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Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: vediamo a quanto ammontano e come si conteggiano. Perché potrebbero essere più costosi di quello che si immagina. Chi può usufruire di questa contribuzione aggiuntiva.

di The Wam

Settembre 2022

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: capita spesso la necessità di integrare i contributi, soprattutto per raggiungere i requisiti necessari ad accedere alla pensione anticipata. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Questa esigenza è a volte indispensabile per chi accede alla pensione precoci (ma non solo).

Si pensa in genere che l’integrazione non sia troppo costosa, purtroppo non è così.

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Il motivo è piuttosto semplice: la retribuzione che si riceveva prima che terminasse l’attività lavorativa era influenzata dal rapporto di lavoro a tempo parziale.

Su questo argomento potresti essere interessato a un articolo che parla dei contributi volontari e dei riscatti più semplici; o anche da come avere il riscatto dei contributi per accedere a Opzione donna; e infine c’è un focus che ti aiuta a capire se conviene riscattare i contributi volontari per avere la pensione anticipata.

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: la regola

Ci spieghiamo meglio: c’è una regola precisa per la contribuzione volontaria. Il contributo che deve essere versato, può essere giornaliero o settimanale, bisogna calcolarlo sulla retribuzione pensionabile che è stata versata nelle ultime 52 settimane.

La retribuzione pensionabile è il valore che traduce in pensione gli ultimi anni di stipendio percepiti dal lavoratore.

Quel valore va moltiplicato per l’aliquota contributiva prevista per la gestione previdenziale di riferimento e rapportato al numero di settimane che si ha la necessità di coprire.

In genere quell’aliquota è del 33%.

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Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: esempio

Facciamo un esempio. Per avere un anno pieno contributivo, se la retribuzione nei 12 mesi che hanno preceduto la domanda per la pensione anticipata è stata di 30.000 euro, il contributo volontario da versare sarà di 9.900 euro (30.000 x 0,33).

Verifichiamo cosa accade nel caso quell’anno di lavoro sia stato svolto part time e il dipendente chiede il versamento di contributi volontari.

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: costosa

La logica porterebbe a immaginare che avendo svolto un lavoro con orario ridotto debba ridursi allo stesso modo anche la contribuzione volontaria. E quindi il versamento dovrebbe essere del 50%, non superiore a 4.450 euro. Anche perché calcolato su un reddito (per il lavoro part time) di 15.000 euro.

Non è così. In caso di lavoro part time, il riferimento è alle settimane che sono utili per calcolare l’importo della pensione (la misura) e non il diritto (gli anni di contribuzione). Nel rapporto di lavoro part time questi due valori non coincidono (le settimane ai fini dell’importo, e quindi della misura, vengono ridotte in proporzione alle ore di servizio che sono state effettivamente versate). Per ricostruire con i contributi figurativi il periodo di riferimento è indispensabile prendere un periodo più lungo delle ultime 52 settimane, perché dal momento che sono state lavorate in modalità part time equivalgono in realtà a 26 settimane.

Per questo motivo si dovrà valutare la retribuzione pensionabile degli ultimi due anni. Sarà quello il riferimento per definire l’importo dei versamenti volontari da pagare dopo aver chiuso il rapporto di lavoro.

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: minimo

È opportuno ricordare che la contribuzione volontaria non può essere al di sotto di un minimo. Per il 2022 è stato fissato a 69,35 euro (che equivale a una retribuzione settimanale di 210,15 euro). Il che equivale a un anno a 3.606,17 euro di contribuzione.

Sono più bassi invece i contributi volontari versati per gli anni che precedono il 1995, perché in quel caso l’aliquota non è del 33% ma del 27,87%.

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: come funziona

Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che la contribuzione volontaria consente ai lavoratori che hanno interrotto l’attività lavorativa di perfezionare a proprie spese i requisiti necessari per il raggiungimento del diritto alla pensione.

Ma questo strumento previdenziale può essere utilizzato anche da chi ha l’esigenza di incrementare l’importo dell’accredito pensionistico.

I contributi volontari possono essere utilizzati per l’accesso alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne), per la pensione di vecchiaia (67 anni di età e almeno 20 di contribuzione) o per quella che viene concessa a chi ha svolto lavori usuranti.

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: requisiti

L’utilizzo dei contributi volontari per il raggiungimento dei requisiti necessari alla pensione anticipata non è possibile per chi è un contributivo puro.

Come abbiamo visto i contributi volontari hanno un costo importante (bisogna quindi valutare bene se conviene utilizzare lo strumento), ma è anche vero che possono essere detratti completamente dal reddito.

Per versare i contributi volontari bisogna essere prima autorizzati dall’Inps e avere almeno uno di questi requisiti:

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time

Calcolo contributi volontari dopo lavoro part time: non figurativi

I contributi già versati devono comunque essere effettivi. Viene dunque esclusa la contribuzione figurativa.

Ovviamente la persona interessata deve già aver concluso il suo rapporto di lavoro: la contribuzione volontaria non può essere versata da chi svolge un lavoro dipendente, parasubordinato o autonomo.

Ma non solo, la contribuzione autonoma è esclusa anche per chi risulta già titolare di una pensione diretta.

Viene invece accolta la domanda di prosecuzione volontaria della contribuzione se l’assistito sta ricevendo una indennità di disoccupazione o mobilità (in ogni caso la domanda deve comunque essere accolta dall’istituto previdenziale).

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