Avellino. La carne inquina e gli ambientalisti lanciano una challenge

I giovani ambientalisti di Fridays for future Avellino hanno lanciato una sfida a tutti per limitare il consumo di carne nella dieta alimentare per una settimana.

2' di lettura

Il consumo di carne provoca troppo inquinamento. L’uomo deve convertirsi e approcciare l’idea di diventare vegetariano. Il monito viene dagli scienziati che hanno certificato le eccessive emissioni di anidride carbonica immesse nell’aria dagli allevamenti intensivi degli animali che poi finiscono sulle nostre tavole.

Proprio per questo i giovani di Fridays for future Avellino hanno lanciato una challenge: non mangiare carne per tutta la settimana, fino a venerdì.

La sfida ambientalista

Il movimento green, nato dalle proteste contro i cambiamenti climatici di Greta Thumberg, ha lanciato una sfida simbolica a tutti. L’obiettivo è eliminare il consumo di carne dalla tavola fino a venerdì prossimo. Si tratta di un gesto simbolico che nel suo piccolo può fare la differenza, ci spiegano gli ambientalisti. La produzione di carne che proviene infatti molto spesso da allevamenti intensivi, emette nell’aria alti quantitativi di CO2. Proprio per questo una delle tante azioni che ognuno potrebbe compiere nel suo piccolo, è eliminare il consumo di carne dalla sua dieta o almeno limitarlo.

Quanto inquina il consumo di carne

Mangiare carne provoca inquinamento e anche tanto. Per prima cosa l’aumento degli allevamenti animali sta portando l’uomo a distruggere man mano aree alberate o dedicate ai pascoli che oggi rischiano di diventare aride. La presenza costante degli animali infatti provoca il seccare del terreno e quindi una desertificazione dell’area.

Un altro problema è il consumo di pesticidi ed erbicidi per la coltivazione del cibo da dare agli animali. In America si stima infatti che circa l’ottanta per cento degli erbicidi viene usato nelle coltivazioni di mais e soia che serviranno a sfamare i nostri animali. In più il 70 per cento dell’acqua dolce del pianeta viene usata per gli allevamenti animali. Oltre al grande quantitativo di acqua che gli animali assumono, ne serve infatti molto anche per le coltivazioni da destinare a loro.

Ultimo dei problemi, ma non meno importante, è l’anidride carbonica prodotta delle deiezioni degli animali. In Italia si stima che ogni anno il bestiame produce 19 milioni di tonnellate di deiezioni che non possono essere utilizzate come concime organico perché piene di sostanze come l’azoto e il fosforo. Di conseguenza questi liquami vengono rilasciati in determinate aree con il rischio che le sostanze comunque vanno a finire nelle falde acquifere e quindi nel nostro corpo. Da studi fatti emerge inoltre che la produzione animale è responsabile del 18% di emissioni di CO2 e gas serra nell’atmosfera del mondo. Un numero più alto dell’inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto.

La challenge lanciata dagli ambientalisti non è quindi una semplice moda del momento. Il consumo di carne crea realmente dei problemi al nostro ecosistema e al pianeta. Di certo non è semplice eliminare la carne dalla dieta di ognuno di noi ma potremmo farne un uso più controllato prediligendo proteine vegetali rispetto a quelle animali.

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