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Busta paga più alta nel 2023? Chi vuole uno stipendio in più

Busta paga più alta nel 2023? Scopri quali sono le possibili soluzioni per fronteggiare il caro vita e l'inflazione.

di Antonio Dello Iaco

Settembre 2022

Busta paga più alta nel 2023. C’è chi vuole uno stipendio in più e chi un adeguamento dei salari. Scopriamo insieme tutte le ricette anti inflazione (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo anche quanto potrebbe essere pericoloso l’aumento dei prezzi se non venissero adeguati i salari per la perdita del potere d’acquisto.

INDICE:

Busta paga più alta nel 2023: cosa sta succedendo

A causa della pandemia da Covid e dell’invasione russa all’Ucraina, l’Italia e l’Europa stanno subendo un’importante crisi economica che sta determinando un netto aumento dei prezzi di tutte le materie prime.

L’inflazione è arrivata addirittura all’8 per cento.

Questo significa che i lavoratori italiani, con gli attuali stipendi, possono permettersi meno beni e servizi perdendo di fatto il loro potere d’acquisto.

Visto che l’inflazione non tende a scendere, al momento l’unico rimedio sembra essere garantire una busta paga più alta agli Italiani. Per farlo ci sono diverse strategie: da una mensilità in più di stipendio, al taglio del cuneo fiscale sul lavoro fino al rinnovo dei contratti collettivi nazionali.

Scopri la pagina dedicata alle offerte di lavoro e ai diritti dei lavoratori.

Busta paga più alta nel 2023: lo sgravio contributivo

Per cercare di tamponare l’emergenza inflazione, il governo Draghi ha introdotto lo sgravio contributivo. Si tratta di una riduzione della pressione fiscale sulle buste paga dei lavoratori.

Se volessimo un aumento stipendi nel 2023, sarà necessario rinnovare la riforma proposta dall’esecutivo uscente che, come dicevamo, ha approvato uno sgravio prima dello 0,8 per cento con il decreto aiuti e poi dell’1,2 per cento con il decreto aiuti bis. Queste agevolazioni sono in vigore solo fino al 31 dicembre 2022.

Il problema però è un altro. Il nuovo governo avrà davvero poco tempo per redigere la nuova legge di Bilancio e trovare le risorse necessarie al rinnovo dello sgravio contributi che, stando alle stime degli esperti, costerebbe ben 4,5 miliardi di euro l’anno.

Busta paga più alta nel 2023: taglio del cuneo fiscale

Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori è un altro tema molto caldo che le varie fazioni politiche stanno affrontando in campagna elettorale.

Per godere di uno stipendio nel 2023 più alto grazie allo sgravio contributivo e alla riduzione delle tasse sui lavoratori ci vorrebbero, oltre ai 4,5 miliardi che abbiamo già detto, circa altri 10 miliardi di euro.

Busta paga più alta nel 2023: stipendi più alti

Tra le opzioni per garantire una busta paga più alta nel 2023 c’è un rinnovo dei contratti collettivi nazionali e l’approvazione di stipendi più alti per tutte le categorie di lavoratori.

I dipendenti pubblici già hanno ricevuto un aumento di retribuzione con il rinnovo dei contratti che sono scaduti nel 2019 e con gli arretrati che saranno erogati entro dicembre.

Tuttavia l’aumento delle retribuzioni, semmai con l’introduzione del salario minimo, potrebbe essere una ricetta utile alla lotta all’inflazione in Italia anche se i fondi per riforme di questo genere, anche in questo caso, non è detto che ci siano.

Busta paga più alta nel 2023: le possibilità
Busta paga più alta nel 2023: le possibilità

Busta paga più alta nel 2023: gli scenari peggiori

Se non ci dovesse essere nessun intervento del governo per garantire una busta paga più alta ai lavoratori italiani e l’inflazione restasse ai livelli attuali dell’8 per cento lo scenario sarebbe disastroso.

Facciamo un esempio pratico.

Con uno stipendio di 1200 euro netti e un tasso di inflazione all’8 per cento, il lavoratore perderebbe circa 96 euro al mese che verrebbero spesi per acquistare quei beni e quei servizi che oggi costano molto di più.

Busta paga più alta nel 2023: le proposte dei partiti

Ogni partito in queste settimane ha stilato il suo programma con le proposte per governare l’Italia dal prossimo 26 settembre.

Vediamo insieme quali sono quelle principali sul tema lavoro e buste paga:

COALIZIONE/PARTITOPROPOSTA
CentrosinistraUna mensilità di stipendio in più
con il taglio del cuneo fiscale sul lavoro
grazie ai soldi degli extraprofitti delle grandi
imprese energetiche
Terzo PoloDare la possibilità alle imprese di pagare una
mensilità in più ai lavoratori detassata e decontribuita,
recuperando il 50 per cento con il credito d’imposta cedibile.
Movimento cinque
stelle
Taglio del cuneo fiscale per imprese e lavoratori
CentrodestraTaglio del cuneo fiscale e tutela del potere d’acquisto
Busta paga più alta nel 2023

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