Salva l’autonomia dei comuni sotto i 5mila abitanti



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Salva l’autonomia amministrativa dei comuni sotto i 5mila abitanti. In pratica quasi tutti i centri della provincia di Avellino. Una sentenza della Corte Costituzionale (33/2019), ha stabilito la palese incostituzionalità della disposizione che aveva imposto ai comuni con meno di 5mila abitanti di gestire in forma associata tutte le loro funzioni fondamentali. Motivo: non consente di dimostrare che in quella forma non sono realizzabili economie di scala e miglioramenti nell’erogazione dei servizi pubblici”.

La sconfitta di molti partiti e dell’Anpi

E’ una netta sconfitta per tutte le forze politiche (molte), che avevano invece tentato di imporre l’accorpamento di tutti i piccoli comuni italiani. Provvedimento fortemente voluto dall’Anci, che si era spinta anche oltre, chiedendo di estendere la norma anche ai comuni con meno di 15mila abitanti (in Irpinia sarebbero rimasti autonomi sono Avellino, Ariano Irpino e Montoro).

Norma varata dal governo Berlusconi nel 2010

La norma era stata varata dall’ultimo governo Berlusconi nel 2010 (erano i primi tentativi di spending review), e confermata da tutti i governi successivi (con piccole modifiche). Contro questo provvedimento l’Asml (Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti pubblici), si era subito costituita dinanzi al Tar, sostenendo l’incostituzionalità della norma che lede il principio di autonomia degli enti locali. Un principio garantito dalla Costituzione. E soprattutto per la sua irragionevolezza: non è stata riscontrata “alcuna correlazione tra piccole dimensioni del comune e i costi di gestione (che era l’assunto base del provvedimento), ma si verificava invece una correlazione del tutto opposta. Perché proprio nei comuni piccoli e medi è più semplici contenere i costi. Anche perché è più agevole il rapporto con i cittadini.

Piccolo è anche risparmio

E non si tratta di una ipotesi. Dati Istat alla mano, infatti, l’Asmel ha dimostrato che il costo pro capite dei comuni con meno di 100mila abitanti è in media la metà di quello dei grandi agglomerati urbani.

La festa a Napoli

Per festeggiare questa storica vittoria, l’Asmel raduna a Napoli oltre cento sindaci italiani.

Da Lozzolo (Piemonte) a Butera (Sicilia), da Perano (Abruzzo) a Badolato (Calabria) venerdì 3 Maggio arriveranno a Napoli oltre cento sindaci provenienti da tutta Italia. L’appuntamento, è fissato da “Rosolino”, in uno dei locali cult del lungomare partenopeo, dovealle 17 partirà una conferenza dedicata a “Il futuro dell’autonomia comunale dopo l’intervento della Corte Costituzionale contro l’accorpamento coatto”. Sul tavolo della discussione gli scenari futuri dell’autonomia comunale ed, in particolare, il contrasto al malcelato tentativo di ANCI, la storica associazione dei Comuni, che, sconfitta sull’associazionismo coatto, punta oggi ad introdurre l’associazionismo “spintaneo”. Con il presidente ed il segretario generale ASMEL, Giovanni Caggiano e Francesco Pinto, si confronteranno, tra gli altri, il presidente ANPCI Franca Biglio, il Viceministro dell’Economia Laura Castelli e il Sottosegretario di Stato al Ministero per il SUD, Pina Castiello.

E c’è anche la cena spettacolo

Alle 20 la cena spettacolo con lo show di Paolo Caiazzo, il Tonino Cardamone di Made in Sud, tra i comici italiani più incisivi sui temi della satira politica, con un monologo dedicato ai mali della burocrazia amministrativa del Paese e ai paradossi della politica italiana. A tavola una ‘festa’ di sapori e di colori delle eccellenze enogastronomiche del Sud ed a seguire la musica della Raoul & Swing Orchestra con le sue celebri miscele di suggestioni swing e jazz che riportano alle atmosfere di strass e paillettes della luccicante Broadway.

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