Bridgerton: voglio vestirmi così. La nuova febbre dei fan

La serie Netflix di successo, Bridgerton, ha spinto molti fan a interessarsi e a restare affascinati dall'abbigliamento d'epoca: una vera esplosione in rete. È tutto un fiorire di coresetti, chemisier, mantò e cappelli di paglia. In tutto il mondo.

Bridgerton: voglio vestirmi così. La nuova febbre dei fan
La serie Netflix di successo Bridgerton, ha spinto molti fan a interessarsi e a restare affascinati dall'abbigliamento d'epoca: una vera esplosione in rete.
3' di lettura

È bastata una serie Neflix di successo, Bridgerton, per accendere un po’ ovunque la passione per i costumi d’epoca, in particolare quelli indossati a cavallo tra ‘700 e ‘800, quando è ambientata la storia scritta da Shonda Rhimes (il 1813, per la precisione). È tutto un fiorire di corsetti, chemisier, andrienne, mantò e tutta la complicata e affascinante serie di indumenti di quel periodo storico.

Le ricerche di questi capi sul web sono esplose, così come gli acquisti, alimentati anche da altri film e serie ambientate in quegli anni (o giù di lì), come Orgoglio e pregiudizio, Versailles, Poldark, Tudor, ma c’è anche chi ha rievocato i costumi del Gattopardo di Luchino Visconti, ambientato un po’ dopo, nel 1860 o quelli magnifici indossati nel film Maria Antonietta di Sofia Coppola.

Consigli su taglio e cucito

Da Bridgerton in poi i fan di tutte le età e in tutto il mondo si scambiano consigli sul taglio di una manica, sulla scollatura ovale, sui cappelli di paglia.

Gli appassionati della moda dell’epoca ci sono sempre stati e prima della pandemia sfoggiavano le loro mise in eventi particolari, come durante l’incontro annuale del Costume College di Los Angeles, al Carnevale di Venezia e alle Fetes Galantes di Versailles, oltre naturalmente a innumerevoli occasioni private, magari organizzate in antiche tenute locali.

Non puoi capire la storia se non l’hai indossata

Con la pandemia queste occasioni di incontro sono diventate impossibili, e quindi la passione vive tra le case e i social. Con una parola d’ordine: non puoi capire davvero la storia se non l’hai indossata. I tutorial su Youtube, le pagine Instagram e Facebook sono molte. Tra le più apprezzate c’è la finlandese Merja Palkivaara. Dopo un incidente d’auto è stata costretta a casa per 18 mesi. E quel tempo l’ha utilizzato per far crescere la sua passione per gli abiti storici, ordinando cartamodelli e cercando ovunque informazioni.

La prima creazione 15 anni fa, ispirata a un abito di raso visto nel film Moulin Rouge. Oggi realizza complessi e magnifici capi d’epoca, non più di 30 ogni anno. Anche stivali storicamente autentici.

Un genovese con la passione per Anna Karenina

Con l’esplosione di Bridgerton è esploso anche l’interesse per il suo lavoro.

Tra i più apprezzati, e citato anche in un articolo sul New Tork Times, c’è un italiano, Luca Castigliolo, 43 anni, genovese. Un professionista: disegna e realizza abiti d’epoca, oltre a insegnare costumi storici alla School of Historical Dress di Londra.

Ha iniziato a creare corsetti a 11 anni. Una passione nata con Rossella O’Hara (Via col Vento), ma cresciuta nel mito di Anna Karenina.

Per Castigliolo indossare abiti storici «è un viaggio mentale in cui capisci un’epoca, aggiungi un po’ di poesia alla tua vita».

C’è chi è diventato Benjamin Franklin

La passione per gli abiti d’epoca, prima della recente rinnovata passione innescata da Bridgerton, è nata con le rievocazioni storiche, molto diffuse negli Stati Uniti e in Inghilterra. Sia con la guerra civile americana, sia con i tempi dei Tudor in Gran Bretagna. C’è chi è andato oltre, come Mitchell Kramer, 52 anni, un attore – come ricorda il New York Times, che vive con una casa di due secoli fa a Filadelfia e da 15 anni impersona in eventi pubblici Benjamin Franklin.

Un ritorno al passato che oltre al successo di Bridgerton (ma c’erano già stati clamorosi successi di film o serie d’epoca), è forse anche il riflesso del periodo che stiamo vivendo. Una sorta di fuga dall’oggi, e non solo dalla pandemia. Un salto indietro che ci riconnette con quello che siamo stati. E se per farlo serve indossare complicati ma affascinanti abiti d’epoca, va bene. Anche se per il momento sarà possibile sfoggiarli solo tra le mura di casa.

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