​Cartella esattoriale, quando la notifica non è valida

Cartella esattoriale, quando la notifica non è valida: come deve essere correttamente notificata val contribuente e quando si può invalidare la procedura. I sistemi per l'invio sono diversi: può essere consegnata a mano, per raccomandata con ricevuta di ritorno o per via telematica.

5' di lettura

Cartella esattoriale, quando la notifica non è valida. Sarà questa l’ultima proroga per l’invio delle cartelle esattoriali. Tra agosto e settembre è previsto l’arrivo di milioni di “avvisi di pagamento” nelle case di altrettante famiglie del nostro Paese.

La notifica delle cartelle esattoriale è un elemento fondamentale di tutta la procedura per la riscossione dei crediti. Rappresenta anche per questo uno dei temi dove è più acceso il contenzioso giudiziale.

O meglio: è spesso l’appiglio per invalidare l’intera procedura.

Vediamo in questo articolo come deve essere notificata correttamente una cartella esattoriale (e quindi anche può essere impugnata una presunta irregolarità) e quando può essere contestato il difetto di notifica.

Cartella esattoriale: chi la impugna ammette di averla ricevuta

Ma prima di andare avanti una piccola, ma determinante precisazione: per impugnare una cartella esattoriale con un supposto difetto di notifica è necessario produrre l’originale della cartella e in questo modo si ammette di averla ricevuta. Così facendo si annulla ogni qualsiasi vizio procedurale, perché quel che conta alla fine è che la notifica sia finita nelle mani di chi deve riceverla.

Cartella esattoriale: non l’ha mai ricevuta!

Un vizio di notifica ha qualche chance in più di essere dimostrato solo se il destinatario afferma di non averla mai ricevuta.

E per farlo ci sono due modi:

dopo aver chiesto un estratto di ruolo allo sportello o sul sito dell’Agenzia di riscossione potreste aver scoperto che vi hanno notificato la cartella e scoprire che dovete saldare dei debiti per tasse o sanzioni non versate. In questo caso è possibile contestare (in genere entro 60 giorni) la mancata notifica perché non siete mai stati raggiunti dall’atto. La contestazione della cartella può portare a un annullamento proprio per difetto di notifica.

C’è anche un altro sistema, che è anche più semplice. Ossia: per contestare il vizio di notifica si attende la notifica di un secondo atto da parte dell’ente riscossore.

Potreste a quel punto fingere di non aver mai ricevuto l’atto precedente e impugnare l’omessa notifica.

Sarà l’Agenzia che ha inviato la cartella a dover dimostrare che l’atto era stato consegnato.

Cartella esattoriale: la consegna a mano

La notifica più ovvia (e anche non impugnabile) di una cartella esattoriale, si verifica quando viene consegnata direttamente al destinataria. Può essere recapitata da un ufficiale della riscossione, da un messo comunale o dagli stessi agenti della polizia municipale.

Avviene nella residenza del destinatario o presso il suo domicilio (ma può essere ricevuta anche nella sede della sua eventuale azienda, o ancora nello studio del suo commercialista, dove evidente c’è la sede legale dell’impresa).

Cartella esattoriale: consegna a chi non è il destinatario

È un notifica corretta anche se avviene nelle mani di un’altra persone che è presente al momento della consegna nella sua residenza o domicilio.

La terza persona deve comunque essere un familiare convivente, un addetto alla casa o all’ufficio.

Deve però avere 14 anni.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica della cartella esattoriale a una persona diversa dal destinatario (nei casi sopra descritti), non prevede l’obbligo di una successiva lettera informativa.

Il destinatario non ha la facoltà di rifiutare la notifica di una cartella esattoriale. Se accade l’ufficiale giudiziario lo segnala in una relazione di notifica. Il risultato? La notifica viene ritenuta eseguita.

Quindi è un inutile stratagemma.

Cartella esattoriale: la raccomandata con ricevuta di ritorno

Ma l’invio “a mano” della cartella esattoriale non è l’unica strada. Può essere inviata anche con una raccomandata con avviso di ricevimento.

In questo casa la notifica sarà considerata “conclusa” alla data chi viene indicata nell’avviso di ricevimento che è stato firmato dal destinatario.

Se invece la raccomandata non viene consegnata al destinatario, ma a un altro soggetto (che rientra sempre tra il familiare convivente, l’addetto alla casa o dell’ufficio), sarà indispensabile, per completare in modo corretto la notifica, inviare a chi deve ricevere la notifica una seconda raccomandata (sempre con ricevuta di ritorno), che gli comunichi della consegna dell’atto alla persona che materialmente l’ha ritirato.

Può anche capitare che l’addetto a notificare la cartella non trovi nessuno nell’abitazione del destinatario. In quel caso l’atto si deposita nell’ufficio postale e viene inviata una seconda raccomandata che avvisa il contribuente della giacenza.

In questo caso la notifica si perfeziona dieci giorni dopo l’invio della seconda raccomandata, anche se l’atto non viene ritirato.

Cartella esattoriale: notifica con posta elettronica certificata

Una cartella esattoriale può essere inviata anche tramite la posta elettronica certificata (Pec). L’indirizzo del destinatario è inserito nell’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata.

E la casella di posta elettronica certificata risultasse satura? L’Agenzia delle Entrate può fare un altro invio. Se anche questo tentativo non andasse a buon fine la notifica potrebbe essere completata con un deposito telematico, in una sezione del sito di InfoCamere.

Il destinatario a questo punto viene informato con una lettera raccomandata. Quindici giorni dopo la pubblicazione della notifica su InfoCamere la cartella va considerata notificata.

La notifica in Pec può essere effettuata solo su un indirizzo che risulti negli elenchi pubblici (Ipa, Reginde, Inipec).

Se l’Agenzia delle Entrate utilizza un altro indirizzo per la notifica potrebbe palesarsi un possibile difetto di notifica.

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