Bridgerton, lei violenta lui: la scena di stupro fa scandalo

Bridgerton e Netflix al centro delle polemiche per la scena di stupro con Daphne che prende il sopravvento su Simon anche se lui cerca di sottrarsi inutilmente.

6' di lettura

Che Bridgerton avrebbe fatto molto parlare di sé non era in dubbio. La nuova serie Netflix, distribuita lo scorso 25 dicembre, è stata presentata come la nuova punta di diamante di un catalogo a cui mancava solo il tocco magico di Shonda Rhimes. Quello che non ci si aspettava era la serie fosse accusata di “legittimare” una scena di stupro.

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Bridgerton: il successo

Con un tweet, Netflix fa sapere ai suoi utenti che le previsioni per il numero di visualizzazioni per il primo mese di Bridgerton si aggirano intorno ai 63 milioni. Se la stima si rivelerà corretta, la serie diventerà una degli originali Netflix più visti di sempre, dopo The Witcher (76 milioni), La casa di carta (65), Stranger Things e Tiger King a pari merito (64) e La regina degli scacchi, che con i suoi 62 milioni di spettatori è prima nella classifica delle miniserie Netflix più viste in assoluto. Numeri da capogiro, insomma, per cui bisogna ringraziare gli intrecci di potere e sentimenti firmati da Shonda Rhimes e la bella presenza degli attori nel cast.

La trama dello scandalo

Bridgerton ha sempre voluto essere una romance ambientata in un’era simil-Regency, per così dire, e ci è riuscita. La prima stagione racconta la complessa storia d’amore tra Daphne, dama della famiglia Bridgerton che ha appena fatto il suo debutto in società, e il Duca di Hastings, Simon Bassett. La narrazione viene mandata avanti da un meccanismo à la Gossip Girl, con le cronache in carta stampata della misteriosa Lady Whistledown che riporta tutti i pettegolezzi dell’alta società.

Bridgerton e le polemiche per il suo cast

Da subito sono piovute critiche sulla lanciatissima serie tv Netflix, a partire dalle scelte del cast. Bridgerton vede tra i suoi personaggi anche la consorte di re Giorgio III, la regina Carlotta interpretata da Golda Rosheuvel. E, proprio lei, ha scatenato più di qualche polemica e il pubblico si è chiesto quanto sia storicamente corretto assegnare il ruolo a un’attrice dalla pelle nera.

In risposta alle accuse, tornano a circolare le dichiarazioni che Desmond Shawe-Taylor – responsabile della cura e del mantenimento dei ritratti dei sovrani – aveva fatto al Guardian: Carlotta non solo era considerata brutta, ma il barone Stockman e lo scrittore scozzese Walter Scott l’avevano descritta (e offesa) come una donna con la pelle scura.

Un’altra teoria legata alle origini di Carlotta si ritrova nelle ricostruzioni di Mario De Valdes y Cocom, uno storico che ha studiato a lungo l’albero genealogico di Carlotta e ne ha dedotto la discendenza da un ramo di origine africana. Ciononostante, alcuni storici citati dal Guardian sostengono che i secoli intercorsi tra l’epoca in cui vissero i suoi antenati di origine africana e la nascita di Carlotta rendano questa teoria inattendibile.

Niente male per una serie considerata “storicamente inaccurata” far risorgere dalle ceneri una vecchia diatriba tra studiosi.

La scena di stupro: lo è davvero? (SPOILER)

Ma le polemiche su Bridgerton non finiscono qui. Buona parte degli spettatori, infatti, si è recentemente scagliata contro una particolare scena del sesto episodio della serie, intitolato Fruscio. Dopo aver scoperto di essere stata ingannata dal marito Simon Bassett, Daphne Bridgerton prende il sopravvento su di lui in una scena di sesso al fine di rimanere incinta.

La scena è una rivisitazione di quanto accade nel libro da cui è tratta la serie tv, il primo volume della saga di Julia Quinn. La versione “letteraria” dell’evento è anche più esplicita nel descrivere l’abuso. Nel romanzo, infatti, Daphne abusa del marito mentre è ubriaco e non del tutto cosciente. Il passaggio fece discutere molto i lettori del romanzo che accusarono l’autrice della saga di ridurre le azioni di Daphne a una sorta di presa di controllo sul rapporto nel tentativo di vendicarsi delle bugie del marito.

Oggi, l’adattamento Netflix riporta sotto i riflettori la discussione. In Bridgerton la scena è in parte cambiato (Simon non è ubriaco), ma il suo aspetto problematico resta sempre ben presente. All’inizio del rapporto Simon e Daphne ugualmente coinvolti e consenzienti, ma quando Simon si rende conto delle intenzioni della moglie di voler rimanere incinta a costo di forzarlo, cerca inutilmente di fermarla.

Le reazioni

Il fatto che la scena inizi con il pieno consenso di entrambi e proceda poi con tutt’altro spirito (finendo poi con Simon notevolmente sconvolto), ha spinto il pubblico a collocare la scena tra la rappresentazione di uno stupro e quella di un dubbio consenso

Difficile credere che gli autori non abbiano saputo prevedere la risposta del pubblico, perciò l’unica domanda da porsi è se davvero quanto accaduto nell’ultimo episodio della serie tv sia stato davvero un punto di svolta necessario nel percorso di Daphne – che per quanto visto fin ora non comprende a pieno la gravità di ciò che ha fatto al marito.

Le reazioni del pubblico raccontano la percezione di una scena che sembra “romanticizzare” un’aggressione sessuale, senza prendersi la responsabilità di approfondire il tema in modo adeguato. 

Insomma, per quanto Bridgerton non abbia la pretesa di essere niente di più che un prodotto di puro intrattenimento, il suo ultimo episodio si è imbarcato in temi delicati che non ha saputo gestire fino in fondo. È indubbio, comunque, che anche questa vicenda abbia creato quel “brusio” da tastiera a cui sicuramente gli autori stavano puntando.

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