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Cambiamenti climatici, non lasciamo soli i ragazzi. Tutti in piazza

L’esistenza della nostra specie sull’orlo di un burrone. Eppure continuiamo a fregarcene

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Tanti ragazzi sono scesi in piazza ieri, lo hanno fatto per una speranza. Molti adulti, affetti da “nostalgia canaglia”, hanno rivisto se stessi e i cortei degli anni ’70. Altri – sempre adulti – non hanno perso l’occasione per sputare veleno su Greta Thunberg, la sedicenne che è diventata simbolo di questo movimento, o solo una miccia come ha dichiarato lei stessa, le solite improbabili cattiverie social. La più ripetibile è questa: è soltanto una marionetta con le treccine, affetta da una sindrome, e manovrata dai veri potenti. Davvero sconcertante.

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Cambiamenti climatici, non lasciamo soli i ragazzi. Tutti in piazza. L'esistenza della nostra specie sull'orlo di un burrone. Eppure continuiamo a fregarcene

I ragazzi che hanno chiesto di salvare il pianeta e l’umanità, invocando una presa di coscienza ai politici che governano il mondo, non possono essere nostalgicamente sovrapposti, a quanti negli anni ’70 inseguivano un’utopia. Storie e ragioni diverse. E non c’era in gioco l’esistenza della nostra specie. O della vita per come la conosciamo. Ora siamo sul ciglio di un burrone. Ma nessuno vuole accorgersene. E i primi a far finta che nulla stia accadendo siamo proprio noi. Ognuno di noi.

Cambiamenti climatici, non lasciamo soli i ragazzi. Tutti in piazza. L'esistenza della nostra specie sull'orlo di un burrone. Eppure continuiamo a fregarcene

Le polveri sottili ci preoccupano solo per il blocco auto

Il massimo che facciamo è lamentarci del caldo d’estate e del freddo d’inverno. Per il resto: chissenefrega. Le polveri sottili ci preoccupano solo perché causano il blocco del traffico o qualche ora di riscaldamento in meno. Eppure gli scienziati dell’Ipcc (91 esperti, tutti arrivati alle stesse conclusioni), hanno confermato quello che è già stato ribadito da altri studi (tanti, troppi: mai così concordi): abbiamo dodici anni di tempo per invertire la rotta.

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Tra dodici anni sarà irreversibile

Per ridurre in modo drastico le emissioni di anidride carbonica. Altrimenti il drammatico cambiamento climatico sarà irreversibile. I segnali li vedete tutti: temperature medie in aumento, fenomeni meteo estremi, scioglimento dei ghiacciai, erosione delle coste, innalzamento dei mari, desertificazione, fiumi in secca, inquinamento incontrollabile, continenti di plastica negli oceani. Si sommano ad altre immediate emergenze. Una fra tutte: l’esplosione demografica: nel 2050 saremo dieci miliardi. In un pianeta dove le aree abitabili saranno sempre più ristrette. E l’acqua sarà un bene ancora più prezioso. L’attuale “questione immigrazione” sarà una bazzecola.

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La Terra ha già vissuto cinque estinzioni di massa

La Terra ha già avuto cambiamenti climatici. Ma mai così repentini. Volete sapere cosa è accaduto l’ultima volta che il pianeta è stato più caldo di quattro gradi? Gli oceani si sono alzati di quattro metri (tanto per dire: scordatevi Napoli e Salerno, la Costiera Amalfitana, Sorrentina e Cilentana. Così solo per restare nei pressi). In questo momento paghiamo le conseguenze delle emissioni di anidride carbonica di decenni fa. Tra un po’ sconteremo quest’ultimo disastroso decennio.

Eppure, chissenefrega.

Su questo pianeta – giusto per ricordare – abbiamo già vissuto cinque estinzioni di massa, provocate proprio dai cambiamenti climatici. Quasi tutte causate dall’aumento di gas serra nell’atmosfera. Solo quella che ha spazzato via i dinosauri è stata innescata da un evento esterno (la probabile caduta di un meteorite).

Cambiamenti climatici, non lasciamo soli i ragazzi. Tutti in piazza. L'esistenza della nostra specie sull'orlo di un burrone. Eppure continuiamo a fregarcene

Più di duecento milioni di anni fa l’aumento di anidride carbonica ha provocato un innalzamento della temperatura media del pianeta di cinque gradi. Non c’erano fabbriche e inquinamento, ma grandi quantità di metano si sono sprigionate dallo scioglimento di permafrost e ghiacci. Così, solo per informarvi: sparì il 97 per cento della vita su questo pianeta.

Beh, continuiamo a fregarcene. Ma molto meno possono fare i nostri figli e meno ancora i nostri nipoti. Per questo scendono in piazza. E non meritano né rievocazioni nostalgiche, e neppure i commenti che si continuano a leggere sui social (e su qualche giornalaccio). Il più banale: non vogliono andare a scuola. O anche: smettessero di andare sui motorini. Siamo sul ciglio di un precipizio. Anche gli scettici, quelli che… il cambiamento climatico non è causato dall’attività dell’uomo, si stanno ricredendo. Ma restano in tanti, e non solo i cosiddetti potenti, a far finta di niente. L’umanità ha commesso molti errori, questo potrebbe essere il più grande. E la prossima volta, in piazza, sarebbe il caso di non far scendere solo i ragazzi.

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