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Caro bollette, le città più costose d’Italia (classifica)

Caro bollette, la classifica delle città più costose d’Italia, dove cioè è stato più sensibile l’aumento dei costi.

di The Wam

Febbraio 2023

Il caro bollette non ha avuto gli stessi effetti in tutta Italia, alcune zone sono state decisamente più penalizzate. Vediamo la graduatoria. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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La Regione più tartassata dagli aumenti dell’energia è sicuramente il Piemonte. In cima alla classifica c’è infatti Alessandria, con le spese per luce, gas e gasolio che sono aumentate dell’88,6 per cento rispetto all’anno precedente.

Seguono altre due città piemontesi: Vercelli (+87,1 per cento) e Biella (+86,1 per cento).

Potrebbe interessarti un pezzo che spiega come funzioneranno gli aiuti del governo per il caro bollette, ma solo a chi consuma meno; in un altro post spieghiamo perché il caro bollette si è abbattuto anche su chi usa il caminetto.

Caro bollette, classifica città più costose

La classifica è stata stilata dall’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati Istat di gennaio 2023.

Al quarto posto c’è Perugia (+85,8 per cento), seguono: Novara (+85,7 per cento), Terni (+84,5 per cento), Cuneo (+85,3 per cento), Imperia (+85 per cento), Torino (+85,4 per cento) e al decimo posto c’è Genova (+82,6 per cento).

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Nelle prime dieci posizioni ci sono le città di sole tre regioni, Piemonte, Umbria e Liguria.

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Caro bollette, classifica città meno costose

Nelle posizioni più basse della classifica, dove quindi gli aumenti del costo dell’energia hanno inciso meno sulle famiglie, troviamo molte città del Sud e del Nord Est.

Al primo posto c’è Potenza, dove gli aumenti sono stati del 35 per cento, rilevanti, ma non certo paragonabili ai dati delle città più care. Al secondo posto c’è Olbia-Tempio (+51 per cento). A seguire, Napoli (+51,4 per cento), Gorizia (+51,7%), Benevento (+53,1%), al settimo posto Caserta (+53,5%), poi Avellino (+53,7%), Trieste (+54,6%) e infine Pordenone e Udine, a pari merito con un  +54,7%.

Caro bollette, luce sul mercato libero

L’Unione Nazionale Consumatori ha anche effettuato un confronto sulle variazioni di prezzi tra il mercato libero e quello tutelato.

L’indagine è partita dal giugno del 2021, quindi prima che scattassero gli aumenti (che sono iniziati a luglio) e si è conclusa a gennaio 2023.

Ebbene in Italia il costo della bolletta della luce per il mercato libero è aumentato del 248,3 per cento. Per il mercato tutelato l’incremento è stato “solo” del 108,4 per cento, meno della metà.

Se si parte dal dicembre 2021 il dato è ancora più sorprendente, per il mercato libero gli aumenti sono stati del 141,1 per cento. Sul mercato tutelato si è addirittura registrato un calo del 7,4 per cento.

Andiamo ancora più indietro, di tre anni. Dal gennaio 2020 al gennaio 2023, il costo della luce è schizzato del 262,8 per cento sul mercato libero, rispetto a un incremento del 115 per cento sul mercato tutelato

Caro bollette, l’esplosione dei prezzi

Durante il 2022 dunque (da agosto per il gas e da maggio per la luce) il costo della bolletta per l’energia ha subito un’impennata clamorosa per il mercato libero. C’è un’evidente distorsione, che appare inquietante se si pensa che a breve tutti i cittadini dovrebbero obbligatoriamente passare al mercato libero. La data, salvo eventuali rinvii, è fissata per il primo gennaio del 2024.

Caro bollette, a marzo si risparmia

Per fortuna i prezzi per l’energia stanno continuando a scendere. In particolare quelli del gas (che di conseguenza trascinerà in basso anche il costo della luce) che hanno toccato i minimi da inizio dicembre 2021. A marzo ci sarà una consistente riduzione delle bollette.

Il 2 marzo Arera (l’Autorità di regolamentazione per Energia, Reti e Ambiente), comunicherà le nuove tariffe per il gas sul mercato tutelato. Saranno le tariffe riferite al mese di febbraio. Il calo dovrebbe essere del 18 per cento (quasi un quinto in meno rispetto alle ultime bollette).

Su base annua il risparmio per le famiglie si aggira intorno ai 250 euro rispetto alle tariffe che sono in vigore in questo momento (già più basse rispetto ai picchi registrati durante il 2022).

Il risparmio medio rispetto allo scorso anno potrebbe essere superiore ai 700 euro per una famiglia media. Questo solo per il gas. Se si aggiunge la conseguente riduzione anche della spesa per la corrente elettrica, si arriva a cifre che possono consentire a tante famiglie residenti in Italia di tirare un piccolo sospiro di sollievo.

La crisi energetica non è ancora alle spalle. Ma stiamo uscendo dall’inverno molto meglio di quanto si potesse prevedere (basti ricordare che all’inizio dell’autunno si discuteva del possibile razionamento del gas e della luce per famiglie e imprese).

Oltretutto la riduzione del costo dell’energia potrebbe avere conseguenze positive anche sull’inflazione. Che è già scesa rispetto agli ultimi mesi dello scorso anno, ma si mantiene a livelli ancora troppo alti. Livelli che segnalano una situazione non ancora stabilizzata. Del resto le fibrillazioni internazionali non accennano a diminuire, anzi.

Caro bollette, le città più costose d’Italia (classifica)
Nella foto una donna con le mani tra i capelli per il caro bollette

Caro bollette, brutte sorprese ad aprile

È anche vero che a marzo scadono gli aiuti che il governo ha previsto nell’ultima legge di Bilancio (che è stata dedicata quasi esclusivamente al contrasto del caro bollette).

Sarà eliminato l’azzeramento degli oneri di sistema (la misura non sarà rinnovata). E di conseguenza questo potrebbe cancellare gli effetti positivi causati dalla riduzione delle tariffe e portare inevitabilmente a un nuovo incremento delle bollette a partire da aprile.

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