Cartelle esattoriali, entro l’anno 50milioni di notifiche

Cartelle esattoriali, entro l'anno 50milioni di notifiche: tutto l'arretrato che era stato bloccato dalla pandemia, cosa succede? In una situazione di difficoltà economica diffusa tra i cittadini l'invio di una mole così importante di avvisi di pagamento rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese. E la soluzione non può essere l'ennesima rottamazione: quelle precedenti hanno avuto risultati deludenti.

4' di lettura

Cartelle esattoriali, entro l’anno 50 milioni di notifiche: ovvero tutto l’arretrato che era stato bloccato dalla pandemia. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Un carico di debiti con il fisco che sta piovendo su milioni di famiglie. Il blocco era stato imposto per evitare di gravare ulteriormente i cittadini in difficoltà per l’emergenza Covid: ora gli accertamenti fiscali e le cartelle di pagamento arrivano tutte insieme, inesorabilmente.

Purtroppo però la situazione economica non è cambiata molto. Dopo il virus è arrivata l’inflazione, l’aumento delle bollette e tutte le altre conseguenze innescate dalla guerra in Ucraina.

Cartelle esattoriali: le cifre

Ma tutto questo non frena l’Agenzia delle Entrate.

Negli ultimi mesi sono state inviate, tra atti e cartelle, 20 milioni di notifiche (15 dalla Riscossione e 5 dalle Entrate). Come detto il numero salirà a 50 milioni entro dicembre.

Queste 50 milioni di notifiche sono così ripartite:

  • 34 milioni di cartelle esattoriali;
  • 16 milioni di avvisi.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Cartelle esattoriali: rottamazione?

Un carico enorme, che ammonta complessivamente a qualche centinaio di miliardi di euro. Anche questa volta si parla di una sanatoria sotto forma di rottamazione, sarebbe la quarta. Ma le precedenti non hanno avuto un grande successo, il che significa che l’effetto non sarebbe così positivo per quanti si ritrovano a dover pagare vecchi debiti con l’erario.

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Cartelle esattoriali: riscossione lenta

Tutti questi arretrati, a prescindere dalla pandemia (l’accumulo andava avanti da anni, anche senza virus e lockdown), conferma un dato noto: se è efficiente la capacità di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, quella di riscossione procede a passo di lumaca.

Riforma del fisco, tasse: cosa cambia

Il risultato è che molti contribuenti si vedono ora arrivare pendenze vecchie e che spesso ignoravano. Tutte insieme, rendendo quindi complicato o impossibile il versamento dei debiti con il fisco. Anche con una eventuale rateizzazione.

Cartelle esattoriali: il rinvio

Il fisco (come si può leggere qui), si rinnova, sarà ora capace di controlli incrociati sempre più efficienti, si serve dell’intelligenza artificiale e scandaglia informazioni utili anche sulle nostre pagine social, ma il problema di fondo resta questo mare di arretrati.

L’allarme era già stato lanciato durante la pandemia da numerose forze politiche: attenzione con le cartelle esattoriali, non possiamo inviarle a pioggia a cittadini che stanno attraversando, in molti casi, situazioni di difficoltà economica.

La soluzione che è stata trovata all’epoca è stata semplice e apparentemente efficacie: un differimento degli invii. Una soluzione che ha solo rinviato il problema, aggravandolo. E così se prima le cartelle e i solleciti in attesa di essere spediti ai cittadini erano 40 milioni, sono ora salite a 50.

Purtroppo si sperava di trovare il Paese in condizioni migliori. All’epoca non si poteva prevedere una ripresa così consistente dell’inflazione (che ha ridotto le capacità di acquisto delle famiglie), del costi dei carburanti e dei prodotti alimentari.

Cartelle esattoriali: cosa farà il governo?

Cosa intende fare il governo? Questa è la domanda. E la risposta non può limitarsi a una semplice riproposizione della rottamazione. Non funziona: non aiuta i cittadini a liberarsi dal debito, non consente allo stato di incassare quanto dovrebbe.

Servirebbe una scelta più radicale e coraggiosa: azzerare una parte dell’arretrato e concentrare le risorse della riscossione solo sulla parte debitoria più recente, che è anche quella con più possibilità di essere recuperata.

E con la nuova strategia tecnologica fare in modo che non si accumuli più un arretrato così importante.

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La situazione non è semplice. Intanto – se non saranno adottati provvedimenti – 50 milioni di notifiche arriveranno a cittadini e imprese. Inevitabile non pensare a un incremento esponenziale dei pignoramenti e dei fallimenti.

Come dire, piove sul bagnato: in una situazione di diffuso disagio economico, arriva anche una tempesta di cartelle esattoriali.

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