Caro bollette, che stangata anche per il caminetto

Caro bollette, non solo il metano: aumenti record anche per legna da ardere e pellet. I conti per le famiglie e perché i prezzi sono saliti alle stelle. La portata degli incrementi e la preoccupazione per inquinamento e salute pubblica.

5' di lettura

Caro bollette, se avete pensato di usare meno il riscaldamento e più il caminetto per risparmiare, è meglio ripensarci. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

La legna e il pellet sono aumentati quanto e più del gas, un’altra stangata per i cittadini che si apprestano ad affrontare l’ormai imminente inverno.

INDICE

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La portata degli aumenti è stata evidenziata da una indagine effettuata dal Codacons.

Su questo argomento dopo quante bollette non pagate vengono staccate le utenze; vediamo insieme qual è il piano del governo per bloccare i distacchi; e infine c’è un focus che spiega quali sono le società energetiche finite nel mirino dell’Antitrust e ora che succede ai consumatori.

Caro bollette, gli aumenti di legna e pellet

I numeri fanno rabbrividire, e non solo per il freddo:

  • il costo del pellet è aumentato in un anno del 147%;
  • nel 2021 un sacchetto da 15 chili costava 4,35 euro;
  • nel 2022 un sacchetto da 15 chili costa 12 euro.

Per la legna da ardere non va molto meglio:

  • nel 2021 una tonnellata di legna costava 167 euro;
  • nel 2022 una tonnellata di legna costa 240 euro;
  • l’aumento in 12 mesi è stato del 43,7%.

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Caro bollette, sale anche il bioetanolo

Ma non è tutto. Anche il prezzo del bioetanolo per camini ha avuto un’impennata (57%) e un litro di gasolio per riscaldamento è passato da 1.398 euro al litro (2021) agli attuali 1.849, con un incremento pari al 32%.

Insomma, non si scappa: riscaldarsi quest’inverno costerà molto. Anche per chi ha provato a sostituire il metano o la corrente elettrica.

A far lievitare i prezzi di pellet e legna da ardere è stato un forte aumento della domanda. Sia per l’installazione di questi impianti per il riscaldamento delle case, sia per l’acquisto del combustibile (in molti casi le famiglie ne hanno comprato più del necessario).

Una corsa all’acquisto che ha causato l’aumento dei prezzi. Ma c’è di più: le stufe a legna per diversi mesi sono diventate introvabili. Così come introvabile, se non a prezzi proibitivi, è stato anche il pellet.

I prezzi secondo gli esperti continueranno a crescere durante l’inverno. I costi dovrebbero stabilizzarsi solo nel 2023.

Senza dimenticare che una buona parte del pellet consumato in Italia arrivava dalla Russia e dalla Bielorussia. Oggi bisogna importarlo da altre nazioni, ma comunque anche questa situazione ha causato la consistente differenza tra domanda (altissima) e offerta (ridotta), con il conseguente aumento esponenziale dei prezzi.

Il pellet è diventato un affare lucroso: al punto che la guardia di finanza ha sequestrato a più riprese carichi di pellet contraffatto.

Su Thewam.net abbiamo spiegato come funziona quello che è stato ribattezzato “bonus pellet” e chi può beneficiarne.

Caro bollette, le cause dell’aumento dei costi

E comunque per sintetizzare, queste sono le conseguenze che hanno causato l’aumento del costo di legna e pellet:

  • l’invasione russa in Ucraina, ha causato il blocco immediato di almeno il 10% del materiale a livello mondiale;
  • il fabbisogno di pellet delle grandi centrali a biomassa del Nord-Europa che, non riuscendo a reperire il materiale a uso industriale, impiegando un prodotto premium sottraendo in questo modo  ingenti quantità al mercato del riscaldamento domestico;
  • i costi di produzione sono aumentati di circa il 40% (energia, costi della materia prima, rialzo costi imballaggi e packaging,..);
  • problemi logistici internazionali generati dalla pandemia, che continuano a colpire l’economia e il commercio mondiale. Si pensi al costo dei trasporti marittimi di container da oltre oceano per l’importazione di pellet dal Canada e dal Brasile;
  • divieto di export di legna da ardere, pellet e tronchetti da Bosnia Erzegovina, Serbia, Macedonia del Nord, e Ungheria, condizione che alimenta l’ulteriore carenza di materiale in Italia.

Caro bollette, conseguenze per le famiglie

Ovviamente questi rincari si riflettono direttamente anche sulle famiglie, che dovranno sostenere costi più alti per riscaldare la casa nei mesi invernali.

Codacons ha fatto anche due calcoli: per riscaldare un appartamento di 100 metri quadri servono oggi:

  • 2145 euro se si usa il pellet; 
  • 1.800 euro con un impianto a gasolio;
  • 1.180 euro per una caldaia alimentata a gas naturale;
  • 750 euro per la legna.

Nonostante gli incrementi la legna resta dunque il combustibile più economico.

Caro bollette, che stangata anche per il caminetto

Caro bollette, caminetti super inquinanti

Ma se è vero che la legna da ardere si conferma il combustibile più economico, è anche vero che è pure quello più inquinante. Insieme ovviamente al pellet. 

I livelli di inquinamento atmosferico sono altissimi. Peggiorano anche la qualità dell’aria all’interno delle case. Le conseguenze? Inevitabili e si scontano sulla salute pubblica (con un incremento delle spese per il Servizio sanitario).

Qualche dato per essere più precisi.

I camini tradizionali bruciando rilasciano ogni anno in Italia 3.679 tonnellate di Pm10. I camini chiusi un po’ meno, 2.401 tonnellate.

Le stufe a legna immettono 2.651 tonnellate di Pm 10.

Senza entrare nei dettagli, un massiccio e prevedibile ricorso a stufe e camini durante questo inverno causerà un proporzionale aumento delle polveri sottili immesse nell’atmosfera.

Le conseguenze, come accennato, si faranno sentire anche all’interno delle abitazioni. In particolare si rischia di respirare un bel po’ di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), che sono sostanze cancerogene: si liberano dalla combustione di legna nei camini aperti delle case.

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