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Captive State, l’umanità resiste agli alieni

Non solo fantascienza. Captive State è anche un film di denuncia sociale: la divaricazione sempre più larga tra ricchi e poveri

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2' di lettura

Captive State

regia di Rupert Wyatt

Il trailer del film

Chicago, anno 2028. Captive State non è il solito film sugli alieni. Gli alieni si intravedono per tre minuti ma il film di Wyatt si incentra sulla collettività degli esseri umani di classi sociali e razze diverse unite in una sorta di resistenza underground silenziosa contro la razza aliena.

Il look plumbeo della fotografia si addice alla trama. Non c’è un vero protagonista assoluto: Wyatt sceglie di esaltare la collettività dei partigiani contro gli alieni dando anche una sorta di significato politico a Captive State. Come non mancano i politici collaborazionisti alleati per paura o per convenienza con gli invasori: e questo è un chiaro riferimento alla storia, alla Francia di Vichy e ad altre realtà effimere della Seconda Guerra Mondiale. La denuncia sociale degli sceneggiatori è incentrata su un tema di grande attualità che si denota sulla differenza sempre più marcata tra ricchi e poveri; un fenomeno sempre più di emergenza sociale negli Stati Uniti.

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Messaggi in codice e piccioni viaggiatori

Captive State è rivolto soprattutto a chi è amante dello sci-fi, ma i riferimenti al mito, alla storia e alla cultura pop sono molteplici, come per esempio le trovate originali per comunicare in un’era completamente soverchiata dal controllo delle reti (come già oggi è difatti): che cosa si usa allora? Messaggi pubblicitari in codice su un giornale, piccioni viaggiatori e per parlare al telefono lo stretto necessario, il vecchio trucco del fischio nella cornetta attraverso il commutatore.

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Messaggi impliciti che vogliono dire che nonostante la conflittualità dell’uomo verso l’uomo, costui avrà sempre una mente superiore, almeno per inventiva, rispetto a un visitatore dello Spazio.

Il budget relativamente basso di Captive State ha favorito quindi la componente thriller della storia in luogo di quella di chi si aspettava solo invasioni spaziali e effetti speciali e vedendola in questo senso è questa la cosa tecnica più bella di quest’opera.

Regia 8

Sceneggiatura 8

Fotografia 7

Montaggio 6

Soundtrack 7

Scenografia 8

Costumi 6

Make-up 6

Media 7

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