Busta paga 2023: aumento anche per i part time (esempi)

Busta paga 2023: il taglio del cuneo fiscale riguarda anche i part time, esempi con il 2, 3 e 5% di sconti contributivi. Come cambia e come potrebbero cambiare gli stipendi nel 2023 e negli anni successivi. L’obiettivo del governo Meloni, che per ora ha confermato la misura di Draghi, è un taglio del 5%.

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Busta paga 2023, il governo ha confermato il taglio del cuneo fiscale del 2%, che riguarda anche i lavoratori part time. Ma l’obiettivo di Meloni è quello di raggiungere gradualmente il taglio del 5% entro la fine della legislatura. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Vediamo in questo post quanto inciderà sulle buste paga dei lavoratori la manovra il meccanismo ereditato dal governo Draghi e che il nuovo esecutivo ha intenzione di implementare. Faremo degli esempi in base al taglio deciso dall’esecutivo: 2, 3 e 5%.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che verifica come cambieranno gli stipendi nel 2023 (anche con bonus e fringe benefit); ce n’è un altro che analizza gli effetti del taglio del cuneo fiscale sotto il governo Draghi; e infine una analisi che verifica di quanto è aumentato il netto in busta paga nel 2022

Busta paga 2023, perchè riguarda anche i part time?

Negli aumenti sono interessati anche i lavoratori a tempo parziale. Il motivo è ovvio: il taglio del cuneo fiscale opera sulla base della contribuzione che viene versata in parte dal lavoratore e in parte dal datore di lavoro. Non ha quindi nessuna importanza se l’attività è svolta in modalità tempo pieno o solo part time. Ovvio che il taglio del cuneo fiscale sarà maggiore con l’aumentare degli stipendi e maggiore evidentemente sarà anche il beneficio in busta paga.

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Busta paga 2023, come sono aumentati gli stipendi con la misura Draghi

I tagli disposti dal governo Draghi saranno dunque confermati al momento. Prima di arrivare a un graduale incremento (come detto fino al 5%).

Vediamo com’era la situazione e quali sono invece gli aumenti che si potrebbero registrare nel corso del 2023.

Con un taglio dell’1,2% del cuneo fiscale (la prima misura Draghi):

  • con uno stipendio di 1000 euro: l’incremento è stato di 128 euro l’anno (12 euro al mese);
  • con uno stipendio di 1.500 euro: l’incremento è stato di 216 euro l’anno (18 euro al mese);
  • con un stipendio di 2.000 euro: l’incremento è stato di 288 euro l’anno (24 euro al mese);
  • con uno stipendio di 2.692 euro: l’incremento è stato di 386 euro l’anno (32,30 euro al mese).
  • Gli aumenti sono previsti fino al limite dei 2.692 euro al mese (35mila euro di reddito).

Busta paga 2023, con un taglio del 3% del cuneo fiscale

Il primo step del governo nel 2023 potrebbe essere il taglio del 3% sul cuneo fiscale. Nell’esempio che segue, facciamo conto che il 3% del taglio degli oneri contributivi sia tutto concentrato sui lavoratori (che non avrebbero conseguenze sul calcolo della pensione, perché la contribuzione piena sarà versata dallo Stato).

Questo taglio comporterebbe un aumento del netto in busta paga così determinato:

  • reddito fino a 12mila euro: 30 euro in più al mese e 360 euro l’anno;
  • reddito fino a 15mila euro: 450 euro in più l’anno;
  • reddito fino a 20mila euro: 600 euro in più l’anno;
  • reddito fino a 25mila euro: 750 euro in più l’anno;
  • reddito fino a 35mila euro: 1050 euro in più l’anno.

Busta paga 2023, taglio del 3% suddiviso con l’impresa

Vediamo ora come è cambiata la busta paga con un taglio del cuneo fiscale del 3%. Con un 2% a carico dei lavoratori e l’1% per le imprese (questa misura è stata confermata dal governo Meloni):

  • reddito fino a 12mila euro: aumento di 178 euro l’anno;
  • reddito tra 17mila e 25mila euro: aumento fino a 133 euro al mese (con uno stipendio netto di 1.022 euro, netto in più in busta paga di 135 euro);
  • reddito fino a 30mila euro (1.700 euro netti): 129 euro al mese.

Busta paga 2023, con un taglio del 5% (suddiviso)

L’obiettivo del governo è quello di arrivare in cinque anni a un taglio del cuneo fiscale del 5% (2/3 ai lavoratori e 1/3 alle imprese). Significa: 3,3% di riduzione della spesa contributiva per i lavoratori e 1,7% per le aziende. Resterà comunque la soglia massima dei 35mila euro di reddito.

Si avrebbe questa situazione:

  • chi guadagna 1.000 euro: si ritroverà in più in busta paga 33 euro al mese;
  • chi guadagna 1.500 euro: si ritroverà in busta paga  50 euro in più al mese;
  • chi guadagna 2.000 euro: si ritroverà in busta paga 66 euro in più al mese;
  • chi guadagna 2.600 euro: si ritroverà in busta paga 90 euro in più al mese.

Somme che si dovrebbero aggiungere ai tagli che sono già previsti per il 2023.

Bisogna ricordare che gli aumenti riguarderanno anche la tredicesima mensilità.

Busta paga 2023: aumento anche per i part time (esempi)

Quanto costa tagliare il cuneo fiscale?

I costi per il taglio del cuneo fiscale non sono irrilevanti, anche per questo il governo si è dato cinque anni di tempo per arrivare alla quota 5%.

E infatti un taglio di 5 punti percentuali a favore dei redditi da lavoro dipendente fino a 35mila euro costerebbe allo stato 16 miliardi.

Garantirebbe un incremento del netto in busta paga considerevole, ma con una spesa al momento difficile da sostenere: l’esecutivo ha stanziato gran parte delle risorse al contenimento dei costi dell’energia per famiglie e imprese.

Per questo motivo il governo Meloni si è limitato a confermare il taglio già disposto dal governo Draghi.

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