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Bonus porte e finestre: rinnovo possibile

Il bonus porte e finestre potrebbe essere salvato anche per il 2024 includendolo nel bonus barriere architettoniche. L’agevolazione consente di avere sconti anche per infissi, serramenti e pavimenti. Vediamo cosa ha intenzione di fare il governo.

di The Wam

Gennaio 2024

Il bonus porte e finestre, che prevede agevolazioni anche per infissi, serramenti e pavimenti, potrebbe rientrare, incluso nel bonus barriere architettoniche al 75%. Vediamo qual è la situazione, quali sono gli ostacoli e cosa sta facendo il governo. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Bonus porte e finestre: gli emendamenti

Una serie di emendamenti, presentati dal governo e dall’opposizione alla legge di conversione sul decreto Superbonus del 29 dicembre, mirano a una revisione della stretta imposta dall’esecutivo su alcune agevolazioni edilizie, compreso il bonus porte e finestre.

Gli emendamenti hanno lo scopo di estendere e migliorare le agevolazioni già esistenti, coprendo una gamma più ampia di lavori edilizi e offrendo maggiori vantaggi agli utenti.

Estensione del bonus a infissi, serramenti e pavimenti

Gli emendamenti in discussione chiedono di includere nel bonus barriere architettoniche non solo porte e finestre ma anche infissi, serramenti e pavimenti (quindi una parte consistente del bonus porte e finestre). Un’estensione, con uno sconto al 75%, che amplia il campo di applicazione dell’incentivo, rendendolo più accessibile e vantaggioso per un maggior numero di persone.

Conferma parziale per il 2024 e protezione dei lavori iniziati

Gli emendamenti prevedono la conferma parziale del bonus per il 2024. C’è anche la tutela dei cittadini che hanno iniziato i lavori entro la fine del 2023, dovrebbe essere garantito l’accesso alle agevolazioni previste.

Cessione del credito e sconto in fattura

Un altro elemento chiave degli emendamenti è la possibilità di reintrodurre la cessione del credito e lo sconto in fattura. In modo da facilitare la gestione finanziaria dei lavori e offrono maggiore flessibilità ai beneficiari del bonus.

Il Superbonus e la proroga di due mesi

In parallelo, gli emendamenti prevedono anche una proroga di due mesi per il Superbonus al 110%. Questa estensione è importante per consentire il completamento dei lavori iniziati e sostenere ulteriormente il settore edilizio.

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Lo scoglio delle risorse economiche

Il rinnovo del bonus porte e finestre per il 2024 si scontra però contro un ostacolo: la disponibilità di risorse economiche. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) deve trovare risorse aggiuntive, ma bisogna farlo mantenendo invariati i saldi per tutelare i conti pubblici.

Nonostante le difficoltà, circola comunque un certo ottimismo. I partiti di governo considerano l’ampliamento del bonus barriere architettoniche non eccessivamente onerosa e quindi gestibile. Potrebbe quindi essere trovato un compromesso che permetta il rinnovo del bonus senza gravare eccessivamente sul bilancio statale.

Limitazioni e eccezioni del decreto Superbonus

Il decreto Superbonus, in vigore dal 1° gennaio, ha imposto limiti agli interventi che possono beneficiare del bonus barriere architettoniche al 75%, includendo solo lavori relativi a scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. È stata prevista la detrazione Irpef suddivisa in cinque rate annuali, disponibile fino al 31 dicembre 2025. Questo limite non si applica ai condomini e ai proprietari di villette con un ISEE entro i 15.000 euro o che hanno membri disabili in famiglia.

La situazione dei lavori iniziati

Un punto importante riguarda anche chi ha già iniziato i lavori o ha versato un acconto prima del 29 dicembre presentando l’asseverazione tecnica. La pressione delle associazioni di categoria, come FederlegnoArredo e Unicmi, insieme ai partiti della minoranza, spinge per preservare i contratti esistenti e garantire la continuità degli incentivi.

Il prossimo incontro al Mef e le possibili soluzioni

Un incontro chiave è previsto al Mef, i rappresentanti parlamentari discuteranno con il ministro Giorgetti le possibili soluzioni. Tra queste, c’è la proposta di estendere la durata della detrazione fino a dieci anni, riducendo la percentuale al 50% e mantenendo l’obbligo di asseverazione.

