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Caro bollette, società nel mirino Antitrust: che succede?

Procedimenti cautelari nei confronti di diverse società fornitrici di energia in regime di mercato libero. L’Antitrust interviene sulle proposte di modifica del prezzo di fornitura elettrica e di gas. A quanto sembra le proposte di modifica contrattuale, effettuate unilateralmente dalle società, non rispetterebbero le direttive del decreto Aiuti bis. Nel mirino anche altri gruppi. Vediamo […]

di Valerio Pisaniello

Ottobre 2022

Procedimenti cautelari nei confronti di diverse società fornitrici di energia in regime di mercato libero. L’Antitrust interviene sulle proposte di modifica del prezzo di fornitura elettrica e di gas. A quanto sembra le proposte di modifica contrattuale, effettuate unilateralmente dalle società, non rispetterebbero le direttive del decreto Aiuti bis. Nel mirino anche altri gruppi. Vediamo nel dettaglio cosa succede in tema caro bollette. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Caro bollette: l’intervento dell’Antitrust

L’Antitrust interviene sulle proposte di modifica del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas naturale, arrivate in contrasto con il decreto Aiuti bis. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato 4 procedimenti istruttori – e altrettanti sub-procedimenti cautelari – nei confronti di IrenIberdrolaE.ON. e Dolomiti, fornitrici di elettricità e gas sul mercato libero. Ma ha anche inviato una richiesta di informazioni ad altre 25 società: A2A Energia, Acea Energia, AGSM ENERGIA, Alleanza Luce & Gas, Alperia, AMGAS, ARGOS, Audax Energia, Axpo Italia, Bluenergy Group, Duferco Energia, Edison Energia, Enegan, Enel Energia, Engie Italia, Eni Plenitude, Enne Energia, Estra Energie, Hera Comm, Illumia, Optima Italia, Repower Italia, Sinergas, Sorgenia, Wekiwi.

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Caro bollette: i casi

La norma in questione, contenuta appunto nel dl Aiuti bis, sospende fino al 30 aprile 2023 l’efficacia sia delle clausole contrattuali che consentono alle società di vendita di modificare il prezzo di fornitura sia delle comunicazioni di preavviso, salvo che le modifiche si siano già perfezionate prima dell’entrata in vigore del decreto stesso. In particolare, a Iberdrola e a E.ON. viene contestata la comunicazione con cui le società hanno rappresentato agli utenti la risoluzione del contratto di fornitura per eccessiva onerosità sopravvenuta, in alternativa all’accettazione di un nuovo contratto a condizioni economiche significativamente peggiori.

Dolomiti, invece, viene contestata l’asserita efficacia delle comunicazioni di modifica unilaterale del prezzo di fornitura perché inviate prima dell’entrata in vigore del decreto Aiuti bis (10 agosto 2022), mentre la norma fa salve solo le modifiche unilaterali “perfezionate” ovvero effettivamente applicate prima della stessa data. A Iren, infine, viene contestata la comunicazione relativa alla asserita scadenza di tutte le offerte a prezzo fisso con la contestuale prospettazione delle nuove e peggiorative condizioni economiche di offerta, in alternativa alla facoltà del cliente di recedere dalla fornitura.

Iberdrola e Dolomiti viene anche contestata l’ingannevolezza delle comunicazioni che evidenzierebbero l’impossibilità di fornire energia elettrica al prezzo contrattualmente stabilito a causa dell’aumento del prezzo del gas naturale, in espressa e grave contraddizione – per l’Antitrust – con le affermazioni diffuse nei messaggi promozionali, secondo le quali l’energia elettrica venduta proverrebbe esclusivamente da fonti rinnovabili.

Alle altre 25 società fornitrici di energia elettrica e gas naturale l’Autorità ha inviato una richiesta di informazioni per acquisire copia di eventuali comunicazioni contra legem mandate ai consumatori, a partire dal 1 maggio 2022, relative alle modifiche unilaterali delle condizioni economiche di fornitura o anche alla rinegoziazione/sostituzione/aggiornamento applicate dopo il 10 agosto 2022. L’Antitrust intende verificare se siano state attuate similari condotte non rispettose dei diritti dei consumatori.

Ma quali sono queste pratiche “censurate” dalle authority?

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Caro bollette: non rispettato il dl Aiuti bis

A testimoniare queste pratiche scorrette diverse segnalazioni pervenute alle due Autorità, da parte di consumatori, per violazioni dell’articolo 3 del dl Aiuti bis, che prevede la sospensione delle clausole contrattuali che consentano modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale relativamente alla definizione del prezzo, fino al 30 aprile 2023.

