Camarillo Brillo, 50 anni dopo i Beatles ancora primi con Abbey Road

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Ritorna l’appuntamento settimanale con la classifica musicale curata da Michele Acampora e Silvia Limongiello di Camarillo Brillo. Ecco i dieci dischi più ascoltati dagli avellinesi nell’ultima settimana.

10 – Calibro 35 – High Tension Volume 35 Calibro 35 plays Lesiman. Il nuovo lavoro dei Calibro, uscito per ora soltanto in vinile, è un Live registrato due anni fa, nel quale spostano l’attenzione sulla cosiddetta “Library Music”, una sorta di “fonoteca” di situazioni, suggestioni e ambientazioni sonore, a volte anche sperimentali, alla quale attingevano spesso registi e produttori sia cinematografici che televisivi per sonorizzare sequenze ed immagini. Inutile quanto prevedibile affermare che il risultato della session è straordinario…

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9 – Bruce Springsteen – Western Stars – Rientra in classifica, probabilmente rilanciato dall’annuncio dell’imminente uscita del film omonimo, “Western Stars” di Bruce Springsteen, un appassionato e dolente viaggio attraverso un’America che probabilmente non c’è più, quella dei “perdenti” che popolano i 13 quadri dell’opera. Si parte in autostop per finire in un Motel di second’ordine, dopo aver attraversato deserti e stazioni, ora felici di avere ai propri piedi i fedeli stivali in un’alba di speranza, ora devastati dalla consapevolezza della propria mediocrità d’artista in un tramonto decadente. La musica incede con dei crescendo orchestrali di fiati ed archi che evocano a tratti le colonne sonore dell’epopea western. L’E-Street Band non c’è, ma in questo album non avrebbe avuto diritto di cittadinanza.

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8 – Machete Mixtape vol. 4 – Il nuovo album di Machete, la crew più longeva d’Italia! Il disco vede la direzione artistica di Salmo, Slait e Low Kidd e quella esecutiva di Salmo, Slait e Hell Raton. Fondata nel 2010 a Olbia, la crew, trainata dal successo del frontman Salmo, si è trasferita nel 2012 a Milano ed è attualmente composta da Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker. Nel tape dell’ormai famosa saga di casa Machete, oltre a molti ospiti, si nota la presenza di Lazza, che fa parte dell’etichetta “sorella” 333 Mob (fondata da Low Kidd e Slait), Beba e tha Supreme, che lavorano da anni in esclusiva e a stretto contatto con la crew e il team creativo di Machete.

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7 – Miles Davis – Rubberband. Rientra in classifica il disco “perduto” di uno tra i più grandi protagonisti della storia del Jazz. Nel 1985 Miles Davis lascia la Columbia Records dopo 30 anni di una grandissima storia condivisa ed entra a far parte della squadra della Warner Bros. Records. Nell’ottobre dello stesso anno entra in sala di incisione assieme ai produttori Randy Hell e Zane Giles per lavorare ad un nuovo album. Miles si sta distaccando dalla precedente direzione musicale, nuovi ritmi ed influenze diverse modificano il suo stile. La ricerca di un nuovo groove lo porta ad abbandonare il progetto e dedicarsi ad un altro album, “Tutu”.
Oltre trenta anni dopo, il lavoro lasciato in sospeso torna alla luce. I fans di Miles hanno avuto l’opportunità di ascoltarne in anteprima quattro tracce con la pubblicazione dell’EP uscito in occasione del Record Store Day. Il 6 settembre ha visto la luce l’intero album in cd e vinile 180 grammi. Il lavoro è stato completato dai produttori originali, Hall e Giles e dal nipote di Miles Vince Wilburn Jr .che aveva suonato la batteria nelle sessioni originali del disco. La copertina è un dipinto d’epoca dello stesso Davis.

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6 – Iggy Pop – Free. Resta in classifica l’Iguana del Rock, con un album decisamente destabilizzante, nel quale le chitarre spesso cedono il passo ad una tromba intrigante che flirta con il jazz.  “Questo è un album dove altri artisti parlano per me, ma io presto la mia voce… Alla fine del tour di Post Pop Depression, ero sicuro di essermi liberato dal problema di insicurezza cronica che mi ha perseguitato per troppo tempo. Allo stesso tempo ero anche esausto ed ho sentito il bisogno di mettermi in ombra, girare le spalle e andarmene via. Volevo essere libero. So che è un’illusione, e che la libertà è solo qualcosa che si sente, ma ho vissuto la mia vita fino ad ora con la convinzione che quella sensazione è tutto ciò che vale la pena inseguire; tutto ciò di cui hai bisogno – non per forza felicità e amore, ma la sensazione di essere liberi. Questo album in qualche modo mi è capitato, e ho lasciato che accadesse”.

