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Caro bollette, molti gestori bloccano le forniture: che fare?

Caro bollette, molti gestori bloccano le forniture: chiuse le erogazioni del gas, cosa dovranno fare i cittadini.

di The Wam

Ottobre 2022

Caro bollette, molti gestori bloccano le forniture: ai cittadini stanno arrivando lettere che annunciano la fine del contratto. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il motivo? «L’instabilità dei mercati e l’aumento esponenziale del gas naturale ci pone dinanzi a una situazione senza precedenti». E quindi: «Vista l’impossibilità di garantire la tua fornitura a condizioni economiche allineate alle attuali quotazioni di mercato, ci vediamo costretti a risolvere il contratto di fornitura in corso».

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Questa comunicazione via email sta arrivando a molte famiglie residenti in Italia. Significa che entro pochi giorni i rubinetti saranno chiusi.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega come evitare il distacco delle luce con bollette non pagate; c’è un focus che spiega perché a novembre le bollette dovrebbero essere meno care; in un articolo vi raccontiamo i numeri della morosità: sono 4,7 milioni le famiglie che dall’inizio dell’anno hanno saltato il pagamento di una o più bollette dell’energia.

Caro bollette: mercato di salvaguardia

È bene precisare che le famiglie non resteranno comunque senza fornitura di gas naturale o energia elettrica. Gli utenti passeranno al mercato di salvaguardia, che ha un costo molto più alto. Potranno cercare un nuovo gestore, ma le tariffe non saranno più convenienti come quelle previste dal contratto appena sospeso.

Una situazione che era in parte prevedibile. Ma che sta comunque suscitando forte preoccupazione (e irritazione) tra i consumatori.

Per anni gli operatori luce e gas hanno fatto a gara per conquistarsi i clienti a colpi di offerte sempre più basse e ora, con i prezzi che sono impazziti, non riescono più a mantenere le promesse. Anzi, anche il cliente che paga regolarmente le bollette è diventato un problema.

Tariffe troppo basse rispetto ai costi di mercato e aziende che non hanno più margini di guadagno.

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Caro bollette: meglio perdere clienti

La difficoltà riguarda in particolare i gestori più piccoli. Il caso è esploso dopo che il governo nell’articolo 3 del decreto Aiuti Bis ha impedito ai gestori di aumentare in modo unilaterale i contratti per le forniture (disposizione che è stata ignorata da molte compagnie, al punto che ora c’è un’inchiesta di Arera e Antitrust). La norma non vieta però la possibilità di recesso del contratto. E al momento è questa la via d’uscita che è stata scelta dalle aziende per evitare il default. Ovvero: in questa fase meglio perdere clienti che trovarli.

Caro bollette: condomini senza fornitori

Ci sono interi condomini che sono rimasti senza fornitori e proprio all’inizio della stagione invernale. Un comportamento grave e che causa danni inevitabili e non da poco a famiglie e piccole imprese. Senza dimenticare un dato, rilevante: da primo gennaio 2023, se non interverrà una deroga, anche il regime di maggior tutele per le bollette del gas finisce.

Questo significa che a partire da gennaio milioni di famiglie resteranno senza un operatore che sia disposto a firmare un nuovo contratto.

Caro bollette: elettricità

Situazione molto delicata per il gas. Ma non è tutto: anche per l’elettricità ci sono problemi all’orizzonte. Sul primo trimestre del 2023 c’è da spalmare un conguaglio da 1,6 miliardi di euro.

Per quale motivo? L’Arera per attenuare l’aumento esponenziale delle tariffe del quarto trimestre del 2022 ha posticipato all’inizio del prossimo anno il pagamento di quella somma.

Gli 1,6 miliardi sono la differenza tra il costo per l’acquisto dell’energia e il prezzo offerto alle famiglie (10,7 milioni) che sono rimaste nel regime amministrato.

Caro bollette: morosità

Quella misura era stata definita «socializzazione dei costi». Potrebbe innescare un’altra conseguenza a catena e dagli effetti dirompenti: se aumentano i clienti morosi (che sono già tanti) i costo sarà spalmati su tutti gli altri (con il rischio di aumentare ulteriormente il numero degli utenti che non è in grado di far fronte al costo delle bollette).

Su questo punto l’Assoutenti ha chiesto al governo di attivare una moratoria dei distacchi, come è già accaduto durante il Covid, e la creazione di un fondo finanziato dallo Stato per garantire le aziende creditrici.

Un altro nodo che dovrà sciogliere il nuovo governo. Che avrà molte questioni da affrontare con urgenza. Non è certo una sorpresa: da mesi tutti sapevano che l’arrivo dell’autunno avrebbe portato con sé una lunga serie di emergenze.

Caro bollette: misure immediate

Le associazioni dei consumatori hanno chiesto al governo delle misure immediate, si deve fronteggiare l’aumento dei costi energetici e l’incremento (ben più alto dell’inflazione) dei prezzi sui beni di consumo. Una doppia tagliola che sta mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Erano presenti all’incontro anche Cgil, Cisl e Uil, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, i Panificatori artigiani, i sindacati degli inquilini Sunia e Siciet, le organizzazioni del volontariato Auser e Anteas, Federcasalinghe, Usb, WWF, Legambiente, Coordinamento Free e rappresentanze dei produttori di fotovoltaico e dei rivenditori di energia

Le richieste presentate al governo possono essere sintetizzate in cinque punti:

Caro bollette, molti gestori bloccano le forniture: che fare?

Caro bollette: cosa accade a marzo

Tutte misure urgenti, ma che hanno costi inevitabili e piuttosto onerosi. L’esecutivo di centrodestra si ritroverà con un tesoretto da 10 miliardi lasciato dal precedente governo Draghi. Non sarà sufficiente.

Nel frattempo l’unica buona notizia è il prezzo in discesa (ma sempre a livelli alti) del costo del metano sui mercati internazionali. Una riduzione che è dovuta alla diminuzione della domanda: tutti i Paesi europei hanno completato (o quasi) gli stoccaggi per l’imminente inverno.

Il problema potrebbe riproporsi a marzo, quando le scorte saranno terminate e bisognerà iniziare a riempirle di nuovo. Il che causerà, a dire degli esperti, una nuova risalita dei prezzi.

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