Cane impiccato a Montemiletto: “Giustizia per Lucky”



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Cane impiccato a Montemiletto (Av). Lucky è stato barbaramente ucciso. Per ora l’autore del gesto crudele resta ignoto.

La denuncia arriva – via facebook – da Valentina Sordillo. Il post, raccolto anche dal gruppo “Non sei Irpino se…”, ha già raccolto centinaia di commenti indignati e altrettante condivisioni.

Cane impiccato a Montemiletto: giustizia per Lucky
Lucky è stato trovato impiccato a Montemiletto. Valentina: “Vogliamo giustizia”.

Scrive Valentina: “Il cane che vedete in foto si chiamava Lucky ed era un meticcio di tre anni circa. Era stato accolto, da cucciolo, da una famiglia che lo ha cresciuto con amore e con dedizione; lui questo l’ha sempre saputo e, infatti, ha donato, a chiunque lo abbia incontrato, una dose di amore quadruplicata rispetto a quella che lui stesso ha ricevuto nella sua breve vita. Ho avuto la fortuna di conoscere Lucky più di un anno fa e di lui apprezzavo, tra le sue tante qualità, la simpatia. Molti di voi si chiederanno cosa io intenda; credetemi, era facile scorgere la sua simpatia, dal momento che bastava guardarlo in faccia per capire che fosse un cane pacioccone, un cane bonario, un cane che non avrebbe mai fatto del male a nessuno. Per citare un episodio che lo vede protagonista, vi racconto che Lucky si prendeva cura di tutti i gattini della zona in cui abitava, facendoli adagiare, durante la notte e durante i periodi più freddi, su quel punto preciso che si trova tra il dorso e il ventre, su quel punto che emana più calore possibile. Lucky lo sapeva, Lucky sapeva di fare del bene e, ogni qualvolta che ci incontravamo (giornalmente), mi veniva incontro scodinzolando, saltellando e comunicandomi la sua voglia di ricevere un pugno di crocchette, qualche carezza e un po’ di attenzione, che, sicuramente, non gli mancava mai.”

Valentina annuncia di aver contato le autorità preposte per far luce su un gesto di una crudeltà inspiegabile.

La ragazza descrive quei drammatici momenti in cui ha avvisto Lucky con il cappio intorno alla testa: “Nel momento in cui l’ho scorto, infatti, ho tirato fuori tutte le forze che erano in me. Ho cercato, pertanto, in tutti i modi di rianimarlo. Ma non c’è stato nulla da fare: Lucky era già morto ed era appeso, esanime, alla corda che qualcuno ha posizionato con l’intento di far male. La cosa che fa ancora più male consiste nel fatto che la morte per impiccagione non avvenga immediatamente, ma dopo qualche minuto; in quegli istanti l’organismo reagisce con l’intento di salvarsi, ma il corpo non ha niente su cui poggiare, e si muore piano piano, lentamente, tra atroci sofferenze. Io spero con tutto il cuore che venga fatta giustizia, non dico per Lucky, ma per una vita. Non si può togliere una vita così, ma soprattutto non si può pensare, prima ancora di agire, di togliere una vita in questo modo. Per i proprietari di cani: provate a sostituire l’immagine di Lucky con l’immagine del vostro cane. Come vi sentireste? Per i non proprietari di cani: come vi sentite nel guardare Lucky ridotto in questo modo? Vi sentireste male. Lucky non era solo un cane. Lucky è il cane di tutti. Lucky è tutti noi. Lucky è ognuno di noi che deve battersi affinché uno scempio del genere non accada più da nessuna parte, in nessun luogo del mondo, affinché la cattiveria umana abbia fine. Ciao, Lucky…”

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