Campania, il mare è malato. I dati sconcertanti del dossier Legambiente

Mare Mostrum 2020 mette la nostra regione al primo posto per inquinamento, sversamenti abusivi, cemento selvaggio. Siamo secondi solo nella pesca di frodo. Non è una consolazione.



2' di lettura

La Campania non difende il suo mare. Anzi, c’è un impegno costante e instancabile per distruggere un bene prezioso, devastare le coste, azzerare la fauna. Colate di cemento, sversamenti abusivi, depurazione fantasma, pesca di frodo. Passano gli anni, ma niente cambia: il dossier Legambiente “Mare Monstrum 2020”, rivela anche in questa edizione numeri drammatici, soprattutto per una regione che ha tra i suoi punti di forza il turismo costiero.

Il venti per cento dei reati ambientali contestati in Italia nel 2019 sono stati consumati in Campania. Con un incremento rispetto all’anno precedente di un considerevole 35 per cento.

I predoni del mare – come li definisce l’associazione ambientalista – commettono 13 reati ogni giorno, uno ogni due ore. Le persone denunciate o arrestate sono state 4.305, i sequestri 1.571.

Un quadro drammatico del nostro mare

E’ una fotografia impietosa del nostro mare, nonostante le bandiere blu e le vele azzurre, gli osanna e i bla bla bla sulla purezza delle nostre acque. Mentre si continua a sversare illegalmente di tutto, il Sarno resta un inquinatore formidabile e i mostri di cemento costruiti abusivamente si ergono lì in bella mostra, di demolizione neanche l’ombra.

A tutto questo si aggiungono i pescatori di frodo, autori di vere razzie. Oltre ai diportisti che alla guida di barche, moto d’acqua e motoscafi, infestano di gasolio il mare, ignorando le norme più elementari del codice di navigazione.

I dati forniti dalle forze dell’ordine

I numeri del dossier arrivano direttamente dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto. Non sono ipotesi, ma fatti. Dietro la Campania c’è la Sicilia, che è ai vertici per la pesca illegale.

Una delle piaghe campane è il cemento selvaggio. La nostra regione ha il primato nazionale per le costruzioni abusive lungo le coste, con un poco lusinghiero 17.1 per cento dei reati accertati in tutta la penisola. 1.715 infrazioni, con un più 20 per cento rispetto all’anno precedente, 1.300 persone denunciate o arrestate e 395 sequestri. Cifre importanti, ma che non bastano. Servirebbero decenni di tolleranza zero per ripulire le coste dai mostri abusivi. Che non sono solo villette, ma anche chioschi, ristoranti, parcheggi, piscine, strade sulle dune. Realizzati fregandosene delle regole, della proprietà pubblica e dell’ambiente.

Depurazione alla buona, dove c’è

La Campania è primissima, naturalmente, anche per gli scarichi inquinanti e la depurazione alla carlona: 1937 le infrazioni accertate (+ 22% rispetto lo scorso anno) pari al 24,8% del totale nazionale , con 2004 persone denunciate e arrestate mentre sono 1084 il numero dei sequestri.

In Campania son 55 comuni senza nessuna depurazione (3,9% della popolazione).

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