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Bonus tasse, il governo vuole premiare gli onesti

Bonus tasse, il governo vuole premiare gli onesti: ci sarà un incentivo per chi ha pagato tutte le imposte.

di The Wam

Aprile 2023

Il governo vuole introdurre il bonus tasse, una sorta di incentivo a pagare i tributi. O meglio: chi paga avrà un premio. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Del bonus tasse ha parlato il vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo. Sarà destinato a chi è in regola con il pagamento dei tributi. Una cosa del tipo: più paghi, meno paghi.

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Questo “incentivo per gli onesti” (ma gli onesti non dovrebbero avere bisogno di incentivi) sarà inserito all’interno della riforma fiscale, che il governo sostiene sia epocale, e che dovrebbe essere approvata nei prossimi mesi.

Una riforma, ha ricordato il vice ministro, che avrà anche un altro compito: attirare quegli investitori stranieri che si sono tenuti alla larga dal nostro Paese perché spaventati da un sistema fiscale ai limiti dell’incomprensibile.

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che a proposito della riforma fiscale verifica se con la no tax area unica si risparmia e quanto; in un altro post ci occupiamo dei pignoramenti che con la riforma potrebbero essere più facili; e infine abbiamo sintetizzato in breve tutte le novità che saranno introdotte con la riforma fiscale.

Come funziona il bonus tasse: gli Isa

Su come dovrebbe funzionare questo bonus tasse non ci sono ancora i dettagli, anche se il ministro ha spiegato in alcune interviste come sarà impostato il meccanismo.

Il centro del discorso sono gli Isa. Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (Isa, appunto), dovrebbero stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari da parte di esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Gli Isa prevedono l’applicazione di un doppio giudizio, dal quale ne deriva poi uno complessivo, con una scala di valori che oscilla da 1 a 10. Più alto è il voto e maggiore sarà il premio riconosciuto al contribuente.

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Il bonus tasse e i premi

Il vice ministro ha fatto un esempio pratico per spiegare come funzionerà il bonus tasse. È partito da contribuenti che hanno fino a 5 milioni complessivi tra ricavi e compensi.

«Immaginiamo – ha dichiarato Maurizio Leo – che un contribuente ha un buon voto Isa, diciamo 8. L’amministrazione potrebbe proporgli un patto biennale. In questo modo avrà la certezza di avere un rapporto stabile con il fisco».

«Immaginiamo, invece, – ha continuato l’esponente del governo – un soggetto con voto Isa basso, diciamo 3: con archivi informatici, banche dati, informazioni delle fatture elettroniche e tutto ciò combinato con analisi predittive e intelligenza artificiale, l’amministrazione potrà proporre anche a questo contribuente un’adesione 4.0, in modo che il suo voto Isa arrivi a un livello accettabile. Ebbene, se questo soggetto accetta di pagare più di quanto pagava prima, anche lui riceverà in cambio semplificazioni, certezze e altre misure premiali».

Il bonus tasse e le semplificazioni

La riforma fiscale, oltre a prevedere il bonus tasse (che è un aspetto anche secondario) si propone di raggiungere due obiettivi:

Sarà anche applicata una revisione dell’Ires, che sarà adeguata al quadro di riferimento internazionale che sarà in vigore nel 2024 con la Global Minimum tax (l’aliquota minima del 15 per cento sugli introiti delle multinazionali).

L’aliquota Ires dovrà essere ridotta anche perché non saranno più compatibili alcune agevolazioni e diversi crediti di imposta.

Riforma fiscale, Ires rimodulata

Il governo sull’Ires avrebbe anche intenzione di andare oltre, Sarà valutata una base imponibile più ampia e modulata, con due aliquote. L’intenzione dell’esecutivo è quella di far pagare meno chi assume e chi investe.

«Con un’aliquota base inferiore al 24 per cento attuale – ha spiegato il vice ministro – vedremo quale sarà il livello dell’aliquota agevolata a vantaggio delle aziende se una parte del reddito verrà investito in nuove assunzioni o beni strumentali innovativi e se non ci sarà distribuzione di utili».

Bonus tasse, il governo vuole premiare gli onesti
Nella foto la reazione di un contribuente per il bonus tasse

Riforma fiscale, niente sanzioni penali

Il governo ha poi intenzione di offrire maggiori garanzie ai contribuenti che aderiscono alla tregua fiscale. Maurizio Leo ha affermato che l’esecutivo non ha fatto altro che evocare norme che già esistono nel diritto penale tributario. Non ci sarebbe dunque nessuno sconto o scudo penale per gli evasori.

«Le norme, previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 74 del 2000 modificato con la mini-riforma del 2015 – ha dichiarato il vice ministro – già ora prevedono che i reati per omesso versamento di ritenute, omesso versamento dell’Iva e compensazioni di crediti non spettanti, non siano punibili se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari, incluse sanzioni e interessi, risultino pagati. Lo stesso articolo prevede che se il debito è in fase di estinzione mediante rateizzazione, è concesso un termine di tre mesi per il pagamento, prorogabile dal giudice di altri tre mesi».

In pratica il procedimento penale si blocca solo se il contribuente aderisce alla tregua fiscale, magari accedendo a una rateizzazione più ampia rispetto a quella attuale. È chiaro – ha ribadito il ministro – che se salta anche una sola delle rate dovute l’amministrazione lo comunicherà all’autorità giudiziaria. La conseguenza è ovvia: il procedimento penale continuerà il suo iter.

Nel frattempo si cerca di accelerare sull’approvazione della riforma o anche di parte delle misure che la compongono. 

Un tema molto caldo riguarda le detrazioni e le deduzioni fiscali: il governo ha deciso di ridurle in modo drastico (saranno salvaguardate solo quelle per la sanità e l’istruzione). Ma si tratta, come è facile immaginare, di un terreno minato e sul quale sarà necessario un confronto costante con le parti sociali.

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