Consumo di suolo in Campania: Casavatore tocca il 90%. Gli ultimi dati

La Campania è al terzo posto in Italia per consumo di suolo, dopo Lombardia e Veneto. La maglia nera ce l'ha un comune del napoletano, Casavatore, con il 90 per cento di consumo di suolo. Ecco i dati delle altre province.



2' di lettura

In un anno in Campania sono stati persi 219 ettari di suolo naturale, pari a circa altrettanti campi da calcio. Questi sono i dati emersi dall’ultimo report dell’Arpac, che ha pubblicato i dati del 2019 sul consumo di suolo nella regione.

In totale, circa il 10 per cento del territorio campano risulta occupato da coperture artificiali. La Campania è al terzo posto in Italia per consumo di suolo, dopo Lombardia e Veneto.

La classifica

Il consumo di suolo in tutta la provincia di Napoli è in media del 33,89 per cento. Solo per il capoluogo la quota sale al 62,62 per cento. Il secondo territorio più urbanizzato è quello di Caserta, con il 9,95 per cento di consumo di suolo.

Segue poi la provincia di Salerno con il 7,89 per cento e l’Irpinia con il 7,30 per cento. Il territorio “più green” è quello beneventano (con il 7,13 per cento) anche se dall’ultimo report è emerso che in questa provincia c’è stato il maggior aumento di consumo di suolo pari a 64 ettari.

Provincia di Napoli: maglia nera

Casavatore, nel napoletano, detiene il record nazionale di comune con il più alto consumo di suolo: circa il 90 per cento. Percentuali notevoli sono state raggiunte negli anni anche dai comuni vicini di Arzano (82,81 per cento) e Melito di Napoli (81,14 per cento).

I tre comuni che però hanno consumato più suolo in un anno sono Morcone (Benevento) con 24 ettari, Maddaloni (Caserta) con 20 ettari e San Lupo (Benevento) con 12 ettari. 

Il commento di Marro e Sorvino

Secondo il direttore tecnico Arpac, Claudio Marro il rapporto mostra che il peso dell’urbanizzazione, su un territorio fragile come quello campano, rischia di non essere sostenibile, e che l’istituzione di parchi e aree protette, di cui la Campania è dotata in quantità consistente, non è purtroppo un rimedio sufficiente.

Nell’ultima rilevazione abbiamo registrato un lieve rallentamento della crescita del consumo di suolo in Campania, ma probabilmente è una frenata dettata più da questioni economiche che da una radicata consapevolezza del problema“.

Il direttore generale Arpac Stefano Sorvino, ha poi aggiunto: “Il quadro conoscitivo offerto da questi dati in ambito regionale, integrato e aggiornato grazie al costante impegno dell’Agenzia ambientale campana in collaborazione con Ispra, evidenzia i processi di uso del territorio e le loro dinamiche evolutive, offrendo chiavi di lettura significative per supportare le scelte di politica urbanistica e territoriale di competenza dei vari livelli istituzionali.

Sussistono nel territorio campano aree abbandonate o in fase di degrado, così come emerge le necessità di razionalizzare e valorizzare porzioni di tessuto urbanistico come alcune Aree di sviluppo industriale.

Non bisogna dimenticare che il suolo è una risorsa ambientale soggetta a esaurimento, non rinnovabile, e che lo sviluppo urbanistico deve essere sostenibile, altrimenti spezziamo il tronco su cui poggia l’intera comunità regionale e la stessa economia locale.

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