Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Assegno Unico / Perché ho avuto meno soldi con l’assegno unico a ottobre

Perché ho avuto meno soldi con l’assegno unico a ottobre

In questo articolo analizziamo i casi di alcuni utenti che hanno l’assegno unico di ottobre più basso. Spieghiamo perché.

di Chiara Del Monaco

Ottobre 2022

Alcuni utenti ci hanno segnalato di aver ricevuto un importo dell’assegno unico più basso. In questo approfondimento cerchiamo di capirne il motivo, descrivendo alcuni casi specifici (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

L’INPS ha annunciato nuove date di accredito dell’assegno unico per le famiglie che non ricevono il Reddito di cittadinanza e aspettano la mensilità di ottobre sul proprio conto corrente. Il pagamento arriverà in particolare a chi vede una di queste date sul fascicolo previdenziale del cittadino, rispettivamente il 17, il 18 e il 21 ottobre 2022.

L’11 ottobre, invece, sono stati erogati gli arretrati dell’assegno unico per chi aspettava delle mensilità scorse, per esempio chi aveva terminato il Reddito di cittadinanza e doveva ricevere il pagamento relativo al mese di sospensione del sussidio. Un’altra data riferita agli arretrati e annunciata dall’Istituto è oggi, 14 ottobre 2022.

Oggi, inoltre, è previsto anche il secondo pagamento dell’assegno universale con domanda della settimana, dopo la data del 12 ottobre 2022.

Acquista la nostra Guida Completa sull’Assegno Unico 2024. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Ricordiamo che le date di accredito cambiano da persona a persona e vanno controllate periodicamente sul fascicolo previdenziale del cittadino, area riservata del sito INPS, accessibile tramite le credenziali digitali SPID, CIE o CNS.

Nei prossimi paragrafi, invece, ci concentriamo sul caso di alcuni cittadini che hanno ricevuto un importo più basso del previsto. Ecco perché analizzeremo insieme le motivazioni possibili.

Indice

Assegno unico, meno soldi a ottobre: perché?

Mentre l’INPS continua ad annunciare nuove date di accredito dell’assegno universale relative al mese di ottobre, c’è chi sul proprio conto bancario si è ritrovato un importo inferiore. Solitamente, quando parliamo di somme mancanti o meno soldi sull’assegno unico ci riferiamo sempre alle famiglie che percepiscono il Reddito di cittadinanza. Ma non è questo il caso.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

In particolare, a comunicarci un’anomalia nell’importo percepito a ottobre è un utente che si è trovato in una situazione molto particolare legata alle maggiorazioni previste dall’INPS per il contributo per figli a carico. A tal proposito, è bene sapere che un importo ridotto potrebbe essere dovuto a:

Nei prossimi paragrafi cercheremo di far luce su questi tre casi in cui è possibile ricevere, anche solo temporaneamente, meno soldi rispetto ai mesi scorsi.

Aggiungiti al gruppo Telegram di news sull’Assegno Unico e i bonus per famiglia ed entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Importo assegno unico più basso: figli maggiorenni

Secondo la normativa che disciplina l’assegno universale per famiglie, si ha diritto alla prestazione economica in caso di figli minorenni o con figli maggiorenni dai 18 ai 21 anni in alcune specifiche condizioni. Queste condizioni riguardano in particolare lo stato reddituale del figlio o della figlia maggiorenne e l’eventuale necessità di un ulteriore supporto economico; nello specifico, per i figli maggiorenni fino a 21 anni si continua a ricevere l’assegno unico quando sussiste uno di questi casi:

Di conseguenza, quando un figlio diventa maggiorenne dopo che il nucleo familiare ha già fatto la domanda di assegno universale, se non sono presenti le condizioni appena descritte il diritto all’assegno per il figlio maggiorenne decade. Quindi, uno dei motivi per cui potresti aver ricevuto un importo inferiore nel mese di ottobre è il compimento dei 18 anni di uno dei tuoi figli e la conseguente decadenza del sussidio.

Tuttavia, questo accade solo se non sono presenti i requisiti per continuare a ricevere i soldi per figli maggiorenni. Se invece sussistono queste condizioni e tuo figlio o tua figlia diventa maggiorenne mentre già percepisci l’assegno unico, si possono valutare diverse opzioni per non perdere il contributo economico.

In particolare, in merito alle istruzioni da seguire quando un figlio diventa maggiorenne dopo aver fatto domanda dell’assegno, l’INPS si è espresso tramite il messaggio 1714 del 10 aprile 2022, dedicando un intero paragrafo al “raggiungimento della maggiore età successivamente all’inoltro della domanda di AUU“.

