Il calcio femminile fermato. Eleonora Goldoni: Persa un’occasione per far crescere il movimento

Il calcio femminile si ferma per il coronavirus. La reazione di una calciatrice, Eleonora Goldoni: "Persa un'occasione per crescere".

7' di lettura

Mentre il calcio maschile professionistico, nel consiglio federale di ieri ha avuto le date e i modi su come ripartire, è arrivato lo stop definitivo per il calcio femminile, che quindi si allinea a quello dilettantistico maschile. Dal Consiglio della Federcalcio riunitosi a Roma questa è stata la decisione: stop definitivo e per la classifica finale varranno le regole decise per i campionati professionistici maschili, ovvero un algoritmo che decreterà le posizioni in classifica.

Decisiva per lo stop definitivo, è stata anche la netta presa di posizione da parte di tutte le calciatrici della Serie A, che si sono schierate unite: “O tutte o nessuna in campo”, riferendosi alla possibilità di disputare play-off e play-out, facendo sentire la propria voce con una lettera inviata a alla FIGC. Il Consiglio della Federcalcio ha optato per lo stop definitivo.

Un vero peccato. Esattamente un anno fa, il calcio femminile entrava nel cuore di tutti grazie alle ragazze dell’Italia del CT Milena Bertolini, che vincevano all’esordio del Mondiale in Francia contro l’Australia e fecero appassionare tutti, fecero avvicinare anche i più scettici al calcio femminile. Un anno dopo, lo stop al campionato di Serie A e ovviamente a quelli minori. Evidentemente un passo indietro.

Eleonora Goldoni: Non ci fermiamo. Ripartiremo più motivate

Diversi sono stati i commenti delle calciatrici sui social, a commentare lo stop del campionato. Tra questi, molto bello e significativo quello della giovane Eleonora Goldoni, calciatrice dell’Inter e della Nazionale.

La Goldoni ha scritto un post sui social invitando a riflettere su quanto accaduto e sulle diversità con il calcio maschile, che ovviamente erano evidenti già prima e un gap che difficilmente potrà essere colmato in breve tempo.

Questo il post di Eleonora Goldoni: “Notizia dell’ultima ora. Purtroppo, oggi, il consiglio federale ha deciso che il campionato di serie A femminile è ufficialmente concluso. Sono davvero delusa per l’impossibilità per noi calciatrici di avere adeguate condizioni sanitarie ed organizzative per la ripresa. Ci speravo. Sappiamo benissimo come il nostro sistema sia ancora acerbo ma è sicuramente promettente la sua crescita e già nel cuore di molti. Spero con tutta me stessa che questa situazione possa riformare il movimento e dargli quella spinta verso il professionismo che davvero merita. Il campionato è concluso ma il mio, il nostro orgoglio no. Sarà un’estate di soli allenamenti, é vero, e non ne mancherò uno. Questa decisione non ci deve fermare ma solamente motivare ulteriormente. Avanti tutta”.

Un pensiero molto significativo, scritto da una ragazza di 24 anni, che fa anche altro nella vita, ma con il sogno di giocare a calcio. Eleonora dal 2009 al 2015 ha giocato con il Ferrara Femminile, segnando raffiche di gol in campionati regionali, vincendo diverse volte la classifica capocannoniere. Dal 2015 si è trasferita in USA per studi, dove ha studiato all’Università del Tennessee e dove si è laureata la scorsa estate. Grazie all’iscrizione all’Università, ha partecipato alle scorse Universiadi di Napoli 2019 (dove abbiamo anche conosciuto di persona la Nazionale femminile) con la Nazionale italiana, dove fu capocannoniere segnando 3 gol in 4 gare. Dalla scorsa estate il sogno di giocare in Serie A con l’Inter, neopromossa in massima serie e ora il prossimo obiettivo esordire con la Nazionale maggiore. Ora lo stop della serie A, un momento per far crescere il movimento e invece bisogna fare ancora un passo indietro.

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⚠️Notizia dell’ultima ora⚠️ Purtroppo, oggi, il consiglio federale ha deciso che il campionato di serie A femminile è ufficialmente concluso. Sono davvero delusa per l’impossibilità per noi calciatrici di avere adeguate condizioni sanitarie ed organizzative per la ripresa. Ci speravo. Sappiamo benissimo come il nostro sistema sia ancora acerbo ma è sicuramente promettente la sua crescita e già nel cuore di molti. Spero con tutta me stessa che questa situazione possa riformare il movimento e dargli quella spinta verso il professionismo che davvero merita. Il campionato è concluso ma il mio, il nostro orgoglio no. Sarà un’estate di soli allenamenti, é vero, e non ne mancherò uno. Questa decisione non ci deve fermare ma solamente motivare ulteriormente. Avanti tutta⚽️💥🤙🏻 . . . Voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con la decisione presa? #consigliofederale #calciofemminile #serieafemminile #seriea #stop #campionato #championship #league #soccer #calcio #football #womensfootball #training #keepgoing #keepfighting #eg16 #motivation

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La lettera delle calciatrici unite

Questa la lettera delle calciatrici di Serie A, inviata ieri alla FIGC. Un gruppo compatto e coeso, che lotta per i propri diritti e per la ricerca del professionismo in uno sport che fatica a raffrontarsi con i “colleghi” uomini.

Di seguito la lettera aperta che le calciatrici hanno scritto per chiarire la loro posizione:

«Alla vigilia della decisione sulla eventuale ripresa della Serie A Femminile di calcio, teniamo molto a chiarire quello che è il nostro stato d’animo attuale e quelli che sono i pensieri che abbiamo maturato. Siamo sempre state unite in questi mesi attendendo con pazienza che ci venisse comunicata una decisione rispetto al nostro futuro. Abbiamo compreso che dovevamo aspettare, perché c’erano priorità da affrontare e molte cose da capire rispetto ad una situazione di emergenza che ha colpito profondamente il nostro Paese e che giustamente richiedeva riflessioni ponderate per fare ripartire tutte le attività della nostra vita con una adeguata sicurezza.

Quando è arrivato il nostro momento ci è stato detto che c’era la volontà di provare a farci proseguire per non guastare il bel percorso che il calcio femminile stava facendo nel nostro Paese. Aperte ad ogni soluzione ci siamo messe a disposizione per capire se ci fossero le adeguate condizioni per continuare. Mentre attendevamo e lavoravamo ad una ripresa, però, è anche emersa la vera realtà del nostro sport oggi. L’emergenza ha di fatto messo in luce tutte le fragilità di un sistema ancora acerbo ma promettente che stava crescendo in questi anni e che ha dovuto affrontare una fulminea e gravosissima situazione.

Le calciatrici oggi sono molto confuse.

Non abbiamo paura ad ammetterlo. Non lo eravamo, eravamo unite in un unico pensiero in questi mesi, ora non lo siamo. E questo perché l’attesa genera dubbi, soprattutto per come è stata vissuta. Nonostante quanto riconosciuto, nonostante le perplessità, i dubbi, la confusione che questa attesa lunga tre mesi ha generato, ancora una volta siamo qui, a parlare con una voce comune, perché pur nelle diversità ormai più che lecite di opinione, ci siamo rese conto che invece ci sono cose che abbiamo ben chiare e su cui ci troviamo unite come e più di sempre. E allora vogliamo parlare di quello che ci unisce e di quello che alla fine riteniamo davvero importante.

A tutt’oggi, dopo molti mesi di inattività, permangono irrisolte criticità di carattere sanitario ed organizzativo e siamo quasi a ridosso dell’inizio di una nuova stagione. Mentre discutiamo della ripartenza, non possiamo farle tutte dallo stesso punto di vista. Molte calciatrici tutt’oggi non sono state convocate per gli allenamenti. Non sono messe nelle condizioni di praticare il loro sport e sono deluse dal fatto di non avere questa possibilità. Anche l’attesa di una decisione sarebbe stata differente avendo tutte rivisto l’erba di un campo da gioco, ma oggi non è così.

Apprendiamo della proposta di terminare il campionato con una formula ridotta di play off e play out che coinvolgerebbero sei delle dodici squadre del nostro campionato

Non la condividiamo, perché non vediamo come possa essere tutelato il merito sportivo con una modalità di gioco che a nostro avviso non garantirebbe la vera equità. Le calciatrici pensano questo: o scendiamo tutte in campo o non ci scende nessuna. Tutte devono essere in grado di lottare per i propri obiettivi, oppure devono tutte mettere un punto su questa stagione e prepararsi per la prossima partendo dalle stesse condizioni.

Quello che appare in sintesi ai nostri occhi è che il nostro sistema va riformato. È tempo di decidere quale direzione dobbiamo prendere perché situazioni simili non sussistano più. Siamo le calciatrici della Serie A Femminile, si parla di noi e delle imprese della Nazionale di cui alcune di noi fanno parte e che sentiamo nostra. Ma è ora di garantire le giuste tutele a tutte quante, uno status da professioniste e condizioni reali di professionismo.

Come sempre fatto, non ci esprimiamo in merito alla prosecuzione o meno di questa stagione. Siamo consapevoli che potrebbe essere per noi un’opportunità riprendere, ma crediamo anche che l’opportunità vera emersa in questi mesi, o forse una necessità non più procrastinabile, sia quella di spingere verso l’alto questo sistema, facendolo crescere e mettendo le giuste basi per elevarci come calciatrici, assieme ai nostri club e alla nostra federazione, per dare sostanza e risorse vere a questo pezzo di calcio che già a livello d’immagine è nel cuore di molti».

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