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Bonus sanificazione e dpi: ecco come funziona e chi ne ha diritto

Le aziende e le categorie che possono accedere al beneficio: quando, quanto e come

di The Wam

Giugno 2020

Come saprete il governo ha ritenuto indispensabile la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’utilizzo dei dispositivi di protezione per tutte quelle attività dove oggettivamente è impossibile rispettare la distanza di sicurezza di un metro.

Nel Decreto rilancio sono stati inseriti degli aiuti economici per ridurre questi costi (sanificazione e dpi). Le agevolazioni sono riconosciute a titolo di credito d’imposta e coprono il 60 per cento della spesa.

I bonus funzionano così e queste sono le attività commerciali e imprenditoriali che possono accedere al beneficio.

Bonus Dpi: qual è l’importo e come funziona

L’adeguamento del sistema di lavoro e degli ambienti è stato ritenuto una necessità per gli esercenti di attività d’impresa, arte o professione che sono aperti al pubblico. Ma anche per le associazioni, le fondazioni e altri enti privati e del terzo settore.

L’articolo 120 del decreto legge numero 34 del 2020 ha riconosciuto il credito d’imposta del 60 per cento delle spese sostenute fino a un massimo di 80mila euro. E naturalmente è riferito a tutti gli interventi che sono stati prescritti dalle autorità sanitarie per prevenire e arginare la diffusione del coronavirus.

Il credito d’imposta è utilizzabile anche per altri interventi:

Il credito d’imposta è anche cumulabile con altre agevolazioni previste per le stesse spese. Ma sempre nel limite dei costi sostenuti. La fruizione è ammessa fino a 10 anni e solo in compensazione.

Il credito d’imposta è anche cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

I possibili soggetti beneficiari del credito d’imposta sono tutti gli operatori che hanno attività aperte al pubblico:

Bonus sanificazione: qual è l’importo e come funziona

L’articolo 125 del decreto legge numero 34 del 2020 riconosce anche un credito d’imposta che incintivi la sanificazione dei locali di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione.

L’agevolazione può essere utilizzata da chi gestisce attività d’impresa, arte o professione. Ma è estesa anche a tutti gli altri enti di natura privata (come fondazioni, associazioni, enti non commerciali, enti del Terzo settore, associazioni sportive dilettantistiche, associazioni di categoria).

Il credito d’imposta è pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 e spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario. Durerà fino al 31 dicembre 2020. Il limite complessivo è di 200 milioni di euro per il 2020.

Sono ammissibili al credito d’imposta le spese sostenute per:

  1. la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  3. l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  4. l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lett. b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  5. l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Il credito d’imposta funziona così

Il credito d’imposta può essere utilizzato in due modi:

Il credito riconosciuto non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

L’individuazione dei criteri e delle modalità per l’applicazione ela fruizione dei credito d’imposta è rinviata a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del “Decreto Rilancio”.

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