Secondo il messaggio INPS, al raggiungimento della maggiore età ci sono due strade possibili da percorrere:

  1. il figlio neomaggiorenne presenterà la domanda di assegno unico per conto suo, comportando la decadenza della sua scheda nella richiesta dal genitore. In queso modo, l’erogazione non viene sospesa, ma prosegue direttamente nei confronti del figlio (che per richiedere il sussidio deve avere un conto intestato);
  2. il figlio neomaggiorenne non presenta la domanda dell’assegno universale, ma è il genitore a integrare la propria richiesta tramite il sito INPS, dichiarando che il figlio rientra in una delle condizioni descritte sopra. In questo caso, l’erogazione del contributo viene sospesa, per poi riprendere dal mese successivo all’integrazione della domanda. Ricordiamo che per integrare la domanda, il genitore ha tempo fino alla fine di febbraio dell’anno successivo, quindi in questo caso fino a febbraio 2023. Su TheWam.net abbiamo spiegato nel dettaglio come aggiungere queste informazioni alla domanda di AUU.

Tuttavia, specifichiamo che queste condizioni per ricevere l’assegno universale in caso di figli maggiorenni valgono solo fino al compimento dei 21 anni: dai 22 anni in poi la famiglia riceverà le detrazioni per figli a carico attive per tutti i nuclei familiari.

Per saperne di più, scopri come fare domanda per l’assegno unico, come controllare pagamento e stato della richiesta dell’assegno universale, quali sono i documenti da presentare e come comportarsi quando scade il reddito di cittadinanza.

Meno soldi sull’assegno unico: maggiorazione sostituita

Nel paragrafo precedente abbiamo analizzato il primo caso in cui un cittadino potrebbe ricevere un importo inferiore rispetto ai mesi precedenti, e cioè quando un figlio o figlia diventa maggiorenne dopo aver inoltrato la domanda dell’assegno per figli a carico.

Un altro caso emblematico, invece, ci è stato segnalato proprio da un nostro lettore e pensiamo che valga la pena spiegarlo. In particolare, l’utente in questione ha ricevuto meno soldi a ottobre perché è cambiata la sua condizione lavorativa, modificando i dati dichiarati all’INPS. Ci spieghiamo meglio.

Nel suo caso specifico, l’utente aveva diritto alla maggiorazione per genitori con reddito da lavoraro, la quale corrisponde a un importo aggiuntivo di 30 euro al mese per famiglie con un reddito ISEE non superiore a 15mila euro. Con l’aumentare del reddito, la somma spettante scende progressivamente fino ad azzerarsi con redditi molto alti.

Tuttavia, da ottobre 2022 risulta che il genitore in questione non abbia più un reddito da lavoro e quindi l’INPS ha ridotto l’importo spettante togliendo la maggiorazione. Dunque, ciò vuol dire che con il cambiamento dello stato lavorativo dell’utente, la maggiorazione è venuta meno e lui ha ricevuto meno soldi a ottobre.

Ma non è tutto. Infatti, la situazione di questo utente ha subìto un ulteriore cambiamento: dopo aver cessato l’attività lavorativa, la maggiorazione per genitori lavoratori è stata sostiuita con la maggiorazione compensativa destinata alle famiglie con reddito inferiore a 25 mila euro che percepivano gli ANF nel 2021. Si tratta della maggiorazione cosiddetta “transitoria” che garantisce un’integrazione sull’importo base dell’AUU del 100% per il 2022, di 2/3 nel 2023 e di 1/3 nel 2024. Dal 2025 in poi la maggiorazione scomparirà definitivamente.

Quindi, in base a quanto l’utente percepiva con gli assegni familiari l’importo di questa nuova maggiorazione cambia. Di conseguenza, è plausibile che a ottobre abbia ricevuto meno soldi sull’assegno unico perché questa integrazione ha un valore inferiore alla precedente maggiorazione oppure semplicemente perché la nuova maggiorazione deve ancora essere erogata.

Leggi le tabelle con tutti gli importi dell’assegno unico, controlla se ti stanno pagando tutte le maggiorazioni dell’assegno universale, vedi come funziona per chi è disoccupato e come cambiano le cifre dell’assegno unico con i figli con disabilità

Importo assegno unico: meno soldi a ottobre

Assegno unico: le maggiorazioni previste

Nei paragrafi precedenti abbiamo analizzato alcuni casi specifici che potrebbero far ricevere meno soldi dell’assegno unico. In particolare, abbiamo parlato dei figli che diventano maggiorenni mentre si percepisce il contributo per famiglie e delle maggiorazioni relative ai genitori lavoratori. Per questo motivo, pensiamo che potrebbe essere utile conoscere anche le altre maggiorazioni previste dall’assegno universale.

Dunque, le integrazioni sull’importo base per ogni figlio spettano in questi casi:

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno unico:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp