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Cambia l’Isee, buone notizie per l’assegno unico: per chi

Cambia l’Isee, buone notizie per l’assegno unico: cambiano i parametri per il calcolo del reddito familiare.

di The Wam

Novembre 2022

Cambia l’Isee e la riforma potrebbe avere effetti molto positivi sull’importo dell’assegno unico figli a carico. (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il governo sta portando avanti un lavoro già iniziato dal precedente esecutivo. Saranno modificati i requisiti di accesso per l’assegno unico. In particolare, peseranno molto meno sul calcolo dell’Isee gli immobili che sono di proprietà della famiglia.

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Potrebbe interessarti un post che spiega quando arriverà l’assegno unico di novembre; qui invece c’è l’anticipazione del governo Meloni che annuncia più soldi sull’assegno unico; c’è infine un focus che spiega se il bonus 150 euro blocca l’assegno unico.

Metà delle famiglie

Al momento a richiedere l’assegno unico per i figli, misura che è in vigore da marzo, sono 4 milioni di nuclei familiari. Per 6,5 milioni di figli. Non molti, se si considera che la platea potenziale degli aventi diritto è di 7,3 milioni per 11,2 miglio di figli. Poco meno del doppio.

Scopri la pagina dedicata all’Assegno unico per conoscere altri diritti e agevolazioni.

Per cui, l’assegno unico sta funzionando, ma non come dovrebbe. Ovvero: si potrebbe fare di più. Anche perché l’assegno unico, è importante ricordarlo, ha di fatto azzerato quasi completamente tutte le altre misure previste per il sostegno alle famiglie.

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Cambia l’Isee: ostacolo immobiliare

Una prima analisi ha dimostrato che un grande ostacolo è rappresentato dalla proprietà di un immobile

Si punta dunque a modificare l’impianto per il calcolo dell’Isee: il vecchio sistema non garantisce  più una fedele fotografia della situazione reddituale delle famiglie residenti in Italia.

Cambia l’Isee: i dati della Caritas

Lo confermano anche i dati diffusi dalla Caritas. Ovvero: c’è la certezza acquisita anche dall’osservazione sul campo che il beneficio non raggiunge tutta la popolazione che ne avrebbe bisogno.

Cambia l’Isee: a cosa dà diritto

Ricordiamo che l’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, delle famiglie è oggi diventato un parametro fondamentale per accedere a una serie di prestazioni sociali.

Ne elenchiamo alcune:

Ma non solo. L’Isee, che raggruppa in un solo conto tutti gli elementi che formano il patrimonio di un nucleo familiare, è diventato indispensabile anche per il bonus affitti, le agevolazioni sui mutui e per accedere alle garanzie statali per l’acquisto della prima casa (beneficio riservato a chi ha meno di 36 anni).

Senza infine dimenticare che in base all’Isee vengono valutate le eventuali esenzioni dal pagamento del ticket sanitario, il costo delle mense scolastiche e la riduzione delle tasse universitarie.

Insomma: il reddito Isee è la chiave per accedere a una lunga serie di agevolazioni.

Cambia l’Isee: equità

Il governo ritiene che la valutazione non adeguata dell’Isee generi una serie di problemi di equità che si riflettono in particolare, e in modo più consistente, proprio per l’erogazione dell’assegno unico figli.

Del resto fare due conti non è così complesso. Un nucleo familiare con tre figli minori, entrambi i genitori che lavorano e con un Isee che non raggiunge i 15mila euro, può ricevere un assegno unico con un importo fino a 700 euro al mese, così determinato:

Cambia l’Isee: case sfitte ed eredità

Il governo pensa di rivedere alcuni parametri che sono oggi utilizzati per calcolare l’Isee. E tra questi le case sfitte e le eredità immobiliari.

Oggi proprietà immobiliari di questo tipo incidono in modo negativo, ovvero alzano l’Isee causando una riduzione anche consistente dell’assegno unico per le famiglie.

E infatti la direttiva sulla quale si sta lavorando è proprio quella che porta a ridurre il peso del patrimonio immobiliare. Adesso incide per il 20% sulla formazione dell’Isee.

C’è da dire, comunque, che al di sotto dei 52mila euro la casa non conta ai fini dell’Isee.

Cambia l’Isee: soglia a 80mila euro

Il governo Meloni punta ad alzare quella soglia, portandola (è una tra le ipotesi) fino a 80mila euro. Il motivo? un patrimonio ha un peso importante, forse anche eccessivo, sulla determinazione dell’Isee.

Facciamo un esempio:

In questo caso l’assegno unico diminuisce con l’aumentare del patrimonio che supera le soglie imposte dalla legge (che parte da 16.200 euro di reddito).

Senza la proprietà immobiliare la soglia sarebbe invece fissata a 33.600 euro.

Cambia l’Isee: beneficiari e costi

La decisione di modificare il calcolo dell’Isee (riducendo l’impatto delle proprietà immobiliari) ha dunque una sua logica. Immaginiamo famiglie che hanno avuto la casa in eredità ma non hanno un reddito così elevato.

Il punto è però un altro. E su questo il governo dovrà comunque fare attenzione.

La revisione dell’Isee nella direzione che abbiamo definito allarga e di molto la platea dei possibili beneficiari.

La conseguenza è facilmente immaginabile: la spesa per l’erogazione di questo contributo familiare aumenterebbe ulteriormente.

Quest’anno il costo dell’assegno unico è stato di 15,2 miliardi. Per i prossimi anni si toccherà la cifra di 18 miliardi.

Con un eventuale ampliamento della platea quelle cifre sono destinate a crescere in modo consistente.

La direzione sembra comunque quella. Bisognerà stabilire meglio quali sono i parametri e le franchigie. Ma che il calcolo per l’Isee subirà un aggiornamento è scontato. Proprio a partire dalla questione immobiliare.

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