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Caro bollette, che stangata anche per il caminetto

Caro bollette, non solo il metano: aumenti record anche per legna da ardere e pellet.

di The Wam

Novembre 2022

Caro bollette, se avete pensato di usare meno il riscaldamento e più il caminetto per risparmiare, è meglio ripensarci. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

La legna e il pellet sono aumentati quanto e più del gas, un’altra stangata per i cittadini che si apprestano ad affrontare l’ormai imminente inverno.

INDICE

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La portata degli aumenti è stata evidenziata da una indagine effettuata dal Codacons.

Su questo argomento dopo quante bollette non pagate vengono staccate le utenze; vediamo insieme qual è il piano del governo per bloccare i distacchi; e infine c’è un focus che spiega quali sono le società energetiche finite nel mirino dell’Antitrust e ora che succede ai consumatori.

Caro bollette, gli aumenti di legna e pellet

I numeri fanno rabbrividire, e non solo per il freddo:

Per la legna da ardere non va molto meglio:

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Caro bollette, sale anche il bioetanolo

Ma non è tutto. Anche il prezzo del bioetanolo per camini ha avuto un’impennata (57%) e un litro di gasolio per riscaldamento è passato da 1.398 euro al litro (2021) agli attuali 1.849, con un incremento pari al 32%.

Insomma, non si scappa: riscaldarsi quest’inverno costerà molto. Anche per chi ha provato a sostituire il metano o la corrente elettrica.

A far lievitare i prezzi di pellet e legna da ardere è stato un forte aumento della domanda. Sia per l’installazione di questi impianti per il riscaldamento delle case, sia per l’acquisto del combustibile (in molti casi le famiglie ne hanno comprato più del necessario).

Una corsa all’acquisto che ha causato l’aumento dei prezzi. Ma c’è di più: le stufe a legna per diversi mesi sono diventate introvabili. Così come introvabile, se non a prezzi proibitivi, è stato anche il pellet.

I prezzi secondo gli esperti continueranno a crescere durante l’inverno. I costi dovrebbero stabilizzarsi solo nel 2023.

Senza dimenticare che una buona parte del pellet consumato in Italia arrivava dalla Russia e dalla Bielorussia. Oggi bisogna importarlo da altre nazioni, ma comunque anche questa situazione ha causato la consistente differenza tra domanda (altissima) e offerta (ridotta), con il conseguente aumento esponenziale dei prezzi.

Il pellet è diventato un affare lucroso: al punto che la guardia di finanza ha sequestrato a più riprese carichi di pellet contraffatto.

Su Thewam.net abbiamo spiegato come funziona quello che è stato ribattezzato “bonus pellet” e chi può beneficiarne.

Caro bollette, le cause dell’aumento dei costi

E comunque per sintetizzare, queste sono le conseguenze che hanno causato l’aumento del costo di legna e pellet:

Caro bollette, conseguenze per le famiglie

Ovviamente questi rincari si riflettono direttamente anche sulle famiglie, che dovranno sostenere costi più alti per riscaldare la casa nei mesi invernali.

Codacons ha fatto anche due calcoli: per riscaldare un appartamento di 100 metri quadri servono oggi:

Nonostante gli incrementi la legna resta dunque il combustibile più economico.

Caro bollette, che stangata anche per il caminetto

Caro bollette, caminetti super inquinanti

Ma se è vero che la legna da ardere si conferma il combustibile più economico, è anche vero che è pure quello più inquinante. Insieme ovviamente al pellet. 

I livelli di inquinamento atmosferico sono altissimi. Peggiorano anche la qualità dell’aria all’interno delle case. Le conseguenze? Inevitabili e si scontano sulla salute pubblica (con un incremento delle spese per il Servizio sanitario).

Qualche dato per essere più precisi.

I camini tradizionali bruciando rilasciano ogni anno in Italia 3.679 tonnellate di Pm10. I camini chiusi un po’ meno, 2.401 tonnellate.

Le stufe a legna immettono 2.651 tonnellate di Pm 10.

Senza entrare nei dettagli, un massiccio e prevedibile ricorso a stufe e camini durante questo inverno causerà un proporzionale aumento delle polveri sottili immesse nell’atmosfera.

Le conseguenze, come accennato, si faranno sentire anche all’interno delle abitazioni. In particolare si rischia di respirare un bel po’ di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), che sono sostanze cancerogene: si liberano dalla combustione di legna nei camini aperti delle case.

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