Karate, Donadio: riti e segreti del campione irpino che sarà al mondiale

4' di lettura

L’attesa per il mondiale WUKF (World Union of Karate-Do Federations) di Bratislava, la fatica per trovare il sostegno nonostante i risultati ottenuti, i riti prima di ogni combattimento, i progetti per il futuro: Carmine Donadio, di Avellino, 26 anni, già campione mondiale di Karate nella categoria + 75 chili, si racconta a The Wam prima della partenza per la Slovacchia.

Donadio: se il campione di karate è solo…

Lo incontriamo al bar Nolurè di Avellino, in via Matteotti, Carmine è in compagnia del suo più grande sostenitore, il padre, addosso la maglia verde con gli sponsor che è riuscito a raccogliere, con grande fatica. Il paradosso di un campione del mondo che ha enorme difficoltà a trovare sostegno a casa sua. Per non parlare delle istituzioni. Confinato in quel recinto, tutto particolare, che il giudizio della gente etichetta come “sport minori”, dimenticando la fatica, gli allenamenti, i riconoscimenti che decine di ragazzi meritevoli conquistano.

Carmine, campione del mondo, e barista nella vita di tutti giorni.

“Per arrivare al mondiale – racconta – ho prima vinto a Campobasso e poi nel campionato confederale unificato di karate, nella categoria +75 kg, che si è tenuto presso il Palazzetto dello Sport di Cavezzo, comune in provincia di Modena”.

Dopo il trionfo il Portogallo che – sotto l’occhio attento del maestro Tano Fattorello del C.e.s.a.m. – ha visto Carmine salire sul podio più alto della categoria + 75 kg.

Karate: i riti prima della gara

Ne approfittiamo per scoprire qualcosa di più sulla gestione della tensione, momenti di forte carica emotiva che accompagnano appuntamenti unici come un mondiale.

“Il giorno prima di ogni partenza taglio sempre i capelli. E poi cerco di indossare gli stessi calzini e la stessa maglietta. Fino a un attimo prima di combattere sento la tensione scorrere in tutto il corpo. Sparisce solo quando inizio a combattere. Nessuna musica, preferisco “sentire” il rumore del palazzetto, le emozioni dei presenti. C’è anche un altro rito particolare, un qualcosa che non manca mai, ma voglio tenerlo per me (ride ndr)”.

L’appuntamento di Bratislava arriva dopo mesi di allenamenti specifici.

“Due giorni – racconta Carmine – sono dedicati al lavoro in palestra, in particolar modo il potenziamento muscolare. Quando stacco da lavoro – poi – vado spesso a correre. Mentalmente – invece – nessun allenamento particolare. Credo che non si sia mai davvero pronti per eventi come una finale. E’ qualcosa che si vive e basta. Di certo non scappo dalla tensione, preferisco sentirla e lasciarla fluire”.

Serenità nella gestione delle sconfitte. Prima dei trionfi, infatti, ai mondiali Carmine aveva raccolto anche un settimo e un quarto posto.

“Da piccolo – lo anticipa il padre – quando non vinceva scoppiava in lacrime. Non lo accettava”.

“Ora – dice Donadio – per occasioni come i mondiali, quando non vinco, sono già focalizzato sul prossimo obiettivo. Rappresentare la nazionale è una soddisfazione straordinaria. E, quindi, non riesco a lasciarmi buttare giù. Dopo una sconfitta analizzo i motivi e sono già ad allenarmi per evitarne un’altra (ride ndr)”.

Gli occhi della tigre

Amarezza per la consapevolezza che, vivere di questo sport, nonostante le vittorie mondiali, sia quasi impossibile.

Problemi legati all’assenza di una struttura nazionale forte che sostenga gli atleti e risolva le lacerazioni che, spesso, esistono anche fra realtà dello stesso territorio. E, così, ci si trova di fronte al paradosso di atleti di livello mondiale, non sostenuti da strutture organizzative adeguate. Rispetto a realtà come la Romania.

“Lì – ci racconta Carmine – c’è una forte sinergia fra tutte le realtà territoriali legate al Karate, oltre alla forte identità nazionale. La federazione nazionale è unita e attenta al potenziale dei giovani atleti. Anche i premi – messi a disposizione dalla federazione – giocano un ruolo fondamentale. Non si parla di cifre iperboliche, ma permettono di dare dignità a questo sport. Lo vedi dal fuoco dei bambini che iniziano a praticare karate”.

Spesso – infatti – anche i viaggi sono autofinanziati dagli atleti italiani. Un quadro desolante che, però, non ha abbattuto il morale di Carmine.

“Noi non ci fermiamo di certo. Troppa è la passione per questo sport che amo. Me l’ha trasmessa mio padre che lo praticava. Io ho iniziato a otto anni e non ho mai smesso. Grazie all’incontro maestro Tano Fattorello, del Centro Educativo Studi Arti Marziali – Cesam, i miei genitori e la mia fidanzata. Loro mi danno una carica incredibile”.

Ne approfittiamo per lanciare un appello alla futura amministrazione, guidata dal sindaco Gianluca Festa. Bisogna istituire un assessorato allo sport e mettere in campo una rete di professionisti che sia attenta da un lato alla valorizzazione degli impianti sportivi, collaborando con le realtà di settore, dall’altro che davvero sostenga gli atleti a partire da quelli dei così detti “sport minori”. Non sostegno di facciata, che si limita ai complimenti per i risultati centrati, ma supporto concreto.

Ecco gli sponsor che hanno deciso di sostenere Carmine Donadio:

Il testone
Francesco Tuccia
Htt centro affilature
AL. AM. Conciliazione
Panificio De Nardo
DOA Impianti Elettrici
Publieuro serigrafia e stampa

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie