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Ex Bonus Renzi contratto a chiamata

Spetta l’ex Bonus Renzi con contratto a chiamata? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Novembre 2023

Nell’articolo di oggi parleremo di ex Bonus Renzi e contratto a chiamata, per vedere se spetta questa integrazione (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Che cos’è l’ex Bonus Renzi?

Nel corso del 2023, l’ex Bonus Renzi è stato rinominato Trattamento Integrativo o Bonus Irpef, benché rappresenti la medesima agevolazione. Il Bonus Irpef costituisce un contributo erogato direttamente attraverso il datore di lavoro, che funge da sostituto d’imposta, e inserito nella busta paga dei lavoratori dipendenti.

L’importo massimo del Bonus Irpef è di 1.200 euro all’anno (equivalenti a 100 euro al mese sulla busta paga). Tuttavia, questa somma completa è destinata esclusivamente ai lavoratori con un reddito inferiore a 15.000 euro.

Il Trattamento Integrativo è altresì previsto per coloro il cui reddito è compreso tra 15.001 e 28.000 euro, ma è ridotto proporzionalmente. L’importo infatti si riduce man mano che il reddito aumenta e si annulla quando il reddito raggiunge la cifra di 28.000 euro.

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Spetta l’ex Bonus Renzi con contratto a chiamata?

L’ex Bonus Renzi spetta a tutti i lavoratori subordinati, inclusi quelli con un contratto a chiamata, sempre se non sono incapienti. Ovvero, se guadagnano un reddito sufficiente da comunicarlo al fisco.

Per entrare nello specifico il Bonus Irpef nel 2023 spetta a tutte queste categorie di lavoratori:

Quali sono gli importi dell’ex Bonus Renzi?

L’importo massimo del Bonus Irpef è pari a 1.200 euro all’anno, che corrispondono a 100 euro mensili, inclusi nella busta paga o accreditati sui conti correnti dei beneficiari della Naspi. Tuttavia, è essenziale notare che questa somma mensile di 100 euro è destinata esclusivamente a coloro il cui reddito annuale non supera i 15.000 euro.

Per i lavoratori con un reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro, il Trattamento Integrativo è comunque previsto, ma l’importo subisce una graduale riduzione all’aumentare del reddito.

Inoltre, nel caso dei redditi superiori a 15.000 euro, il calcolo dell’importo del Bonus Irpef rappresenta la differenza tra l’imposta lorda e le detrazioni spettanti.

Che cos’è l’imposta annuale lorda?

L’imposta annuale lorda, usata per determinare l’importo dell’ex Bonus Renzi per redditi superiori a 15.000 euro, è sostanzialmente l’importo dell’IRPEF da pagare senza aver sottratto le detrazioni.

In altre parole, considerando il reddito imponibile, si calcola la percentuale relativa all’aliquota IRPEF specifica per lo scaglione di reddito. Il risultato ottenuto rappresenta l’importo dell’imposta annuale lorda.

Tabella delle aliquote Irpef 2023

Le aliquote IRPEF per il 2023 sono quelle indicate nella tabella sottostante. Tuttavia, è fondamentale notare che solo i contribuenti che rientrano nel I e II scaglione hanno diritto al trattamento integrativo.

Numero dello ScaglioneFasce di redditoAliquote IRPEF 2023
IFino a 15.000 euro23%
IITra 15.001 euro e 28.000 euro25%
IIITra 28.001 euro e 50.000 euro35%
IVOltre 50.001 euro43%
Tabella delle aliquote Irpef 2023

Esempi di calcolo dell’ex Bonus Renzi 2023

Ora procederemo con due esempi di calcolo, entrambi relativi a situazioni in cui il Trattamento Integrativo non è applicato per intero. Consideriamo lavoratori con un reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro, soggetti a un’aliquota IRPEF del 25%.

Nel primo caso, abbiamo un lavoratore con un reddito annuo da lavoro dipendente, per il quale spettano detrazioni fiscali pari a 2.000 euro. Questo lavoratore è soggetto a un’imposta lorda di 900 euro.

Per calcolare l’importo annuale del Trattamento Integrativo è necessario sottrarre l’imposta lorda (900 euro) dal totale delle detrazioni (2.000 euro). Facendo ciò, otteniamo un importo di Bonus Irpef pari a 1.100 euro all’anno (calcolato come 2.000 euro – 900 euro), che si traducono in circa 91 euro mensili nella busta paga (1.100 euro divisi per 12 mesi).

Nel secondo esempio, immaginiamo lo stesso lavoratore avente diritto a 2.000 euro di detrazioni, ma che debba versare un’imposta lorda di 500 euro.

Se applichiamo la formula per il calcolo del Bonus Irpef, cioè sottraiamo l’imposta di 500 euro dalle detrazioni di 2.000 euro, otterremmo un bonus pari a 1.500 euro all’anno. Tuttavia, il massimo importo che un individuo può ricevere come Trattamento Integrativo è di 1.200 euro all’anno. Pertanto, al nostro lavoratore spetterebbero comunque 1.200 euro di Bonus Irpef, ovvero 100 euro in più in busta paga.

Ex-Bonus-Renzi-e-contratto-a-chiamata-Agenzia
La pagina dedicata all’Irpef sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

FAQ: Domande frequenti sull’ex Bonus Renzi

Ex Bonus Renzi 730: a chi spettano i 100 euro?

Dal 1° gennaio 2022 il Trattamento integrativo in busta paga, o ex bonus Renzi, è destinato in misura piena ai redditi fino a 15.000 euro. Altrimenti si riduce rispetto all’importo, come spiegato nel paragrafo dedicato.

Ex Bonus Renzi 2023 pensionati: possono riceverlo?

Sì, l’ex Bonus Renzi spetta ai pensionati percettori di prestazioni INPS se non ricevono altri trattamenti risarcitori o assistenziali come il Reddito di cittadinanza.

Ex Bonus Renzi 2023, qual è il limite di reddito?

I 28.000 euro rappresentano la soglia di reddito da non superare per percepire il Trattamento integrativ

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