Inoltre, all’articolo 2 lo stesso decreto dispone che siano “inefficaci” i preavvisi comunicati, per queste stesse finalità, prima della data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 aprile 2023, a meno che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate.

Caro bollette: interviene l'Antitrust
Caro bollette: interviene l’Antitrust

Caro bollette: facciamo chiarezza

Le due autorità, alla luce degli approfondimenti svolti congiuntamente e delle segnalazioni pervenute, hanno dato anche qualche chiarimento in merito alle regole e strumenti disponibili per consentire a consumatori ed imprese una corretta interpretazione dei reciproci comportamenti.

  1. Si parla di variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali (art. 13 Codice di condotta commerciale) in quei casi in cui, durante il periodo di esecuzione e di validità di un contratto di fornitura, il venditore decide di avvalersi, per giustificato motivo, di una clausola contrattuale legittima nella quale è prevista esplicitamente la possibilità di variare unilateralmente specifiche condizioni contrattuali, eccetto che in questa fase e fino alla scadenza del 30 aprile 2023 (ambito di applicazione articolo 3 Dl Aiuti Bis);
  2. le variazioni automatiche delle condizioni economiche (art. 13 Codice di condotta commerciale) sono quegli aggiornamenti già previsti dalle condizioni contrattuali all’atto della stipula (aumento prezzo unitario, scadere di sconti o promozioni, passaggio da prezzo fisso a variabile e così via), che non sono ritenuti modifica unilaterale delle condizioni economiche e quindi non rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 3 del Dl Aiuti Bis.
  3. rinnovi delle condizioni economiche, cioè la stipula di un nuovo contratto alle medesime condizioni, non costituiscono un’ipotesi di variazione unilaterale, anche se il rinnovo può essere variamente regolato nell’ambito di un contratto concluso tra le parti. Nel caso delle cd. offerte PLACET, dove le  condizioni sono interamente stabilite dall’Autorità ad eccezione del prezzo di cui l’Autorità stabilisce solo la struttura, la regolazione prevede un specifica procedura di rinnovo ogni 12 mesi che non rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 3.
  4. Quando allora le modifiche sono unilaterali e temporaneamente illegittime?
  5. Vi sono due casi di illegittimità per modifica unilaterale del contratto. Il primo caso ricorre quando il fornitore avanza una proposta di rinegoziazione per sopravvenuto squilibrio delle prestazioni a causa dell’aumento dei prezzi (di solito gli operatori invocano la forza maggiore), una situazione che potrebbe determinare una “eccessiva onerosità” e portare alla risoluzione “giudiziale” del contratto ma dovrebbe essere in ogni caso disposta da un giudice. Il secondo caso di illegittimità è relativo all’esercizio del diritto di recesso dal contratto di fornitura con i propri clienti, anche con effetto immediato e con conseguente attivazione dei servizi di ultima istanza.
  6. Il decreto Aiuti Bis ha ovviamente ampliato i casi di pratiche scorrette, ma numerose segnalazioni, anche di comportamenti aggressivi, sono giunte alle authority  in tempi “normali”.

Caro bollette: ricorso accolto

«Bene, ottima notizia! Accolte le tesi del nostro esposto», commenta afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, che si è fatta promotrice di diverse segnalazioni.

«Proprio ieri abbiamo annunciato l’esposto, in realtà depositato nei giorni scorsi – prosegue – in cui denunciavamo la violazione da parte di alcune società di luce e gas del mercato libero del dl Aiuti bis. In pratica stanno modificando unilateralmente i contratti a prezzo fisso, alzando i prezzi, nonostante la legge avesse vietato di farlo fino al 30 aprile 2023».

«Molti consumatori hanno ricevuto avvisi di modifica abbondantemente dopo il 10 agosto, addirittura a settembre. Una pratica scorretta – afferma il Presidente di UNC – a cui se ne aggiunge una ancor più odiosa. Per aggirare il Dl Aiuti, invitano il consumatore a sottoscrivere un nuovo contratto, avvisandolo che, in mancanza, il vecchio contratto verrà cessato e, di conseguenza, passerà per la luce al Servizio di maggior tutela e per il gas al Fornitore di ultima istanza, notoriamente più caro. Un indebito condizionamento che speriamo sia ora bloccato dalle due Authority».

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