Cartelle esattoriali, più tempo per pagarle

Cartelle esattoriali, più tempo per pagarle: le Commissioni Bilancio di Camera e Senato hanno chiesto al governo di allungare a 5 mesi i tempi per pagare le cartelle. La proposta dovrebbe essere accettata e inserita nel decreto fiscale diventando immediatamente efficace. Si cerca anche di prorogare i termini per la rottamazione ter e il saldo e stralcio.

4' di lettura

Per le cartelle esattoriali che sono state notificate dopo il primo settembre 2021 i cittadini avranno 150 giorni per pagare. Cinque mesi, il tempo necessario per attrezzarsi.

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Per ora si tratta di una richiesta, formulata al Governo dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato. Un bel pezzo di Parlamento. E proprio per questo è una richiesta che dovrebbe essere accolta. Non incide sui conti pubblici, ma offre la possibilità a chi ha ricevuto una cartella esattoriale di non essere messo con le spalle al muro, ma trovare – quando è possibile – delle soluzioni per evitare che quell’atto esecutivo si tramuti in un pignoramento.

Cartelle esattoriali: il provvedimento nel decreto fiscale

La proposta sarà inserita nel decreto fiscale collegato alla manovra. Una soluzione che garantisce l’immediata entrata in vigore del provvedimento, e quindi allungando i termini per il pagamento delle cartelle esattoriali.

Le ragioni della proposta sono sin troppo chiare. Si vuole evitare in tutti i modi che famiglie e imprese vadano in ulteriore difficoltà proprio ora che l’economia sta tornando a girare dopo quasi due anni di pandemia.

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Cartelle esattoriali: il governo pensa a 120 giorni di proroga

Il governo ha già preso in esame la proposta delle Commissioni. E sembra, come detto, intenzionato ad approvare la proposta e tramutarla in un provvedimento. C’è però la possibilità che i tempi vengano ridotti: da 150 a 120 giorni. Da 5 a 4 mesi. Comunque sia è una boccata d’ossigeno per chi dal primo settembre in poi ha ricevuto una cartella esattoriale.

Cartelle esattoriali: cosa succede per la rottamazione ter?

Le Commissioni di Camera e Senato hanno anche chiesto al governo di prolungare i termini per i contribuenti che non sono riusciti a versare in tempo le rate della rottamazione ter e saldo e stralcio. In questo caso si discute di ampliare i termini per il pagamento degli arretrati: 18 mesi, si potrebbe dare un po’ di respiro a chi non riesce a far fronte a tutti i versamenti.

Ricordiamo che chi ha usufruito della rottamazione ter o del saldo e stralcio rischia di perdere l’agevolazione in caso di ritardo nel pagamento delle rate. Un bel guaio.

Cartelle esattoriali: modificare la decadenza dal beneficio

Si tenta in ogni modo di evitare l’immediata decadenza dal beneficio se non si rispetta il calendario della rateizzazione. Molto probabilmente in caso di ritardo, l’Agenzia delle Entrate contatterà il contribuente e chiederà di mettersi in regola entro 60 giorni.

Solo se il debitore non rispetterà questa ulteriore scadenza scatterà l’esclusione dal piano di dilazione.

Il governo sarebbe propenso a dire di sì. Anche in questo caso la proposta sarà inserita all’interno del decreto fiscale che, a quanto si apprende, dovrebbe essere firmato nei prossimi giorni dall’esecutivo di Mario Draghi.

Cartelle esattoriali: quelle maturate tra il 2018 e il 2019

È chiaro che più prima che poi l’attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate tornerà a essere regolare. Del resto non si può bloccare del tutto l’attività dell’ente.

Ma non si esclude comunque una nuova proroga per le notifiche delle cartelle esattoriali che sono maturate nel biennio 2018 e 2019. La proposta è stata formulata da molte forze politiche, la preoccupazione è sempre la stessa: dopo quasi due anni di stop si tenta di diluire per quanto è possibile l’arrivo della cartelle esattoriali arretrate.

Ce ne sono 18 milioni in partenza (controlla la tua posizione sul sito dell’Agenzia). Farle arrivare tutte nel giro di pochi mesi potrebbe avere delle conseguenze che sono facilmente immaginabili.

Cartelle esattoriali: 343 miliardi di crediti

Sullo sfondo, ma mica tanto, anche le considerazioni formulate da Unionimpresa. Ci sono cartelle esattoriali per l’ammontare complessivo di 343 miliardi. Il 78% riguardano cartelle di pagamento per importi inferiori a 1000 euro. Ma si tratta in molti casi di crediti inesigibili, che riguardano tra l’altro persone defunte, imprese fallite o contribuenti che non saranno in grado di versare il dovuto.

Questo carico enorme di arretrati costa tantissimo all’Agenzia delle Entrate, in termini di tempo e di risorse. Sarebbe meglio, secondo lo studio di Unionimpresa, mettere da parte quei crediti che non sono più recuperabili e ripartire da zero.

Una ipotesi non trascurabile. Anche perché l’Agenzia delle Entrate, con il previsto aumento di organico e nuovi strumenti tecnologici a disposizione, potrà concentrarsi meglio sui mancati pagamenti più recenti. Quelli che sono anche facilmente recuperabili.

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