Le canzoni degli U2 e Dio. L’incontro ad Avellino

Bono Vox e Francesco
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Avreste mai immaginato che ascoltare gli U2 può avvicinare a Dio? Noi no. Forse anche voi. La pensa diversamente l’aautore di One (“Un modo per avvicinarsi a Dio. Gli U2 tra rock e Bibbia), il libro scritto da frate Federico Russo, musicista, cantautore e una vita dedicata al Signore. Sponda Francescana. Presenterà la sua opera anche ad Avellino, il prossimo undici giugno. In un incontro, nell’auditorium “Padre Innocenzo Massaro”, al Roseto. Insieme a lui, il prete irpino più rock (ci scuserà), don Vitaliano Della Sala, Roberto Masone, docente di lingua inglese all’università di Salerno. Il dibattito sarà presentato da Innocenzo Massaro, avvocato con la passione per la musica, e arricchito da una performance di Andrea Ficca.

Gli U2 e la religione

https://thewam.net/canzoni-u2-bono-religione/

Il tema è decisamente spiazzante. Anche per i fan storici del gruppo irlandese. Ma anche per questo decisamente suggestivo. Nel libro si fa spesso riferimento ai testi e alla forza delle parole di Bono Vox e della sua band. In quelle parole Federico Russo trova una pregnanza religiosa e spirituale. Un sentimento così forte da mettere in luce una chiara sacralità.L’autore ci trascina – nelle pagine di One – in un viaggio che è insieme spirituale e musicale. Dagli albori della band, segnati dall’età dell’innocenza, al successo mondiale. Un percorso che non è soltanto musicale, ma un testamento linguistico. Dove non la musica, ma le parole, sono protagoniste, capaci di mescolare ai consueti temi delle canzoni rock, una forte e sempre presente poetica religiosa e sacrale.Il perché di questa passione e di come sia nata, lo spiega lo stesso autore.

Come ho scoperto gli U2

“Quando avevo 15 anni comprai il mio primo album degli U2; per la cronaca si trattava di Rattle And Hum e fu in realtà un errore perché io cercavo il disco contenente With or Without You… ma andò benissimo lo stesso, e dopo averlo ascoltato decisi di imparare a suonare la chitarra (e subito dopo mi procurai tutti gli album precedenti). In tempi recenti, trovandomi a dover scegliere un argomento della tesi in teologia, ho avuto l’idea un pò “folle” di propormi con uno studio delle canzoni degli U2, ho trovato un professore che ha accolto la proposta, per cui ho potuto portare avanti il lavoro che poi è diventato la base per questo libro”.

“Alcuni tratti distintivi – continua Federico Russo – della scrittura di Bono dal punto di vista teologico che ho cercato di approfondire nel libro sono: l’accostamento tra Dio e una figura femminile (che spesso, ma non sempre, è quella materna); una visione “politica” della fede (con qualche riferimento, specie negli anni ‘80, alla teologia della liberazione); la coesistenza di fede e dubbio (I Still Haven’t Found What I’m Looking For); la ricerca di un equilibrio tra l’aspetto spirituale e quello carnale dell’amore (agape ed eros); il viaggio come metafora della speranza”.

Manifesto di un’epoca

Per Federico Russo, così recita la terza di copertina, “Sunday bloody Sunday, Pride (In the name of love), Where the streets have no name, One, New year’s day, Sometimes you can’t make it on your own: non sono solo titoli di canzoni, non sono solo parole, sono manifesti di un’epoca musicale e non segnata dagli U2, il gruppo irlandese fondamentale per la storia del rock e vera bomba atomica fino alla metà degli anni Novanta. Ma come è iniziato tutto ciò? Federico Russo in questo volume ci racconta una passione, quella per la musica e in particolare per la band guidata da Bono – di cui tra l’altro cerca di analizzare la sfaccettata personalità divisa tra musica e impegno sociale –, attraverso gli album e le canzoni, sin dal primo Boy, uscito il 20 ott obre del 1980, e pone l’accento sui molti riferimenti e rimandi al sacro e alla spiritualità che le canzoni che coprono una carriera ormai più che trentennale non hanno mai nascosto”.

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