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Cartella esattoriale generica: può essere annullata?

Cosa fare se si riceve una cartella esattoriale generica? Ecco tutte le informazioni fondamentali per sapere se bisogna pagare oppure no.

di Marco Cagiano

Febbraio 2024

Una cartella esattoriale con motivazione generica può essere annullata? Lo vediamo nel corso di questo articolo, in particolare rispetto alla sentenza della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 374/2015, che regola proprio questa casistica in maniera inequivocabile (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cartella esattoriale: ecco cos’è

Una cartella esattoriale è un atto amministrativo emesso dall’Agenzia delle Entrate o dall’Ente Impositore, che indica l’avvio di un procedimento di riscossione coattiva nei confronti di un debitore moroso. Questo documento elenca in dettaglio i tributi, le tasse o altre somme dovute, comprensive di eventuali sanzioni e interessi di mora.

La cartella esattoriale notifica al debitore l’importo dovuto e fornisce informazioni sulle modalità di pagamento e sui termini di adempimento. Se il debitore non provvede al pagamento entro i termini indicati, possono essere adottate misure esecutive coercitive, come il pignoramento dei beni o il blocco dei conti bancari. Inoltre, la cartella esattoriale può essere oggetto di impugnazione da parte del debitore, che può presentare ricorso contro eventuali errori o controversie sulla legittimità del credito vantato dall’Ente creditore.

Proprio questo aspetto apre a delle considerazioni circa la cartella esattoriale generica, ovvero una cartella che non indica le specifiche motivazioni del provvedimento e che quindi pone il cittadino che ha ricevuto la notifica nella posizione di chiedersi se l’atto sia dovuto e ammissibile. Ecco come bisogna comportarsi.

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Cartella esattoriale: cosa fare se la motivazione è generica?

La cartella esattoriale, emessa dall’Agenzia delle Entrate per recuperare imposte non dichiarate e quindi non pagate, deve essere accompagnata da una motivazione chiara e specifica durante tutto il processo di contenzioso. In mancanza di una motivazione adeguata, la cartella può essere dichiarata nulla, come confermato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 374/2015.

Questa regola si applica in particolare quando la cartella è emessa per recuperare imposte dichiarate ma non pagate, come già stabilito in precedenti sentenze della Cassazione. La mancanza di una motivazione chiara e comprensibile rende la cartella esattoriale inutilizzabile e contraria ai diritti del contribuente, come sancito dall’art. 7 dello Statuto dei diritti del contribuente. La motivazione deve indicare i fatti e le ragioni che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione finanziaria, garantendo così il diritto di difesa del contribuente.

In conclusione, possiamo quindi dire che una cartella esattoriale è nulla se non contiene una motivazione specifica e comprensibile.

In quali situazioni il fisco invia la cartella esattoriale?

La cartella esattoriale è uno strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per richiedere il pagamento di somme dovute. Ma in quali circostanze specifiche ci si può aspettare di riceverla? Per esempio, mancato pagamento dopo gli avvisi di accertamento o in alternativa, diversi tipi di tributi possono portare all’emissione di una cartella esattoriale, se non pagati. Tra questi figurano tributi nazionali come:

Un altro caso riguarda multe stradali non pagate. Infatti, se si ricevono verbali di contestazione per infrazioni stradali e non si procede al pagamento, è possibile ricevere una cartella esattoriale. O ancora contributi previdenziali non versati all’INPS se si è un lavoratore autonomo o un datore di lavoro e non si sono versati i contributi dovuti.

Dal 2011, la pratica di inviare cartelle di pagamento è stata ridimensionata. Lo Stato ha deciso di non notificare la cartella in alcuni casi, preferendo procedere direttamente a misure più incisive come il pignoramento del conto corrente per accelerare la riscossione.

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Cosa fare se si riceve una cartella esattoriale generica? In foto: calcolatrice, penna, fogli.

Cartella esattoriale, quando va in prescrizione?

Per comprendere quando le cartelle esattoriali vanno in prescrizione, occorre fare un passo indietro e comprendere alcuni concetti fondamentali. Innanzitutto, la cartella esattoriale deve essere notificata entro termini specifici, detti “termini di decadenza”. Solo dopo la notifica inizia a decorrere il termine di prescrizione, che è diverso dai termini di decadenza.

La prescrizione è il periodo entro il quale l’Agenzia delle Entrate Riscossione deve agire per recuperare il credito. Il termine di prescrizione inizia dal giorno successivo alla notifica della cartella esattoriale.

Ad esempio, se ricevi una cartella esattoriale il 3 marzo 2023, il termine di prescrizione inizia a decorrere dal 3 maggio 2023 (cioè 61 giorni dopo la notifica). Tuttavia, ci sono alcune eccezioni da considerare, come i giorni festivi che possono posticipare il termine di pagamento al giorno successivo. Inoltre, in alcuni casi il termine di pagamento è di 120 giorni anziché 60, quindi la prescrizione inizia a decorrere dal 121° giorno. Per calcolare correttamente questi termini, è consigliabile utilizzare un software dedicato. È importante notare che non esiste una disciplina uniforme per la prescrizione, quindi il termine può variare a seconda dell’imposta coinvolta.

FAQ: Tutto ciò che c’è da sapere sulle cartelle esattoriali

La cartella esattoriale può arrivare anche per il bollo auto?

Sì, la cartella esattoriale può essere emessa anche per il bollo auto, nel caso in cui il pagamento del bollo non venga regolarmente effettuato e si accumulino somme non versate.

La cartella esattoriale dove si consulta?

La cartella esattoriale può essere consultata presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, oppure online tramite il sito web dell’Agenzia delle Entrate Riscossione o attraverso il servizio di consultazione online dei documenti fiscali.

Rateizzazione cartella esattoriale: si può fare?

È possibile richiedere la rateizzazione della cartella esattoriale presentando apposita istanza presso l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Tuttavia, la concessione della rateizzazione dipende dalle specifiche normative vigenti e dalla valutazione del caso da parte dell’Agenzia stessa.

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