Cosa potrebbe accadere con il Superbonus

È un momento chiave anche per il Superbonus. Dopo aver stimolato investimenti importanti nel settore edilizio con l’offerta di sconti sostanziosi sui lavori di ristrutturazione, il suo futuro è ancora oggetto di discussioni e possibili modifiche.

Gli appelli dell’Ance e le prospettive per i cantieri

L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) ha lanciato un appello per “salvare” circa 40.000 cantieri, che rappresentano un valore complessivo di 28 miliardi di euro. La proposta include la concessione di almeno altri 60 giorni di sconti, al 110% o al 90%, per quei progetti che hanno raggiunto il 70% dei lavori entro fine dicembre.

Fratelli d’Italia, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sta valutando strategie per superare gli ostacoli economici. Una soluzione potrebbe essere concedere più tempo per contabilizzare le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, con una possibile riduzione dell’aliquota di sconto per i mesi rimanenti del 2024, passando dal 70% al 60%.

Alternative per ridurre il carico sulle casse dello Stato

È ancora incerto se queste misure ridurranno completamente il costo per le casse dello Stato. Altre opzioni in discussione includono estendere il 110% fino alla fine del 2025 per famiglie in situazioni particolari, come quelle colpite da alluvioni o con disabili gravi, o aumentare il limite di reddito per accedere al Superbonus a 25.000 euro, rispetto ai 15.000 euro attuali.

Bonus porte e finestre: rinnovo possibile
Nell’immagine alcuni operai impegnati nella sostituzione di infissi in una abitazione.

FAQ (domande e risposte)

Quali agevolazioni sono previste nel bonus porte e finestre?

Il bonus porte e finestre prevede agevolazioni per l’installazione di nuovi infissi, serramenti, porte e pavimenti. Queste agevolazioni rientrano nel più ampio bonus barriere architettoniche, proponendo sconti che arrivano fino al 75%. Questo incentivo è particolarmente vantaggioso per chi vuole migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza della propria abitazione.

Come si intende modificare il bonus barriere architettoniche?

Il bonus barriere architettoniche è in fase di modifica per includere, oltre a scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, anche finestre, infissi, serramenti, porte e pavimenti. Queste modifiche, confermate solo in parte per il 2024, ampliano significativamente la portata del bonus, rendendolo più accessibile e vantaggioso per un maggior numero di utenti.

Qual è il ruolo del governo nel bonus porte e finestre?

Il governo gioca un ruolo cruciale nel definire e attuare il bonus porte e finestre. Attraverso una serie di emendamenti e regolamenti, il governo determina quali lavori sono eleggibili per il bonus, stabilisce l’entità delle agevolazioni e monitora la loro implementazione. Inoltre, il governo lavora per bilanciare le esigenze del settore edilizio con la gestione responsabile delle risorse finanziarie pubbliche.

Che impatto ha il decreto Superbonus sul settore edilizio?

Il decreto Superbonus ha avuto un impatto significativo sul settore edilizio, principalmente stimolando investimenti in ristrutturazioni e miglioramenti energetici. Con agevolazioni come il 110% di sconto per determinati lavori, ha incentivato molti proprietari di immobili a intraprendere lavori di ristrutturazione. Tuttavia, con le limitazioni introdotte dal 1° gennaio, c’è una certa incertezza sul futuro di questi incentivi e il loro impatto sul settore.

Quali sono le sfide economiche del bonus barriere architettoniche?

Le principali sfide economiche del bonus barriere architettoniche riguardano il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per mantenere il programma. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze deve trovare fondi aggiuntivi, cercando di mantenere invariati i saldi per proteggere i conti pubblici. La sfida è bilanciare il sostegno al settore edilizio con la sostenibilità finanziaria dello Stato.

Cosa potrebbe cambiare nel Superbonus nei prossimi mesi?

Nei prossimi mesi, il Superbonus potrebbe subire diverse modifiche. Una proposta prevede l’estensione di almeno 60 giorni per gli sconti (110% o 90%) per progetti che hanno raggiunto il 70% dei lavori entro la fine di dicembre. Si considera anche l’opzione di ridurre l’aliquota di sconto per i mesi rimanenti del 2024 e potenzialmente estendere il 110% fino al 2025 per categorie specifiche, come famiglie colpite da alluvioni o con membri disabili gravi. Queste modifiche mirano a bilanciare il sostegno al settore edilizio con la gestione delle finanze pubbliche.

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