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Buono postale o conto deposito: quale conviene di più?

Buono postale o conto deposito, quale conviene di più? In questa breve guida proveremo a rispondere a questa domanda.

di Sara Fannino

Settembre 2022

Buono postale o conto deposito, quale conviene di più? In questa breve guida proveremo a rispondere a questa domanda, mettendo anche a confronto le due soluzioni, con affinità e differenze. Partiamo (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Buono postale o conto deposito, quale conviene di più con l’inflazione?

Buono postale o conto deposito sono la migliore soluzione per proteggere i propri risparmi dall’inflazione in continuo aumento? Andiamo a vedere nel dettaglio.

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Durante il mese di giugno il tasso dell’inflazione ha raggiunto l’8%. Secondo le previsioni più pessimistiche, l’inflazione continuerà a salire raggiungendo punti percentuali ancora più elevati entro la fine dell’anno. La naturale conseguenza dell’inflazione sarà un ulteriore aumento dei prezzi.

Possiamo affermare con certezza che, ad oggi, stanno pagando le conseguenze dirette del conflitto armato tra Russia e Ucraina tutti i cittadini europei e, nello specifico, i cittadini italiani, che, hanno anche dovuto fare i conti con la crisi di governo. È ormai da diversi mesi che le famiglie italiane stanno combattendo contro i rincari, in particolare quelli di beni e servizi di prima necessità come: pane e farine, carne, pesce e latticini, oltre che benzina e gas.

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Mentre negli altri paesi europei la diretta conseguenza dell’inflazione è stata un aumento degli stipendi, nel nostro Paese gli stipendi sono rimasti invariati, ma è aumentato solo il costo della vita. Per questo motivo il governo Draghi ha provato a tamponare la situazione introducendo un pacchetto di sostegni che comprendesse i tagli delle accise sulla benzina e un’indennità una tantum contro il caro vita, il famoso bonus 200 euro.

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Pare scontato, però, che un’indennità di 200 euro non possa risollevare il destino di una nazione in preda all’inflazione all’8%. Inoltre, con la caduta dell’esecutivo Draghi, si teme che tutti i sostegni che erano stati previsti per l’autunno possano arrivare in ritardo sulla tabella di marcia. Per questo motivo molte persone si stanno chiedendo se non sia meglio, con gli attuali livelli di inflazione, investire i propri risparmi. Da qui nasce la domanda: buono postale o conto deposito, quale conviene di più? Scopriamolo.

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Buono postale o conto deposito, qualche informazione

Attraverso i buoni fruttiferi postali al cittadino vengono promessi interessi fino al 3,50%, mentre con i conti di deposito si arriva al 3,20%. I rischi derivanti dall’investimento dei propri risparmi sono pari a zero ed è importante sottolineare come il rimborso del capitale investito potrà essere richiesto in qualsiasi momento. Infine, c’è da dire che guadagno è assicurato.

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Il conto Cherry Bank è sicuramente uno fra i prodotti migliori in circolazione. Cherry Bank ha incrementato i tassi annui lordi dallo scorso mese di luglio. Scegliendo queste ipotesi un cittadino potrà avere un rendimento pari al 3,20%, il tutto, però, senza toccare gli importi investiti per un periodo compreso fra le sei e le sessanta mensilità. I tassi verranno unicamente per le persone che decideranno di aprire un nuovo conto deposito e non per chi ha già effettuato delle sottoscrizioni. Vediamoli insieme:

Per i buoni fruttiferi, invece, i rendimenti migliori si possono ottenere con il Buono per minori e il 4×4. Nel primo caso, gli interessi crescono insieme al bambino, fino a raggiungere un rendimento effettivo lordo pari al 3,50% tra i suoi 17 e 18 anni; nel secondo, fino a 16 anni, offrono rendimenti fissi, che aumentano costantemente. In questo caso, gli interessi sono riconosciuti dopo 4, 8 e 12 anni, con i seguenti tassi:

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Buono postale o conto deposito, i punti in comune

Buono postale o conto deposito hanno in comune la sicurezza: i primi risultano essere garantiti dallo Stato, mentre gli altri hanno l’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi come garanzia.

Insomma, va da sé che la scelta tra uno e l’altro può anche non essere fatta sulla base della sicurezza del prodotto. Varranno, come criteri per la scelta, due fattori:

Un altro punto in comune tra i due è sicuramente la possibilità di ritirare i propri risparmi quando si vuole. Inoltre, c’è da sottolineare che il prelievo potrà essere effettuato per intero. Occorre, però, fare una piccola precisazione: se non si attende un piccolo periodo, compreso fra i sei e 12 mesi, non è possibile far maturare gli interessi. Questo vale soprattutto sui buoni fruttiferi postali. Il discorso è differente, infatti, quando si parla di conti deposito, per cui gli interessi vengono accumulati giorno dopo giorno, ma che possono essere erogati solamente in periodi prestabiliti.

Buono postale o conto deposito: quale conviene di più?
Buono postale o conto deposito: quale conviene di più?

Buono postale o conto deposito, le differenze tra i due

Buono postale o conto deposito, esaminiamo ora le principali differenze:

la tassazione del buono postale è pari al 12,5%, quella del conto deposito al 26%. Per questo motivo, a livello di tassazione risultano essere più convenienti i buoni fruttiferi postali. L’imposta di bollo viene applicata su ambedue i prodotti ed è pari al 2 per mille calcolato sulla somma versata.

Il conto deposito non può essere intestato a minorenni, mentre i buoni fruttiferi postali sì. Infine, l’ultima differenza risiede negli interessi offerti da buono postale o conto deposito: il primo è sicuramente indicato per investimenti di lungo periodo poiché il rendimento aumenta con l’avanzare del tempo, viceversa il conto deposito (sia vincolato che libero) è sconsigliabile per investimenti di lunga durata poiché gli interessi sono più bassi, mentre offrono rendimenti più elevati in periodi di tempo più brevi.

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