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5 – Colonna sonora – Blinded by the light – Le canzoni di Bruce Springsteen colonna sonora della vicenda di Javed, adolescente britannico di origine pakistana che vive nella città di Luton, in Inghilterra. Per difendersi dal clima di intolleranza razziale dell’epoca in cui è ambientato il film, siamo nel 1987, e da un padre inflessibile tradizionalista, scrive poesie. Un suo compagno di classe gli fa ascoltare la musica di Bruce Springsteen e Javed nei testi si riconosce, percepisce un uguale “sentire”. “Ho ascoltato tutto, me lo sento qui dentro! È come se Bruce sapesse quello che ho provato, che ho sempre desiderato”.

Questo gli darà la spinta ad esprimersi, a palesare sogni ed ambizioni.La narrazione si ispira ad una vicenda reale, basata sui ricordi di Sarfraz Manzoor, “Greetings from Bury Park: Race, Religion and Rock’N’Roll”. Gurinder Chadha, il regista del film, dichiara: “Sono da sempre fan di Bruce, sono felice di come questa colonna sonora conduca per mano lo spettatore attraverso la musica e le parole di Springsteen. Anche gli altri brani, canzoni per me molto rappresentative, sono state fonte di ispirazione. Crescendo Sarfraz, (Sarfraz Manzoor, l’ispiratore della vicenda narrata) e io non avremmo mai immaginato uno scenario in cui queste canzoni sarebbero state riunite in una colonna sonora che avrebbe raccontato le nostre vite”. Dodici brani storici selezionati dalla discografia di Bruce Springsteen (impresa non facile), rarità e “I’ll Stand By You” pubblicato per la prima volta. Nella colonna sonora di Blinded By The Light anche due brani live: il primo è una rarissima versione di “The River” (tratta dal tour No Nukes ’79 – Madison Square Garden, NYC – 21 Settembre 1979) mentre il secondo è la versione acustica di “The Promised Land” tratta dal Concert for Valor – The National Mall, Washington DC, 11 Novembre 2014. Oltre ai brani di Bruce Springsteen sono state inseriti alcuni dialoghi e tracce rappresentative degli anni in cui è ambientato il film. “For You My Love”, il pezzo inedito scritto dal compositore A.R. Rahman, è stato scelto per anticipare l’uscita dell’album.

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4 – Liam Gallagher – “Why me? Why not”. “Volevo che questo mio secondo disco fosse superiore a quello precedente. Sarà un album migliore di “As you were” e questo la dice lunga, perché quello è stato un disco epico, no?” Al di là dell’eccesso di autostima, il disco è molto piacevole, fedele alle sonorità che fecero del gruppo di provenienza l’alfiere del Brit Pop.

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3 – Gemitaiz e Madman – “Scatola nera”. Il terzo lavoro in studio del duo a cinque anni di distanza da “Kepler”.

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2 – Lucio Battisti – Masters Vol. 2. A distanza di un anno dalla pubblicazione del primo volume, che peraltro andava a coincidere con il ventesimo anniversario della scomparsa dell’immenso artista, la Sony pubblica un’ulteriore antologia a completamento della precedente. Questa volta i formati sono soltanto due, CD quadruplo ed LP triplo, manca il cofanettone da 8 dischi in vinile colorato o nero. Inutile ribadire l’importanza di Battisti nella storia della musica italiana, resta ancora la perplessità riguardo alla mancata ripubblicazione in versione ufficiale delle tante incisioni di Lucio in lingua straniera (francese, spagnolo e tedesco, a parte quelle in inglese presenti sulle ristampe di “Images”) e di altre rarità, come la prima versione da 45 giri di “Per una lira” o quella di “Pensieri e parole” con magnifica coda strumentale psichedelica.

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1 – Beatles – Abbey Road. Come 50 anni fa, a fine settembre balza in testa alle classifiche mondiali quello che sarebbe stato in realtà l’ultimo disco inciso insieme dai Beatles. All’epoca in Italia l’album uscì con qualche settimana di ritardo, oggi le pubblicazioni avvengono contemporaneamente in tutto il mondo, e due soli giorni sono stati sufficienti affinché “Abbey Road” conquistasse la vetta anche dalle nostre parti. Le strisce pedonali più fotografate e calpestate della storia ricompaiono su sei diverse copertine, quelle delle edizioni speciali emesse per l’anniversario: LP nero rimasterizzato, LP Picture, LP triplo con inediti e tracce rare, CD singolo rimasterizzato, CD doppio con rarità e Maxi Box. Tra provini vari ed alternate takes brillano la versione strumentale di “Because”, che tradisce l’ispirazione classica del brano (“Il chiaro di Luna” di Beethoven eseguito al contrario) e la registrazione casalinga di “Goodbye”, gradevolissima canzoncina che Paul scrisse per la “protetta” Mary Hopkin e che in Italia fu addirittura ripresa dai Ribelli di Demetrio Stratos.

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