Mitra e pistole dall'Est europeo per i clan della camorra campana. Irpino a giudizio

Giuseppe Scibelli davanti al Gup del tribunale di Napoli. L'inchiesta della dda ha sgominato un traffico internazionale di armi

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Traffico internazionale di armi, dall’Albania alla camorra campana. Domani l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Napoli. Diciannove persone sotto accusa. Tra loro anche un irpino, Giuseppe Scibelli, difeso dall’avvocato Isidoro Bizzarro. L’accusa è molto grave: associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico transnazionale di armi.

Le armi arrivavano dai Paesi dell’Est. Venivano poi smistate nei comuni del Vesuviano. In particolare a Terzigno. Da dove partiva la distribuzione a diversi clan della camorra campana. Almeno – sostengono gli inquirenti – un centinaio tra pistole e mitra.

A capo della banda sarebbe stato Domenico Boccia, 60enne di Terzigno. Per il piemme Ivana Fulco era lui il fulcro dell’organizzazione. L’uomo capace di curare i rapporti con Eduard Lassnig senior e junior (padre e figlio), due austriaci. In carcere sono finiti esponenti della criminalità organizzata del Pallonetto di Santa Lucia,ed esponenti vicini ai clan Gionta, Ascione-Papa, Ianuale ed Elia.

Le armi, pistole e mitra, sono state vendute a 2mila e 500 euro l’una. Nel corso delle indagini sono stati diversi i sequestri di armi effettuati dalle forze dell’ordine.

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