Vittima di bullismo, oggi gira l’Italia per combatterlo. La storia di Vincenzo

Il venticinquenne Vincenzo Vetere racconta la sua storia. Vittima di bullismo per ben tredici anni, oggi è impegnato nella lotta contro questa piaga sociale con l'associazione ACBS

4' di lettura

“Mi chiamo Vincenzo Vetere e sono stato vittima di bullismo. Per ben tredici lunghi anni. Dalle elementari alle scuole superiori”. La storia di Vincenzo, venticinquenne di Magnago (Lombardia), è anche la storia di tanti ragazzi e ragazze vittime di questa piaga sociale. Difatti, secondo dati recenti, oltre il cinquanta per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo. Vincenzo oggi è impegnato nel progetto ACBS, associazione che si occupa di bullismo scolastico. Ecco la sua storia.

La storia di Vincenzo

“Ho iniziato a subire episodi di bullismo a sei anni. In particolare, venni preso di mira perché ero il fratello di Giuseppe, mio fratello maggiore. Abito in un piccolo paesino in provincia di Milano dove il cognome conta tanto.

Vincenzo Vetere

E i Vetere erano visti come coloro venuti dal Sud (ho origini calabresi) per ‘rubare’ il lavoro al nord. Io e mio fratello eravamo dei cessi, dicevano. Secondo quei bulli, non meritavamo un futuro sentimentale. Nessuno ci avrebbe preso in considerazione.

Ho subito specialmente bullismo scolastico – dice -. Alle elementari i miei compagni di classe non mi volevano nel loro gruppo. Passavo le giornate in solitudine. Ero molto magro, minuto, indifeso. 

Tutto ciò è continuato anche alle medie e alle superiori. Alle medie ho ricevuto botte e schiaffi anche fuori dalla scuola. Magari perché non avevo sigarette in tasca o perché rifiutavo di chiamare”, racconta Vincenzo.

L’incubo delle scuole superiori

E’ il lontano 2009. Vincenzo è ormai un adolescente. Inizia le scuole superiori. Nuova scuola, nuovi compagni. Insomma, il contesto adatto per poter ricominciare. Un nuovo inizio mai avvenuto, purtroppo. Si ripresenta la stessa situazione. “Inizialmente, tutto filava liscio. Ma poi, qualche mese dopo, un ragazzo pluriripetente iniziò a tormentarmi. L’incubo era ritornato -afferma-.

Scoprirono che avevo un profilo Facebook. Crearono profili falsi maschili e mi inviavano messaggi del tipo: ”Ti amo” o “Voglio incontrarti”. A scuola per i corridoi sentivo urlare : “Vetere è gay”.

In quarta superiore -continua-, Ask, sito sul quale si può rispondere a domande anonime e fare domande, divenne di moda. Qui ho ricevuto minacce di morte e insulti. Dopo Ask, il trend era quello dei profili Spotted. Vennero pubblicate molte frasi su di me e la mia famiglia. Chiunque poteva venire a conoscenza dei miei nomignoli.

Infine, in quinta superiore, ho passato un anno intero senza compagno di banco e feci la gita in completa solitudine. Purtroppo, quelli che dovevano essere gli anni più belli e spensierati della mia vita sono stati rovinati”.

Di bullismo si muore

Vincenzo racconta di essere stato tanto male in questo periodo. La cosa più devastante è stata non aver avuto nessuno che prendesse le sue difese. Nessuno che fermasse quei bulli. Spesso si tende a sottovalutare il problema, a sminuire gli episodi di bullismo. E, invece, di bullismo si può anche morire. Ricordiamo, ad esempio, la storia di Andrea Spezzacatena, suicidatosi a 15 anni perché vittima di bullismo omofobo.

“A volte, gli scheletri nell’armadio ritornano. Sono un ragazzo ancora molto insicuro -dice-. Mi faccio mille problemi, cerco sempre conferme prima di prendere una decisione. Gli episodi di bullismo mi causarono, all’epoca, un’alopecia fulminante. Dovetti rasarmi i capelli per vergogna”.

La lotta contro il bullismo

Oggi -continua il venticinquenne- sono consapevole che non ero io il problema. Ma loro, i bulli. Ho una vita sociale molto attiva, anche grazie ad ACBS, l’associazione che ho realizzato per combattere il bullismo.

ACBS nasce in un momento molto buio. Attualmente è il bene non materiale più importante che ho. Si tratta di un’associazione che si occupa di bullismo scolastico a trecentosessanta gradi, organizzando incontri con studenti,genitori e insegnanti.

In particolare, diamo supporto a chi subisce ma anche a chi commette questa piaga sociale. Giro praticamente tutta italia per non vedere altre persone come me tra i banchi di scuola. Unire il volontariato con il lavoro non è facile -conclude Vincenzo- ma, come dico sempre, avrò tempo e modo per dormire. Prima o poi”.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie