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Cartella esattoriale, a chi si può consegnare una notifica

Cartella esattoriale, a quale componente della famiglia può essere notificata senza incorrere nella nullità?

di The Wam

Settembre 2022

Cartella esattoriale, a quale componente della famiglia si può consegnare una notifica se il titolare non è in casa? (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Può capitare e spesso che al momento della notifica (per un atto, una cartella esattoriale, una raccomandata) chi dovrebbe riceverla non sia in casa. Ci chiediamo a quale componente del nucleo familiare può essere consegnata senza che si verifichi un difetto di notifica (con conseguenze importanti sulla successiva procedura)?

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Cartella esattoriale, notifica: cosa dice la legge

Vediamo prima cosa dice la legge (articolo 139 del Codice di procedura civile). Ebbene, secondo la norma se il destinatario della cartella esattoriale o di qualsiasi atto non si trova all’indirizzo riportato (casa, residenza, ufficio), l’ufficiale giudiziario può consegnare una copia dell’atto a una persona di famiglia o a un collaboratore domestico. Se la notifica avviene in azienda l’atto può essere consegnato alla eventuale segretaria.

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Ci sono però due eccezioni:

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Cartella esattoriale, notifica: se non c’è nessuno

E se in casa non c’è nessun familiare e in azienda non si riesce a trovare la segretaria? L’ufficiale giudiziario potrebbe avere un’altra chance per notificare l’atto senza incorrere in problemi con la procedura: lasciarlo al portiere dello stabile (ovviamente se c’è).

Cartella esattoriale, notifica: parente o affine

I difetti di notifica sono stati spesso utilizzati per invalidare una procedura e rallentarne, a volte in modo significativo, l’iter. Anche per questo nel corso degli anni si sono accavallate decine di sentenze della Cassazione che hanno consentito di delineare meglio il quadro.

E quindi, se parliamo di un familiare che riceve la notifica questi può essere:

Entrambi possono essere non conviventi, ma la presenza in casa non deve essere solo occasionale e temporanea.

Il plico con l’atto giudiziario può anche essere consegnato alla suocera, se abita nello stesso stabile.

La cartella esattoriale (o qualsiasi altro documento simile) può essere consegnato a tutte le persone (con più di 14 anni e senza disagio psichico) che hanno un legame di parentela con il destinatario.

La legge suppone infatti che l’atto finirà poi nelle mani del legittimo destinatario.

Cartella esattoriale, notifica: quando è nulla

Al contrario, invece, la notifica può essere definita nulla se l’ufficiale giudiziario consegna l’atto a una persona che non ha con il destinatario vincoli di parentela, affinità o di servizio (una badante, una colf, una segretaria).

Questo accade anche se la persona in questione è stata trovata nell’abitazione (o nell’ufficio) del destinatario.

Cartella esattoriale, notifica: fidanzati

Tra le persone che rientrano in questa fattispecie, ovvero se ricevono l’atto si rischia la nullità della notifica), rientrano anche i fidanzati e le fidanzate. Anche se si trovassero all’interno dell’abitazione del destinatario.

Cosa diversa invece per il coniuge separato, laddove, in particolare, risulti che la presenza nell’abitazione del destinatario non sia casuale. Per la Cassazione infatti il partner separato è da ritenersi persona di famiglia, «posto – si legge – che il rapporto di coniugio cessa solo con la pronuncia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e posto che l’affinità va equiparata al rapporto di parentela».

Cartella esattoriale, notifica: rifiuto di firmare

Ma il parente o l’affine abilitato a ricevere l’atto giudiziario può rifiutarsi di firmare l’avvenuta notifica della cartella esattoriale (e di qualsiasi altro atto)?

Ebbene sì, è libero di farlo. Cosa succede a questo punto? Che il postino o l’ufficiale giudiziario lascia nella casetta della posta o nella sede del municipio un avviso, inviando al destinatario una seconda raccomandata. Nella missiva il destinatario sarà informato che potrà ricevere l’atto recandosi all’ufficio postale o nella casa comunale.

Se l’atto viene consegnato a un familiare non c’è invece bisogno di una raccomandata informativa. Con l’esclusione degli atti fiscali, in quel caso l’invio della raccomandata resta comunque obbligatorio.

Cartella esattoriale, notifica: come si completa

E dunque, se in casa è presente un familiare del destinatario la notifica può essere completata. Deve comunque essere rispettata una procedura:

Cartella esattoriale, a chi si può consegnare una notifica

Cartella esattoriale, notifica: postino o ufficiale giudiziario

Se comunque l’atto viene notificato da un ufficiale giudiziario o da un messo comunale (e riguarda un atto giudiziario o tributario), e lo riceve una persona che convive con il destinatario, resta necessario anche l’invio anche di una raccomandata informativa.

Quella raccomandata serve per comunicare al destinatario che il plico è stato consegnato a un’altra persona.

Qualora la consegna venisse effettuata dal postino non è necessaria nessuna raccomandata. La notifica si definisce completata al momento in cui l’atto è stato consegnato a un convivente del destinatario. Sul punto così recita una sentenza della Cassazione:

«Nel caso in cui le cartelle di pagamento notificate per posta ordinaria risultano essere state consegnate a persone di famiglia, va ribadito che non sussisteva alcun obbligo per l’agente postale di procedere all’invio della raccomandata informativa al destinatario dell’atto. Pertanto, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla competente CTR per ulteriore esame e per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità».

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