studio e che hanno perso il lavoro in modo involontario.
L’importo della Dis-Coll segue lo stesso principio di calcolo della Naspi, pertanto valgono le medesime regole precedentemente spiegate.
La durata dell’indennità Dis-Coll corrisponde ai mesi in cui si sono versati i contributi nell’anno antecedente la cessazione del rapporto lavorativo, fino a un limite di 12 mesi.
Per tutti i dettagli su come presentare la domanda di Dis-Coll all’INPS, si consiglia di leggere il nostro approfondimento su come inoltrare la richiesta di Dis-Coll per l’anno 2024.
Indennità di disoccupazione agricola
L’indennità di disoccupazione agricola è prevista per supportare varie categorie di lavoratori nel settore agricolo, inclusi:
- operai agricoli a tempo determinato, registrati negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti;
- operai agricoli a tempo indeterminato, assunti o licenziati durante l’anno civile, che possono incontrare periodi di inattività lavorativa;
- piccoli coloni;
- compartecipanti familiari;
- piccoli coltivatori diretti che, per raggiungere le 51 giornate lavorative richieste, effettuano contributi volontari.
I disoccupati che aspirano a beneficiare di questo sostegno devono rispettare determinati criteri:
- essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti per l’anno di riferimento della domanda o avere un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato, ma solo per parte dell’anno, generando così periodi di inattività lavorativa;
- possedere un’anzianità minima di due anni nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
- aver accumulato almeno 102 giornate di contributi nel biennio costituito dall’anno di riferimento dell’indennità e dall’anno precedente.
L’importo dell’indennità di disoccupazione agricola è erogato in una soluzione unica, pari al 40% della retribuzione di riferimento per la maggioranza dei richiedenti. Per gli operai agricoli a tempo indeterminato, l’importo si attesta invece al 30% della retribuzione di riferimento. Da queste cifre viene detratto un contributo di solidarietà del 9%.
Assegno di inclusione
Dal 2024 l’Assegno di inclusione sostituisce il Reddito di cittadinanza, indirizzandosi a specifici tipi di nuclei familiari. È mirato a famiglie che includono almeno un membro con disabilità, un minore, una persona anziana oltre i 60 anni o un individuo seguito dai servizi sociali.
I requisiti per accedere a questo sostegno comprendono un ISEE non superiore a 9.360 euro, oltre a specifiche condizioni legate al reddito familiare e al patrimonio. Questi criteri sono approfonditamente spiegati nell’articolo sui requisiti per l’Assegno di inclusione.
L’obiettivo dell’Assegno di inclusione è quello di aumentare il reddito delle famiglie in difficoltà, con un contributo mensile che assicura un reddito annuo complessivo per il nucleo non inferiore a 6.000 euro. Per dettagli su come sono calcolati gli importi forniti, è consigliabile leggere l’articolo sugli importi dell’Assegno di inclusione.
Supporto per la formazione e il lavoro
Il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), lanciato il 1° settembre 2023, si propone come alternativa al Reddito di cittadinanza, indirizzandosi a quei nuclei familiari che non rientrano nei criteri per l’Assegno di inclusione, perché composti da membri dai 18 ai 59 anni senza disabilità.
L’iniziativa offre un contributo mensile di 350 euro ai beneficiari che si impegnano a seguire corsi di formazione o a partecipare ad attività volte a facilitare il loro rientro nel mercato del lavoro.
Il sostegno è garantito per tutta la durata del programma formativo, ma non può superare i 12 mesi.
Per informazioni dettagliate su come accedere a questo aiuto, inclusi i requisiti di eleggibilità e l’importo del contributo, è consigliabile leggere la guida al Supporto per la formazione e il lavoro.

FAQ: domande frequenti sulla Naspi
Chi viene escluso dal pagamento della Naspi?
- dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
- operai agricoli a tempo determinato;
- operai agricoli a tempo indeterminato;
- lavoratori extracomunitari con permesso di lavoro stagionale.
Gli insegnanti precari possono richiedere la Naspi?
Gli insegnanti precari hanno diritto alla Naspi se si rispettano i requisiti previsti dalla norma.
Quali documenti sono necessari per la Naspi?
Ecco i documenti necessari a presentare la domanda di Naspi all’INPS:
- Copia della carta d’identità e del codice fiscale di chi richiede la prestazione
- Ultima busta paga
- Lettera di licenziamento o UNILAV. Se a terminare è il lavoro domestico, è necessario il modello UNILAV e non la lettera di licenziamento.
- Contratto di lavoro. Se la domanda della Naspi avviene dopo la scadenza del contratto a tempo determinato;
- Modulo mandato di assistenza e rappresentanza da compilare e allegare alla richiesta;
- Modello SR163 da compilare e allegare alla richiesta ;
- Modello SR156.
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