Canone Rai anche per smartphone, tablet e computer

Canone Rai anche per smartphone, tablet e computer: la proposta dell'ad Rai che piange per i conti in rosso dell'azienda nella riunione della Commissione. Per il dirigente molti non pagano il canone Rai perché guardano i programmi sul pc o sullo smartphone e quindi bisogna tassare il possesso anche dei dispositivi digitali.

4' di lettura

Canone Rai anche per smartphone, tablet e computer. Per quale motivo? Perché la Rai è in profonda crisi e perché le trasmissioni dell’emittente si possono vedere anche su quei dispositivi.

Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

La proposta è stata formulata da Carlo Fuortes, amministratore delegato della Rai, durante la riunione con la Commissione di Vigilanza del 12 ottobre.

Una richiesta di soldi, a danno dei cittadini, per risollevare i conti in rosso.

L’ad della Rai è stato chiaro: senza risorse adeguate avremo un grande rischio futuro…».

Canone Rai: deve pagarlo chi ha un cellulare

E quindi chiede soldi anche per il possesso di tutti i mezzi digitali a disposizione degli utenti.

Pensare che qualcuno aveva immaginato di azzerare quel canone.

Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo whatsapp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook . Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale YouTube

Canone Rai: le 4 proposte

L’Ad ha formulato 4 proposte per evitare problemi finanziari alla tv pubblica e un ridimensionamento dei progetti e dello sviluppo:

  • il riconoscimento integrale delle risorse del canone, senza le trattenute da 110 milioni di euro per il finanziamento del Fondo per il pluralismo (oltre risorse aggiuntive);
  • la cancellazione della tassa sulla concessione sul canone ordinario;
  • l’innalzamento del limite di affollamento pubblicitario per ogni singola fascia fino all’l’8%;
  • estendere – appunto – il pagamento del canone Rai a tutti i device multimediali (smartphone e tutto il resto…).

Canone Rai: i conti in rosso della Tv pubblica

In due parole per provare a mettere a posto i conti in rosso della tv pubblica, i dirigenti Rai chiedono di far pagare la tassa di possesso (canone Rai) anche su smartphone, tablet e computer oltre ad aumentare in modo consistente la presenza di pubblicità in ogni fascia pubblicitaria.

Canone Rai: sempre meno guardano il televisore

Per l’amministratore delegato della Rai sono sempre di più gli italiani che utilizzano i contenuti della tv su dispositivi digitali (e del resto con l’app Raiplay, la stessa tv di Stato asseconda questo trend), e per questo motivo gli utenti non pagano il canone per il possesso del televisore.

Come se su smartphone, tablet e pc stessimo tutti a guardare le trasmissioni Rai e non le infinite scelte che fornisce la rete.

Canone Rai: ricavi della tv pubblica in calo costante

Il problema della Rai è una riduzione costante dei ricavi: dal 2008 al 2020 sono scesi di oltre 702 milioni. Un calo del 22% che è stato causato soprattutto dalla flessione delle entrate pubblicitarie (-609,8 milioni).

La Rai ha pagato – come tutti gli organi di informazione tradizionali, le televisioni e i giornali cartacei – la concorrenza delle tv via internet, dei social network, dei nuovi canali free del digitale terrestre e la crisi economica, che è iniziata appunto nel 2008.

Canone Rai: riduzione pubblicità

Ma in futuro potrebbe andare anche peggio. Il nuovo Codice europeo delle comunicazioni (Tusmar) ha ridotto ancora gli spazi pubblicitari. E questo causerà una perdita secca di altri 50 milioni nel 2022 e di 130 milioni nel 2023.

Anche le entrate dal canone Rai si sono molto ridotte, 13 milioni in meno rispetto al 2012.

Una delle cifre più basse in Europa, e forse per questo l’ad Rai ritiene giusto tassare anche i supporti digitali.

Le entrate del canone in Italia per la Rai si aggirano sui 90 milioni, contro i 312 della Svizzera e i 220 della Germania.

Canone Rai: tagli e chiusure

La crisi nera della Rai ha già portato a tagli e chiusure. Sono state soppresse alcune controllate (RaiSat e RaiClick), ridotto il costo di ogni singolo programma, rinunciato all’acquisto di numerosi eventi sportivi.

Dal 2008 al 2020 i costi esterni si sono ridotti di 775,3 milioni. Ma evidentemente non basta.

Sarebbe ora di chiedersi se il sistema di business della tv pubblica non sia ormai del tutto superato (con la costellazione di tante piattaforme on demand e tv digitali e satellitari che offrono prodotti di elevata qualità), poco competitivo e con costi del tutto abnormi rispetto al servizio offerto (oggi la programmazione Rai non costituisce più una “necessità” per i cittadini).

Forse sarebbe meglio darsi queste risposte piuttosto che continuare a pretendere soldi dagli utenti solo perché hanno uno smartphone (sul quale magari non hanno mai guardato un canale Rai).

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie